Raffaele Cantone incontra gli alunni dell’Andrea Torrente di Casoria

Venerdì 8 Febbraio alla scuola Andrea Torrente si è tenuta la presentazione dell’ultimo libro di Raffaele Cantone, “Football clan”.

In realtà l’incontro è stato, come già preannunciato nell’esordio del dirigente scolastico Giovanni De Rosa, un momento di riflessione, confronto e scambio di esperienza.

Cantone, dopo aver salutato calorosamente tutti i docenti e i ragazzi presenti, si è brevemente presentato a quanti non lo conoscessero, dicendo che è stato magistrato, che ha lavorato per 8 anni come p.m. alla Direzione distrettuale antimafia alla procura della Repubblica di Napoli chiedendo e ottenendo l’ergastolo nei confronti dei capi del clan dei casalesi , e, infine, che dal 2007 è giudice presso l’Ufficio del massimario della Corte di Cassazione.

Molto ha lottato costui che da anni vive sotto scorta solo perché è dalla parte della giustizia e dell’amore per la propria città.

L’aspetto più sbalorditivo di quella mattinata è stato il grande coinvolgimento da parte degli astanti. Il tema, certo dei più scottanti, ha interessato molto gli alunni che hanno partecipato attivamente al convegno, intervenendo con numerose, raziocinanti e pertinenti domande, chiedendo consiglio e cercando risposte.

E’ indubbio, poi, quanto sia avvincente il libro presentato, basti solo pensare al fatto che si parla esclusivamente di calcio. Forse la parte più oscura, illecita e raggelante, ma pur sempre di calcio.

“Nessuno ha voglia di sentirsi dire che la propria fidanzata è donna di facili costumi … La fidanzata in questione è sua maestà il calcio”

Quello di Cantone e Di Feo (caporedattore de L’Espresso che lo ha aiutato nella stesura del libro) è un vero atto di responsabilità e coraggio, perché in genere, a nessuno piace mettere in discussione ciò che si ama, meno che mai per riconoscerne ed analizzarne gli aspetti loschi.
Ed è con questo spirito, che comincia l’indagine, in “Football Clan”: attraversando la storia del calcio dalla finale dei Mondiali di Buenos Aires vissuta in piena dittatura, il 25 giugno 1978, alle frequentazioni di Diego Armando Maradona con i Giuliano di Forcella;

Non si trascurano le tante leggerezze incoscienti degli idoli di oggi, dalla visita di Mario Balotelli a Scampia, sotto braccio a personaggi scomodi, alle disinvolte amicizie dell’ex capitano della nazionale di calcio Fabio Cannavaro, fino ad arrivare alla passione di tanti giocatori dell’italico pallone per le scommesse sportive sicure, frutto di partite taroccate

Il libro narra anche di spregiudicate avventure imprenditoriali con capitali di dubbia provenienza, come quella tentata da Giorgio Chinaglia per riprendersi l’amata Lazio, o le incredibili scalate alla Roma ed al Bologna da parte di fantomatiche cordate di imprenditori che facevano capo a Fioranelli, o di come la Sanremese sia finita nelle mani di biechi criminali che non hanno esitato a minacciare i calciatori della squadra (tra cui il “pampa” Sosa”), fino ad uccidere un ragazzo che troppo aveva visto.

L’analisi di Cantone e Di Feo ci offre quella verità di cui si ravvisava la necessità. Il merito di quest’opera è nell’aver descritto il calcio non più solo come il “paese delle meraviglie”, ma anche quale luogo di affari delle mafie, che hanno l’unico interesse di sfruttare squadre e giocatori, al fine di realizzare obiettivi criminali precisi. Il Calcio, dunque, utilizzato per lucrare e per ottenere il controllo delle masse, per fungere da incubatore di voti, favori, affari, contatti, consensi.
Non un “tradimento”, quello di Cantone e Di Feo nei confronti del “pallone”, ma al contrario, un vero atto di amore e verità, che solo chi ama il calcio al pari della legalità e della giustizia poteva fare.

“Oltre che essere un atto d’amore, questo libro racchiude in sé il desiderio di credere che i sogni, a volte, si avverino.
E che il calcio sia uno dei mezzi che lo rende possibile.”

Questa citazione, tratta dal suo stesso libro, è stata scelta da Raffaele Cantone per chiudere quella mattinata a Casoria, forse con l’ intenzione di ravvivare la speranza dei tanti giovani, la maggioranza di certo tifosi, che erano presenti a questo strepitoso evento a cui Casoria ha fatto da palcoscenico.

Alessia Fraiese

Tufano

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