Quando il genio va a braccetto con la sregolatezza, auguri Fantantonio!

Quando il genio va a braccetto con la sregolatezza, auguri Fantantonio!

Colpi di tacco e colpi di testa. Imprevedibile, sempre e comunque. Insomma Antonio Cassano, 33 anni oggi. Tre ore di ritardo a Roma al primo appuntamento con Franco Sensi? 40 gol in giallorosso. A Madrid soprannominato “El Gordito”? Dopo tre minuti dall’esordio nella Liga rete all’Atletico.

“Il calcio mi ha salvato la vita” ha raccontato più volte. San Nicola, Bari Vecchia, strade difficili e strade da scegliere. Ma c’è sempre un pallone. Giorno e notte a giocare, Piazza Mercantileil suo stadio. Il grande salto al Bari dopo i provini con Inter e Parma. C’è Fascetti a fare da papà e Fantantonio cresce sotto la sua ala. Tutti ricordano il suo primo gol in Serie A: controllo di tacco e di testa, slalom tra Blanc e Panucci, Ferron battuto sul primo palo e la corsa sotto la curva. Assist di Perrotta: “L’unico lancio che gli sia riuscito in vita sua”, scherza Cassano.

Un gol che è l’inizio di una nuova vita. Nel 2001 si trasferisce alla Roma dopo un lungo corteggiamento della Juventus. Decisiva la presenza di Francesco Totti: “Quand’ero bambino era il mio preferito”. E infatti i due diventano inseparabili in campo e fuori. Anche a Roma Cassano è genio e sregolatezza, come quella volta che si presenta all’allenamento in ritardo per farsi biondo. Capello? Su tutte le furie. Lì per lì sì, ma quando si tratta di fare la formazione è sempre uno dei primi ad essere schierato. (Quasi) impossibile del resto fare a meno del talento di Cassano. Tra un bel po’ di tunnel ad Aldair e un caffè particolare con Batistuta.

Nel 2006 arriva il momento di lasciare l’Italia. Valigia in mano, pellicciotto sulle spalle e pronto per il Real Madrid. Cassanate? Sì, ma Fantantonio vince anche la Liga. Ritrova Capello, che lo mette a dieta ferrea e gli permette di essere uno dei protagonisti dell’Europeo 2008 con l’Italia. Quelle imitazioni di Don Fabio però…

E allora via, si torna in Italia dove ad accoglierlo c’è la Sampdoria di Garrone. Morale? Squadra presa per mano e trascinata alla qualificazione in Champions. Comincia qui la terza vita di Antonio Cassano, che nel 2011 si trasferisce all’Inter, poi Milan e Parma. Unico comun denominatore? La Juventus. “Mi hanno cercato quattro volte ma ho sempre rifiutato”. Anche l’ultima offerta, arrivata direttamente con una telefonata di Max Allegri.

L’amore? Arrivato con Carolina Marcialis, ora Antonio si prende cura dei figli Christopher e Lionel, nome scelto in omaggio della Pulce del Barcellona. Ora soprattutto, in attesa di… E se tornasse alla Samp? Soluzione romantica, ma lo scenario più concreto è Bologna. Per sognare ancora. E far sognare.

Del resto la sua è una classe da predestinato: 12/7/1982. Ventiquattro ore prima l’Italia di Bearzot alzava la sua terza Coppa del Mondo sotto il cielo del Bernabeu. Paolinorossi voleva chiamarlo papà Gennaro, ma l’impiegato dell’anagrafe glielo impedì. Da lì iniziò la leggenda di Antonio. “Il Pibe” per tutta Bari, Fantantonio per gli appassionati del bel calcio. Cassano per tutti gli altri: ieri, oggi e domani. Sì, perché a 33 anni è pronto a dare ancora spettacolo.

Fonte: gianlucadimarzio.com


Iscritto alla Facoltà di Mediazione Linguistica e Culturale presso l’Università degli Studi in Napoli “L’Orientale”. Collabora con Iamnaples.it dal Giugno 2011 e cura, in particolare, la rubrica “La Storia”, dedita a raccontare vicende umane e personali di protagonisti legati al Mondo dello Sport. Prima di intraprendere questa strada ha giocato a calcio ed allenato presso diverse Scuole di Calcio, prossimo all’acquisizione della qualifica di “Istruttore di Base Figc”.

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