Samp, Ranieri in conferenza: “Gol annullato? Il fallo c’è, ma lo 0-2 del Napoli è da annullare”

Claudio Ranieri, allenatore della Sampdoria, ha parlato in conferenza stampa dopo la sconfitta contro il Napoli per 0-2. Di seguito, le sue parole riportate da ‘Tuttomercatoweb.com’:

Cosa non ha funzionato oggi? Un Napoli che ha messo in difficoltà la Samp.
“Non l’ho visto proprio così tragica come lei me la sta descrivendo. Ho visto una squadra che ha cercato di fare il massimo. Non avevamo un play e abbiamo sofferto questa mancanza ma i ragazzi hanno dato tutto loro stessi. I primi 25 minuti-mezz’ora mi sono piaciuti perchè andavamo a pressarli e il Napoli non riusciva a trovare le vie d’entrata centralmente. Naturalmente non si possono giocare 90 minuti a pressione, hanno trovato il gol e potevano anche farne uno in più. Siamo stati bravi a stoppare l’ultimo tiro. Nella ripresa ho dovuto cambiare perchè non riuscivamo ad arginare i loro tre centrocampisti che ci prendevano sempre in mezzo. Ho cambiato il sistema di gioco e da lì le cose sono andate meglio anche se, non avendo un play, era un po’ più difficile creare qualcosa. Avevamo trovato anche il gol del pareggio. Si perde e c’è il rammarico dei tre punti, però la prestazione mi è piaciuta”.

Rammarico per il gol annullato a Thorsby?
“Abbiamo fatto un fallo in fase di attacco, ci sta. Io mi sono lamentato di più per il secondo gol del Napoli. A centrocampo c’è stato un duello aereo a centrocampo fra Thorsby e Mertens con Mertens che non ha visto per niente la palla, è andato sotto e lo ha sbilanciato. L’arbitro era lì. Lì c’era il fallo e non sarebbe nato il secondo gol. Ma queste sono cose di lana caprina”.

Come si motivano i ragazzi in questo finale di campionato?
“L’ho detto. Io voglio arrivare a 52 punti. Ne abbiamo fatti 26 all’andata, il nostro target devono essere i 26 al ritorno. Questo non significa che ci arriveremo ai 52 punti ma questo è quello che vogliamo. Vogliamo lottare su ogni pallone in ogni gara. Lo abbiamo fatto a Milano e lo abbiamo fatto anche oggi. Poi se l’avversario è migliore di te, riesce a farti gol, complimenti a Gattuso e a come li fa giocare. Bravi”.

Il suo futuro?
“Vediamo. Ho letto anche io. Non ho nessun problema. Sono molto sereno sulla questione. Quando il presidente mi vorrà chiamare, ne parleremo. Tutto qua. Io voglio continuare a divertirmi. Il calcio per me è vita. Dove sto bene mi piacerebbe continuare. Dove non mi trovo bene voglio andar via”.

Lei quindi è ancora molto innamorato di questo sport?
“Guai a chi me lo tocca. Io ho iniziato adesso ad allenare e me lo volete togliere?”.

Centrato comunque l’obiettivo di inizio stagione.
“Ad inizio stagione abbiamo preso giocatori esperti proprio per far valorizzare i giovani che avevamo e fare un campionato non tremebondo come quello dell’anno scorso. Io sono arrivato in corsa. E’ stata una situazione difficile, poi c’è stato il Covid. L’ambiente e la squadra erano abbattute. I ragazzi hanno dato sfoggio di grande orgoglio in tutto il campionato. Quest’anno abbiamo preso giocatori ad hoc che però tra infortuni, Covid non sono stati sempre a disposizione. In più ho perso anche Gabbiadini. E la squadra ha risposto bene perché 26 punti all’andata non sono briciole. Ora stanno recuperando quasi tutti e io vorrei arrivare ai 52 punti. Poi saranno 50, 48 o 53 ma la motivazione della squadra deve essere quello. Chi è con me, fra virgolette, è perchè io amo questo tipo di giocatore. Io amo quel giocatore che entra in campo e vuole vincere. Quando facciamo le partitelle fra di noi nessuno ci sta a perdere. Voglio vederlo anche quando giochiamo contro gli avversari”.

Se dovesse andare via cosa le mancherebbe di questa squadra e di questa città?
“Non posso parlare con i se. Io sono l’allenatore della Sampdoria”.

Un passo indietro dopo San Siro o troppo forte questo Napoli specie il suo fraseggio?
“Non è un passo indietro. Anzi. Per me è una riconferma perchè la squadra ha dato tutto. Poi ci sono le volte che si vince e le volte che si perde. Il Napoli è stato più forte di noi perché aveva giocatori più in forma di quelli del Milan, che li abbiamo presi in un momento di ritorno dalle nazionali, stanchi. Là davanti nel Napoli ci sono giocatori di grande qualità. Osimhen che attacca sempre lo spazio, c’erano tre centrocampisti dai piedi d’oro come Zielinski, Fabian Ruiz e Demme. E’ una squadra che sa quello che vuole e sa come ottenerlo. La mia squadra mi è piaciuta nelle difficoltà che avevamo perchè mi mancavano i play bassi. Io devo essere contento della prova dei ragazzi. Avevamo pareggiato ma c’è stato un fallo sul portiere. Peccato. C’è stato un secondo gol, a mio avviso, un po’ generoso ma la prova era combattuta. Davide stava riuscendo a pareggiare con Golia”.

Rifarebbe la scelta di schierare Jankto play basso?
“Rifarei sì quella scelta proprio perché non avevo nessun altro. Non potevo mettere Askildsen, ragazzo di 19-20 anni, in una partita del genere dove tattica e corsa erano le principali qualità che io dovevo avere per i miei ragazzi. E’ un giovane su cui credo molto ma non era questa la partita adatta a lui”.

La prova di Keita?
“In questo momento ho due attaccanti in buonissima forma come Gabbiadini e Quagliarella e lui è subito dietro pronto a subentrare. Mi è piaciuto come è entrato con la voglia e la determinazione di risolvere qualcosa di buono. Per cui è sulla buona strada”.

Cos’ha detto a Gattuso a fine gara?
“Gli ho fatto i complimenti perchè mi piace come gioca la sua squadra perchè è quello che voglio anche io: qualità ma ammantata da quella voglia di rintuzzare e asfaltare l’avversario. Quella rabbia e quell’agonismo che aveva lui. Questo Napoli ha la sua ambizione, il suo agonismo e in più lo sta facendo giocar bene. Chapeu. Questo gli ho detto”.

Meglio quando nella ripresa ha cambiato modulo?
“Mi è sembrato di sì perchè gli abbiamo un po’ oscurato il centrocampo. Non erano più tre contro due ma riuscivamo a schermare bene la difesa”.

Tufano

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