Quanto valgono le “Cantere” italiane! L’Inter realizza 81 milioni dal vivaio!

Negli ultimi anni i nerazzurri si sono «autofinanziati» con la cessione dei baby

MILANO – In tempi di crisi economica è necessario ingegnarsi per concludere affari. E l’Inter, in particolare nelle ultime stagioni, ci è riuscita «autofinanziando» una parte del suo mercato con la cessione dei prodotti del settore giovanile. Il caso più eclatante, che però potrebbe trasformarsi nei prossimi anni in un gigantesco rimpianto, è quello di Mario Balotelli, nell’estate 2010 venduto al Manchester City per 22 milioni (più altri 2 di bonus) ma sono stati C’è però la vicenda Balotelli. Ceduto al City per 22 milioni (più due di bonus) potrebbe anche trasformarsi in rimpiantotanti altri i nerazzurri che, dopo aver indossato la maglia delle giovanili, hanno lasciato Milano rendendo meno sofferente il bilancio del club di corso Vittorio Emanuele. E altri, c’è da scommettere, percorreranno la stessa strada.

 Nelle ultime 6 stagioni, a fronte di una spesa annuale che oscilla tra i 5,5 e i 6 milioni di euro, l’Inter ha ricavato un vero e proprio tesoro dai suoi giovani. Quanto? Più di 80 milioni, una cifra che è servita per finanziare le operazioni di mercato della prima squadra. Anche senza considerare Robert Acquafresca, che la maglia nerazzurra non l’ha mai indossata ma che è arrivato giovanissimo (a parametro zero) ed è entrato prima nell’operazione Suazo con il Cagliari e poi in quella con il Genoa per Motta e Milito (10 milioni la plusvalenza), sono tanti i giovani che hanno fatto le valige e sono andati a cercare fortuna altrove. Obafemi Martins fece spazio a Ibrahimovic nell’estate 2006, quella post Calciopoli, e fu venduto per 18 milioni al Newcastle, mentre Andreolli è stato utilizzato per pagare alla Roma una parte degli acquisti di Mancini e Chivu. Con il Genoa c’è un vero e proprio via-vai di giovani: Destro, Bolzoni, Bonucci, Fatic e Meggiorini (più Acquafresca) si sono tutti trasferiti in Liguria, a titolo definitivo per favorire gli arrivi di Milito, Motta e Ranocchia. Bonucci, valorizzato dall’esperienza al Bari, è poi finito alla Juventus, mentre adesso Destro è in prestito al Siena. L’Inter lo segue ancora e si è tenuta un’opzione Dai casi di Martins a quello di Andreolli, da Destro (sul quale però c’è un’opzione morale) a Biabiany, da Santon ad Acquafrescamorale per acquistarlo. Biabiany è stato utile per arrivare a Pazzini durante lo scorso mercato di gennaio: il francesino finì in blucerchiato con una valutazione di 7 milioni. Santon è fruttato 4,5 milioni più bonus. Anche nelle stagioni precedenti, però, i dirigenti nerazzurri avevano fatto buoni affari vendendo, tra gli altri, Pasqual, Pandev e Potenza.
Sotto la supervisione del dt Branca, alla guida del settore giovanile in questi anni si sono alternati Beppe Baresi, con Mourinho promosso vice allenatore (ruolo che ancora ricopre), Piero Ausilio, attualmente ds in prima squadra ma sempre attento ai giovani talenti, e Roberto Samaden, adesso responsabile del vivaio. La loro schiera di osservatori, guidata dall’esperto Pierluigi Casiraghi, ogni settimana vede molte partite. Il resto lo fanno i Centri di formazione e le società gemellate.
C’è chi è pronto a scommettere che presto l’Inter potrebbe avere in casa, se solo volesse, un altro campioncino da cui ricavare un tesoretto. Si tratta di Francesco Bardi, portiere della nazionale Under 21 in comproprietà con il Livorno (dove ora gioca). Il 50% del suo cartellino è costato 800.000 euro, ma ora vale molto di più. E’ l’erede designato di Julio Cesar. Nell’Under 21 di Ferrara venerdì c’erano sei giocatori di scuola Inter (Bardi, Donati, Caldirola, Destro, Faraoni e Santon) più Balotelli con Prandelli. Longo gioca nell’Under 20, Crisetig, Bianchetti, Pecorini e Romanò nell’Under 19 dove ha fatto capolino pure Bessa, Terrani, Garritano, Pasa e Benassi nell’Under 18; altri 7 gli elementi tra Under 17 e Under 16. Il tutto senza dimenticarsi della stellina Tassi, 16 anni, che l’Inter ha pagato 2 milioni per la comproprietà al Brescia. Corioni lo considera il nuovo Baggio. Se son rose, fioranno.

 

La Redazione

P.S.

Fonte: CdS

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