“Propaganda partenopea, ecco il contraccolpo che ho subito con i miei figli”

Ecco come un genitore lontano da Napoli trasmette la passione azzurra ai suoi figli

Sono tanti gli errori che noi genitori commettiamo, spesso i nostri buoni propositi vanno a farsi benedire a vantaggio delle nostre debolezze che hanno il sopravvento. Quando un genitore è anche tifoso ha buone probabilità di commettere un errore in più e se poi questo genitore/tifoso vive, per scelta o per necessità, lontano dalla sua città, lo sbaglio lo commette sicuramente. Sono nato all’ombra del Vesuvio ed oltre ad amare la mia città, come ogni buon napoletano che si rispetti, sono anche tifoso del Napoli. Vivo da qualche anno con mia moglie, “romana de Roma”, in Toscana, dove sono nati i miei due figli, undici anni la femminuccia e cinque il maschietto. Ebbene, ho il terrore che possano diventare tifosi del Milan, dell’Inter, della Juve o di un’altra qualunque squadra che non sia il Napoli e come potete facilmente dedurre, l’errore che sto commettendo è quello di inculcare la fede per i colori azzurri ai miei eredi. Al solo immaginare uno dei miei figli sventolare una bandiera, agitare una sciarpa o indossare una maglietta dove l’azzurro non sia presente mi si rizzano i capelli in testa. Sopporto a malapena la timida simpatia che mia moglie nutre per la Roma e quella decisamente più convinta dei cognati e nipoti che vivono nella capitale. Un’altra mia cognata, sempre romana, tifa Lazio e c’è poi mio suocero che pur essendo senese di nascita e romano di adozione, tifa Fiorentina. Io vivo a Lucca, la squadra di questa città non attraversa un momento fortunato, pertanto la febbre per i suoi colori non è contagiosa, ma lo è quella per le squadre con maglie a strisce dove il nero è sempre presente. Tralascio l’ambiente di lavoro dove c’è veramente di tutto…insomma sono praticamente circondato. La mia situazione non è facile e dato che le insidie sono tante, per evitare il possibile disastro, con l’inizio del campionato, ho dato il via alla…propaganda partenopea. Ho cominciato tappezzando le pareti del mio studio con poster raffiguranti giocatori del Napoli, in casa fischietto e canticchio continuamente l’inno dedicato ad Higuain e la suoneria del mio cellulare, che faccio squillare spesso grazie a finte telefonate in arrivo, è costituita dal nuovo inno partenopeo. In settimana ho fatto dipingere la camera del piccolo di azzurro, per quella della bimba avevo pensato ad un giallo con inserti azzurri, ispirandomi alla seconda maglia del Napoli di quest’anno, ma il no di mia figlia è stato categorico e dopo feroce trattativa mi sono dovuto arrendere ad un viola, che però, grazie ad una sapiente scelta delle luci, la sera diventa quasi azzurro. Inoltre, ho iniziato da pochi giorni una cura per la ricrescita dei capelli con l’obiettivo futuro di un taglio alla Hamsik, per adesso la situazione è al contrario con la zona destinata alla cresta quasi vuota. Nel caso non dovesse funzionare ho già pronto il piano B…taglio alla Reina. Non è finita, alla vigilia della prima partita di campionato ho organizzato per i miei figli un concorso con in palio un premio per chi indovina uno dei marcatori azzurri della partita Napoli – Bologna. Per la scelta del premio ho optato per un peluche: un asinello di un grigio quasi azzurro che ho comprato in un negozio di giocattoli. Era esposto in vetrina tra una zebra ed un toro, sono sicuro che se potesse parlare mi ringrazierebbe per il fatto di averlo sottratto a quella triste compagnia. Mia figlia per aggiudicarsi il premio punta su Higuain mentre il piccolino è affascinato da Reina, gli spiego che le probabilità che il portiere realizzi un gol sono piuttosto scarse, ma lui insiste e sono costretto ad accontentarlo. La partita inizia ed è subito un gran Napoli, la squadra domina, è compatta e il gol appare come la naturale conseguenza della notevole quantità di gioco profuso. Il Bologna non sembra pronto a contrastare efficacemente gli azzurri, sono favorevolmente colpito da tutti i nuovi acquisti, ma come spesso accade, chi mi entusiasma di più è Hamsik, autore di una fantastica doppietta. Il Napoli vince meritatamente, ma né Higuain né tantomeno Reina hanno segnato e tra la comprensibile delusione dei miei figli, il premio non viene assegnato, ma rimesso in palio per la successiva sfida con il Chievo. Dopo qualche giorno eccoci pronti per la seconda di campionato, siamo davanti alla tv sprofondati nel divano; dietro di noi l’enorme scatola di cartone, con fiocco azzurro, all’interno della quale ho sistemato il peluche incartato. Le aspettative sono alte e i bambini non hanno idea di cosa possa esserci dentro. Per la scelta dei marcatori, la bimba scommette ancora su Higuain mentre il piccolo sceglie Albiol, anche in questo caso le mie considerazioni in merito alle minori probabilità di segnatura di un difensore si rivelano vane. L’incontro ha inizio, il Napoli parte bene e la partita è ricca di emozioni: gli azzurri passano per ben due volte in vantaggio sempre raggiunti dai veronesi. Nella ripresa straripano, Hamsik si rivela ancora una volta protagonista assoluto del match: lo slovacco dopo il gol nel primo tempo sigla quello del tre a due e Higuain quello del quattro a due finale. Anche mia figlia esulta, grazie al gol del “pipita” si è aggiudicata l’ambito premio. Alla fine del match mi chiede di aprire subito lo scatolone, il fratellino si avvicina curioso e partecipa con lei alla frenetica operazione di rottura. Eliminato l’imballaggio fanno fatica ad individuare il regalo da scartare e noto un po’ di disappunto, forse a causa delle ridotte dimensioni del premio. Mia figlia agguanta con decisione il regalo e con un colpo secco strappa via la carta che lo ricopre, questa volta alla vista del peluche il disappunto è tutto mio, ed il mio urlo: “noooooooooooooooo…la zebraaaaaaaaaaaaaa” è udito distintamente in tutta la piana di Lucca. Mia moglie dalla cucina pensa ad un gol del Chievo ma si tratta invece dell’amaro epilogo causato dalla distrazione della commessa di un negozio di giocattoli, che ha incartato il peluche sbagliato. Ovviamente anche i miei figli sono delusi e si rifiutano di assistere alla successiva partita con Atalanta vinta grazie ai gol di Higuain e Callejon. Il Napoli è primo in classifica ma la propaganda partenopea ha subito un duro contraccolpo.

Fabrizio Aloj

Tufano

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