Scugnizzeria in the World – Insigne, Ciano e Dumitru: tre Scugnizzi per tre gol

 

Che giornata per gli Scugnizzi partenopei mandati a farsi le ossa in Serie Bwin, protagonisti di belle prestazioni, e finiti tutti (quelli che hanno giocato, si intende) sul tabellino dei marcatori. E se ormai lo spettacolo offerto settimanalmente da Insigne con il suo Pescara non fa più tanta notizia, ecco che a fare compagnia al folletto di Frattamaggiore, tra i marcatori di quest’oggi, troviamo anche Camillo Ciano, a segno nel 1-3 del suo Crotone a Bergamo, e il caro Dumitru, un po’ fortunato nella circostanza, ma comunque bravo a ribadire in rete una delle poche occasioni capitategli. Insomma per i baby azzurri, un Sabato pomeriggio da incorniciare

Pescara – Ascoli 4-1 (Insigne): Zeman non si smentisce mai. Il suo nome è garanzia di spettacolo, e soprattutto di gol. Ai malcapitati avversari ormai tocca solamente contare i palloni finiti in rete. Già, perché il Pescara anche quest’oggi, grazie ad un gioco veloce e deciso, riesce ad avere la meglio su di un Ascoli ormai in caduta libera, grazie alla tripletta di Sansovini e al gol nei minuti finali di Insigne. Proprio il baby partenopeo sembra essere il cardine di un attacco devastante (anche senza che l’altro bomber, Immobile, faccia poi molto quest’oggi) che, dopo l’espulsione di Romei e la conseguente superiorità numerica, trova immensi spazi in cui colpire. Fantasia di Insigne, geometrie di Verratti e concretezza di Sansovini, per timbrare un match che al 9’ della ripresa (terzo gol di Sansovini) era già segnato. Inutile la rete di Tamburini, utile solo a dare un senso agli ultimi minuti di gioco. Poi ci pensa Insigne, allo scadere, a ristabilire le giuste distanza. Verratti lo imbecca e lui insacca, niente di più facile per questo Pescare sempre più proiettato verso le zone alte, niente di più difficile per quest’Ascoli sempre più ultimo. (Giancarlo Di Stadio)

Albinoleffe-Crotone 1-3 (Ciano; Maiello): Allo stadio “Atleti azzurri d’italia” Albinoleffe e Crotone cercano punti per scalare la classifica della cadetteria verso zone tranquille, occhi puntati sull’attaccante “figlio di Napoli” Camillo Ciano, non schierato nella formazione titolare da Menichini; l’altro “scugnizzo” partenopeo Raffaele Maiello, convocato nell’Italia B che giocherà lunedì in Serbia, non figura tra i convocati calabresi. Gli ospiti passano al primo vero tiro in porta sul finale di tempo: Calil ruba la sfera a centrocampo e dal limite dell’area serve il ventunenne Djuric che, dopo un buon controllo, riesce a battere l’estremo difensore Tomasig, 0-1. Nella ripresa i bergamaschi pareggiano subito i conti al 49′: Foglio, servito in profondità d Hetemaj, aggancia la sfera e supera Bindi con un perfido diagonale mancino,1-1. I padroni di casa non hanno neanche il tempo di esultare, il Crotone si riporta infatti avanti al 51′ grazie ad un calcio di rigore, concesso dall’arbitro per l’atterramento in area di Djiuric, che viene trasformato da Loviso, il quale spiazza Tomasig e fa 1-2. Il match condensa dunque le migliori emozioni in poco più di cinque minuti, compensando in un certo senso la pochezza tecnica mostrata durante la prima frazione di gioco. Gli uomini di Fortunato subiscono il colpo. Rimasti addirittura in otto uomini per le espulsioni di D’Aiello, autore del fallo che ha causato il calcio di rigore, di Daffara, per fallo da ultimo uomo su Sansone e di Foglio, reo di aver colpito il diretto avversario con una gomitata, i “cigni” non sembrano in grado di dare ulteriori segnali di vita. E invece la “Celeste” dimostra di avere grande grinta ed un forte orgoglio, sfiorando clamorosamente il pareggio in diverse occasioni. Il partenopeo Camillo Ciano fa il suo ingresso in campo solo all’82’ ma non tarda a dimostrare il suo fiuto del gol dopo soli cinquue minuti: Tomasig respinge un tiro di De Giorgio, il quale recupera subito palla e serve al centro proprio per Ciano che non può sbagliare a porta vuota, 1-3. Rocambolesca gara in quel di Bergamo, gli episodi hanno condizionato notevolmente il suo esito finale; ne approfitta un dei tanti prodotti della “Scugnizzeria” napoletana, facendosi trovare pronto allorquando è stato gettato nella mischia. (Antonio Fusco)

