Raffaele Auriemma: “Mazzarri non è un traditore”

Traditore a chi? Ditegli che la sua difesa a tre non si sopporta, che non sa cambiare strategia tattica quando la squadra è in svantaggio. Ditegli pure che sono pochi 13-14 elementi sui quali puntare per una stagione lunga e densa di impegni come quella vissuta dal Napoli quest’anno, ma non dategli mai dell’opportunista che se la dà a gambe levate appena si prospetta un’occasione migliore di quella già esistente. Di fronte ad un’accusa simile, Mazzarri rompe il muro del silenzio che si era imposto e prega i tifosi di aspettare la fine del campionato, prima di esprimere giudizi sul suo conto. “Non fatevi fuorviare dai detrattori che sono usciti fuori stavolta, più che in altre occasioni”, confida nella comprensione e nell’equilibrio della piazza, una sorta di giuria popolare che dovrà esprimere l’insindacabile giudizio sul se e chi ha tradito chi. Sarebbe ingiusto e fuorviante, oggi, individuare un responsabile nella crepa che si è venuta a creare tra De Laurentiis e l’allenatore del ritorno in Champions League. Ammesso che di crepa si tratti e non di una normale dialettica tra due personalità forti e che possono anche scontrarsi nel corso di ogni attività professionale. Manca poco al redde rationem e meno male, perché chi rischia di perderci in questo tira e molla che sta togliendo qualche sorriso alla festa Champions è, come al solito, il Napoli. È giusto, bisogna guardarsi dai detrattori incalliti, perché quelli hanno la sconfitta dentro e vorrebbero che tutti fossero infelici come loro. Anche un gruppo vincente come il Napoli di quest’anno. La strategia migliore per una piazza che non vuole ripiombare nella mediocrità del centro classifica, è quella della stretta vigilanza. Capire se davvero Mazzarri si è promesso ad un’altra società (la Juventus) e che aspetta soltanto un fischio per prendere armi e bagagli. Oppure se è il progetto tecnico che De Laurentiis ha in mente nella prossima stagione a non convincere l’allenatore, perché non in linea con la crescita che il club ha programmato e che la tifoseria ora reclama.

Meno male che mancano soltanto altre due settimane, così che i contatti tra De Laurentiis e Mazzarri saranno ridotti al minimo e si riduca pure il rischio che la corda si spezzi. È vero che De Laurentiis raramente ha licenziato qualcuno, ma è altrettanto vero che il suo carattere mal si sposa con le persone che si fanno troppi problemi prima di sciogliere le riserve. Se il patron non ha ancora preso decisioni drastiche, è sol perché il Napoli è ancora in corsa per altri traguardi straordinari. Il terzo posto, quello della certezza aritmetica della Champions attraverso la fase a gironi, potrebbe essere raggiunto anche oggi, pur con il Napoli sconfitto a Lecce. Ma con l’Inter lì da presso, si potrebbe addirittura pensare alla seconda piazza, attraverso altre vittorie. Magari anche tre. Ne basterà una soltanto, invece, per migliorare il record che appartiene al Napoli del secondo scudetto: 21 vittorie in campionato. La squadra attuale ha già eguagliato il primato e ora vuole migliorarlo così da renderlo difficilmente attaccabile in futuro. Dai successi di quest’anno sorgono le premesse per fare anche meglio già l’anno prossimo. Dipende da De Laurentiis e Mazzari, dipende dalla loro riconciliazione. Cambiare è sempre un salto nel buio.

La Redazione

A.S.

Fonte:Raffaele Auriemma per il Roma


Tufano
Vesux
Pizzalo Pozzuoli

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