Ricciardi: “Napoli diventi zona rossa il prima possibile. Per il calcio la soluzione migliore è la bolla”

Le parole del consulente del Ministro Speranza

In diretta a ‘Punto Nuovo Sport Show’, trasmissione con Umberto Chiariello in onda su Radio Punto Nuovo, è intervenuto Walter Ricciardi, consulente del Ministro della Salute, Roberto Speranza: “Napoli rischia di diventare zona rossa? Ricordo bene i dati di Napoli, prima diventa zona rossa e meglio è. I casi sono talmente numerosi e non ci sono i modi per contenere l’epidemia attraverso il tracciamento. Per aree metropolitane che hanno indice di contagio di 2-3 o 2.4 c’è il raddoppio dei casi ogni due giorni e diventa impossibile la sostenibilità per il sistema sanitario. Se non ci sono i morti, sembra che la gente a casa non resti. All’interno della Campania va pensato un distinguo per le varie province, più che lockdown generali, in questo momento siamo per lockdown specifici di 2-3 settimane. Stesso vale anche per le scuole a Napoli: ci sono tanti focolai anche nelle scuole, quindi vanno chiuse anche le scuole in aree come Napoli. A Cotugno sono già saturati. Se non agiamo adesso, abbiamo un rischio superiore a marzo, anche come morti, anche perché andiamo incontro all’inverno. Nelle regioni del Sud corriamo il rischio di vedere le stesse immagini viste a Bergamo, con i medici che ricominciano ad infettarsi. Il calcio? La situazione è drammaticamente cambiata, a maggio avevamo contenuto l’infezione. Se avessimo mantenuto un comportamento responsabile, saremmo andati avanti. Il calciatore, oggi, ha un’altissima percentuale di contagiarsi. Il protocollo va assolutamente adeguato per far proseguire il campionato, anche se la bolla resta la soluzione migliore, ma si può fare per periodi limitati di tempo, come nella Nba. Napoli-Az? Le autorità sportive devono adeguarsi: il Rennes ha giocato con uno stadio aperto, sarà per Rennes una bomba biologica, speriamo non sia letale come Atalanta-Valencia. Se si vive a Napoli, per gli anziani è bene chiudersi in casa: lavaggio delle mani e mascherini gesti inevitabili. Bisogna mantenere gli spostamenti al minimo, come faccio io a Roma. Se siamo responsabili, con lockdown mirati, invertiamo la curva”.

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