Salvatore Bagni: “Tra Sandro e Suarez scelgo Gonalons! Serve un altro Higuain”

E’ il centro di gravità permanente. Di tutto. Del campo, delle ansie dei tifosi e le strategie della società. E’ in mediana che si fa il mercato. E’ lì che bisogna colmare il divario con Juventus e Roma, è in mezzo, accanto ad Inler, che il Napoli cerca la sagoma giusta, il giocatore con l’identikit preciso tracciato da Benitez, il profilo che è un po’ Gonalons e un po’ pure Sandro, e ha qualcosa anche di M’Vila e Mario Suarez: ognuno con le sue caratteristiche (e differenze) fisiche, tattiche e tecniche, e quel curriculum vitae che si portano dietro che fa esperienza, valore e perciò anche il prezzo. «Peccato non abbia più l’età, potevo starci bene io a centrocampo» . La simpatia contagiosa è di Salvatore Bagni. La tocca piano “Totore”, col sorriso di sempre e però pure quella fierezza di chi quando giocava era molto più de “il guerriero” e basta. Tempra, carattere da duro e la fasciatura al ginocchio che era già da sola l’immagine della sofferenza. Poi però c’era altro. E tanto. L’origine da attaccante, i gol, la capacità di vedere la porta, e gli assist, quei rigori guadagnati. «Ero completo. Non ho mai fatto panchina in carriera. Mi sa che sarei stato utile anche a Benitez» . E giù un’altra risata. Fragorosa, questa. Schietta, spontanea, con quell’atteggiamento che sembra sfrontatezza e che è invece conoscenza, piacere di parlare di calcio, e guardarlo. Casa Bagni il mappamondo: tv accesa e salotto come un ufficio. «E’ come stare in Brasile. Le guarderò tutte, ovvio. Ma ormai chi fa il mio mestiere i giocatori li conosce tutti. Non è che puoi aspettare un mondiale per capire chi sono. Le società si sono già mosse e anche il Napoli ha le sue idee chiare. Poi è ovvio che il mercato ha storie, tempi e contrattempi. E mica detto che prendi sempre quelli che vuoi. Magari i giocatori scelgono altro…».
Leggasi Mascherano.
«Quelli come l’argentino fai fatica a portarli ora in Italia. Gioca in una della società più importanti al mondo. Vabbè l’amicizia e la stima con Benitez, però era davvero dura immaginarlo con la maglia del Napoli».
E allora le alternative, quelli che di fatto sono comunque prime scelte. Bagni si sbilanci: Gonalons o Sandro?
«Gonalons tutta la vita».
Perché?
«Sandro è in netto calo. Quello dell’International mi piaceva tanto. Ero certo potesse esplodere, l’avevo anche proposto a qualche club in Italia. Ci credevo. Da quando è al Totthenam non s’è però mai confermato. Un po’ gli infortuni, un po’ ha fatto tanta panchina e non è riuscito ad avere continuità. Ha tutto per imporsi. Mezzi atletici e tecnici. E’ brasiliano. Però sta faticando. E io tanti soldi per lui non so se li spenderei».
Gonalons, quindi.
«Sì, lui. Pure perché lo vuole Benitez. E un allenatore, quando si può, è giusto accontentarlo. Poi ha struttura fisica, è bravo di testa, dà equilibrio alla squadra, tatticamente è duttile. Buon giocatore. Ma non un fuoriclasse».
Lui e Inler vicino.
«Sì, possono starci e bene. Benitez comunque, al di là dei nomi, ha bisogno di qualcuno che sappia prendere la squadra per mano. Che abbia personalità. Forza. E che soprattutto accorci gli spazi verso gli attaccanti. La questione è tuttavia più ampia».
Prego, ci dica…
«Il prezzo, innanzitutto. Il Napoli fa bene ad aspettare, a non farsi prendere per la gola da Aulas. I diciassette milioni chiesti a gennaio dal Lione sono fuori mercato. Non esiste pagarlo tanto. Comprendo la necessità e la voglia di prenderlo. Ma non a queste condizioni».
Aggiunga pure, prego.
«Il Napoli deve far crescere il suo livello in mezzo al campo. E’ là che serve qualità. Il gap con la Juventus e la Roma in mediana è enorme. Conte e Garcia a centrocampo hanno calciatori che sanno recuperare palla, impostare e fare gol. Tutti sanno fare le tre fasi. Quelli del Napoli no».
Consigli?
«L’ho dato, è il mio mestiere, e perciò capirà la riservatezza. Ho detto la mia, ho proposto quello che considero uno da Napoli».
Gonalons o Sandro, dicevamo. Poi gli altri: le opzioni, ipotesi e possibilità alternative. M’Vila piace tanto anche all’Inter.
«Ma pure al Napoli, anzi a Bigon. Vi racconto un retroscena: Riccardo era arrivato a Napoli da una decina di giorni, pranzammo insieme a Pozzuoli e lui già allora mi disse che gli piaceva M’Vila. Buon giocatore. Però fa una sola fase: quella difensiva. E ripeto, serve talento. Piedi buoni. Gente che sappia giocare il pallone».
Mario Suarez un altro che è (stato) sul taccuino…
«Ma non mi fiderei. Ha forza, potenza ed è reduce da una stagione positiva. All’Atletico è stata però un’annata perfetta, è girato tutto bene. Non sono sicuro che lontano da Madrid possa confermarsi su quei livelli. Ripeto, prendo Gonalons».
Intanto Koulibaly in difesa.
«Ottimo acquisto. Confesso che la prima volta non mi aveva convinto, ed invece ha mezzi notevoli. Un investimento che può rivelarsi azzeccato».
Un aggettivo per definirlo.
«Tempista».
Buono anche per Reina nelle uscite.
«Pepe è un fuoriclasse. Ha maentalità, carisma. E’ un leader. Questa è stata la sua stagione migliore. Avrei fatto l’impossibile per trattenerlo».
Dzemaili, Pandev, Behrami, Britos, forse Maggio: quasi tutti andranno via…
«Come naturale che sia: questione di ciclo. E’ un altro Napoli ormai e non basta più piazzarsi, adesso gli azzurri devono vincere. Questo è l’unico obiettivo. E comunque Behrami resta un giocatore di prima fascia».
Dubbio di tanti: Zapata via a giocare o da far crescere tra campo e panchina.
«Ha già risposto Benitez. Se in un anno l’ha fatto giocare poco più di 700 minuti in tutto, vuol dire che non lo considera ancora pronto. Ha un potenziale interessante, ma sinceramente le ultime cinque partite di campionato non contano».
Serve quindi un vice Higuian…
«Certo che sì: un attaccante da Champions. Perché il Napoli deve passare lo spareggio».

Fonte: Corriere dello Sport


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