Schweinsteiger: “Il Napoli è forte ma lo batteremo”

La bandiere esiste e sventola tra due­centoquarantanove parti­te, cinque titoli di Bunde­sliga, due coppe di Ger­mania e una supercoppa: ventisette anni portati in giro in scioltezza, con l’al­legria che va consentita ad un giovanotto e la se­rietà che deve esibire un leader riconosciuto. Na­poli­Bayern non è una ga­ra qualsiasi: è la notte delle stelle, da os­servare con attenzione. La notte di Schweinstei­ger.

Cosa sa del Napoli, Schweinstei­ger?

«Tutto quel­lo che c’è da sapere: ciò che abbiamo visto ma anche ciò che ci ha raccontato Contento, che è informatissimo».

Dica la verità, tutta la verità.

«So che giochiamo con­tro quella che ritengo la più forte squadra italiana. Al momento, è così. Poi capita una serata storta, ma l’inizio di campionato e anche quello di Cham­pions degli azzurri dimo­stra la loro consistenza e la loro capacità di attac­care».

Un’ammirazione fonda­ta su….?

«Giocano un calcio di­verso, molto atipico per un club italiano. E poi giocano a memoria, dimo­strano di conoscersi bene, di avere sintonia. E cor­rono tanto».

Deduzioni fornite da….?

«Ho guar­dato soprat­tutto le parti­te contro il Manchester e contro il Vil­larreal e sono rimasto stupi­to dal loro modo di im­porre il ritmo e di fare la partita. Van­no all’attacco, cercano il gol, non hanno paura e sanno come rischia­re» .

Sfidate dodici uomini….

«So anche che gioche­remo in uno stadio pieno, da tutto esaurito: ma que­sto non è un problema, perché a noi capita spes­so di incontrare avversa­ri che hanno il conforto di tanta gente. E’ chiaro che l’euforia ha un suo peso e che l’entusiasmo può rap­presentare un pericolo o comunque un’arma in più».

Sinceramente: possibi­lità di vittorie?

«Partita difficile, ma noi siamo qui per vince­re, come è nostra abitudi­ne. Sappiamo bene che se dovessimo farcela, mette­remo una bella ipoteca sul passaggio del turno, perché chi insegue sta­rebbe a distanza rilevan­te. Non è un match decisi­vo, ci mancherebbe, ma ha la sua importanza».

Vediamo se è realmente preparato: il punto forte del Napoli?

«Squadra molto consi­stente in ogni settore: non ci fanno paura solo quei tre là davanti, ma sono in tanti ad essere veramente bravi. Direi tutti…».

Come si affronta una sfida del genere?

«A modo nostro, senza snaturarci. Ci chiedete delle nostre capacità di­fensive, dell’imbattibilità del nostro portiere: ma il Bayern è anche altro. E siamo qui per mettercela tutta».

La zona-chiave della se­rata?

«Questo è complicato intuirlo. Io ho il sospetto che sarà una gara molto tattica, dunque legata anche ad un episodio: si affrontano due club che sono bene organizzati, che sanno cosa vogliono, che si rispettano. Ma questo non significa che ci saranno molti calco­li…».

Il Bayern è il favorito

del girone…

«Siamo in testa e voglia­mo rimanerci ma la Champion è appena co­minciata e le insidie re­stano tante: ci sono anco­ra quattro partite. Però, vincere al san Paolo avrebbe un peso rile­vante».

Napoli o Manchester City?

«Vale il discorso prece­dente. C’è uno scontro di­retto, ci sono gare per nulla segnate: nei prono­stici è preferibile non in­filarsi, altrimenti si ri­schiano brutte figure».

Ha pensato alle avver­sarie che poi verranno?

«Assolutamente no: ma visto che ci tengo a supe­rare il turno, se dovessi­mo andare avanti, prefe­rire evitare il Barcellona, ovviamente. E credo di non essere l’unico ad ave­re questo desiderio».

L’unica che fa venire la pelle d’oca, insomma….

«Macché: siamo consa­pevoli che in Champions ci sono società d’altissimo rango, quelle da non in­crociare almeno nell’im­mediato saranno non me­no di quattro-cinque. Pe­rò, il Barcellona…..».

La Redazione

A.S.

Fonte: Corriere dello Sport

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