Sacchi bacchetta il Napoli, Zoff lo applaude: “Così si fa strada in Europa”

Sacchi bacchetta il Napoli, Zoff lo applaude: “Così si fa strada in Europa”

Ad Arrigo Sacchi non è piaciuta la prestazione del Napoli in Champions. Queste le sue considerazioni nel salotto di Mediaset Premium, che hanno fatto arrabbiare i tifosi del Napoli, in particolar modo sui social: “Salvo i tre punti. Sulla prestazione ci sarebbe da ridire. Nessuno in Italia esprime un gioco migliore degli azzurri, nemmeno la Juventus. Solo la Roma si avvicina in parte. Il Napoli ha uno stile facilmente riconoscibile, uno stile di gioco: intendo dire che quando vedo una sua partita, riconosco la mano del tecnico”. Ecco, questo Sacchi non ha visto a Kiev. Il gioco abitualmente spettacolare, quello messo in campo per lunghi tratti contro Milan e Palermo. “I tempi non erano giusti, il pressing non era coordinato, troppi errori in fase di uscita con la palla al piede e distanze tra i reparti non proprio esemplari. Io tifo Napoli e Sarri, ecco perché mi aspetto sempre tanto da questa squadra. L’emozione ha tradito il Napoli. Le tensioni di una partita Champions sono enormi e molti calciatori non hanno grande esperienza in questo tipo di competizione. Handicap del genere a volte si traducono in mancanza di personalità”. Anche l’allievo Maurizio Sarri ha dato ragione al maestro, a differenza di Dino Zoff, che, intervistato da Il Mattino ha applaudito gli azzurri: “Il Napoli ha difettato di personalità? Ma no, non mi pare. Io ne ho vista tanta, invece. In alcuni tratti anche molta intelligenza tattica che è quella che serve per fare strada nelle coppe. Le partite vanno capite, interpretate: quelle di Champions, come anche quelle di Coppa dei Campioni, hanno sempre delle minacce insidiose che bisogna sventare prima che si manifestino. Koulibaly e Albiol hanno retto bene alla fisicità dei rivali. E il Napoli non ha mai dato l’impressione di andare in sofferenza. Non dico che la Dinamo era una formazione imbattibile, ma neppure una squadra modesta. E in ogni caso, giocare lì non deve essere una cosa semplice. L’essenzialità in certi momenti è un segnale di grande forza. Non si deve per forza vincere ogni volta dando spettacolo. Milik? Mi ha impressionato soprattutto il fatto che è uno che sembra non partecipare molto al gioco di squadra, ma appena ha l’occasione per fare gol non se la fa sfuggire. Molto cinico e determinato. Peraltro, anche piuttosto giovane. Dove può arrivare il Napoli in Europa? Non è un girone straordinariamente pericoloso. Ma il Napoli e le squadre italiane in generale devono stare attenti agli arbitraggi. In Italia, da sempre, siamo abituati ad atteggiamenti dei direttori di gara meno fiscali. Fuori non è così: magari a Kiev è stato il Napoli a trarne beneficio, ma guai a cadere nell’errore di protestare troppo. Bisogna essere consci che gli arbitri europei sono molto permalosi. Dopo le solite quattro e cinque superbig, ci sono gli azzurri. Io credo che il traguardo dei quarti di finale possa essere uno degli obiettivi del Napoli in questa stagione anche se rispetto a Kiev serve qualcosa in più: quello che ha fatto il Napoli è bastato e avanzato per vincere la partita con la Dinamo, ma con il Benfica servirà qualcosa di più. Ma l’abilità di Sarri sarà proprio in questo”.


Laureando in Scienze Politiche presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, diplomato al Liceo Classico Jacopo Sannazaro. Dal 2011 collabora con la Redazione del programma TV Golden Gol di Mario Cacciatore, visibile su Tele A+ e Tv Capital e con IamNaples.it, cura l’organizzazione del torneo universitario di calcio a 8 “UniConfederation League”. Appassionato di tutti gli sport, in particolare calcio, tennis e pallacanestro, ama particolarmente il calcio minore, soprattutto quello campano. Il suo obiettivo massimo è formarsi nel giornalismo sportivo.

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