Padova-Vicenza 2-1 (Bariti): Non trova spazio Bariti neanche con Cagni. L’esterno, in comproprietà tra Napoli e Vicenza, non è stato convocato neanche per il derby contro il Padova. Il suo nome è stato aggregato alla Primavera del Vicenza, impegnata anch’essa contro il Padova in trasferta. La compagine di Dal Canto trova la vittoria al 91’ con Cacia, bravo a concretizzare uno splendido assist filtrante di Lazarevic. Il Vicenza si è fatto beffare dopo aver trovato il pareggio all’89’ con un rigore assegnato per un fallo di mano di Portin e trasformato da Abbruscato. Il gol del primo vantaggio padovano era stato realizzato da Legati al 33’. Illumina la manovra della compagine biancorossa sempre il napoletano Cutolo bravo a piazzarsi tra le linee di centrocampo ed attacco e ad ispirare continuamente Cacia in zona-gol. (Ciro Troise)  

Empoli – Sassuolo 1-1 (Dumitru): Dura poco meno di un’ora la gara di Nicolao Dumitru. La punta classe ’91 ha ripagato la fiducia mostratagli da mister Bepi Pillon che lo schiera titolare siglando la rete del momentaneo vantaggio azzurro al 32′ del primo tempo. Nonostante la rete ed una prestazione quantomeno arcigna e inattacabile dal punto di vista dell’impegno e dell’abnegazione, sul punteggio di 1-1 Pillon stesso ha deciso di richiamarlo in panca, sostituendolo con il talento  Levan Mchelidze, altra grande promessa non sempre mantenuta. La gara dell’attaccante italo-rumeno di proprietà del Napoli è sufficiente, ma forse, se non avesse siglato quella rete ora si starebbe parlando di un’altra prestazione anonima: Dumitru sembra un pò compassato,  bloccato forse dalla stessa voglia di voler dimostrare il suo reale valore, che solo a sprazzi s’intravede. Il gol, per quanto rocambolesco, nasce dalla sua caparbietà di lottare contro il difensore avversario Terranova, ma la sua caparbietà spesso si tramuta in eccessiva frenesia, troppo spesso sembra poco lucido nelle scelte da prendere in campo. Schierato in attacco insieme a Saponara e bomber Tavano, Nicolao Dumitru si batte per 57′ minuti senza mai tirare in porta se non in occasione della rocambolesca rete (frutto soprattutto di un pasticcio della retroguardia emiliana)ma  corsa, applicazione e ripegamenti difensivi non difettano al ragazzo che purtroppo esce dal campo con il muso lungo. La partita del suo Empoli è davvero molto brutta (specie nel primo tempo) e lui ha pochissime chances di mettersi in mostra, lo stesso Mchelidze che lo ha sostituito non ha fatto molto più del ex partenopeo, che per entrare nei meccanismi della squadra forse avrebbe bisogno di qualche chance e attestato di fiducia in più. Sembra che sia sempre sotto la lente d’ingrandimento di tifosi (sia del Napoli che dell’Empoli) e  addetti ai lavori: questo clima non l’agevola di sicuro, ma i grandi calciatori nei momenti più difficili riescono (quasi) sempre a dimostrare il loro valore. (Mirko Panico)

Verona – Nocerina (Donnarumma): Colpaccio sfiorato. La Nocerina ci va vicina, vicinissima ma, quando ritiene che la pirateria è portata a termine con successo, ecco il pari del Verona. Sul piano del gioco, assolutamente ingiusto, poiché Auteri ha messo in scacco un nervoso Mandorlini che, al triplice fischio, denota eccessivo nervosismo. Del resto, lo aveva predetto che i rossoneri costituivano complesso rognoso, ha avuto la riprova che, se cercava il riscatto dopo il tonfo nel derby di Vicenza, beh, l’avversaria di questo anticipo non era quanto di meglio ci si potesse augurare. Sì, perché se c’è una squadra legittimata a recriminare, questa è solo la Nocerina, il cui unico difetto è di non essere fredda in fase realizzativa. Insomma, una bella prestazione in vista del big match con la Sampdoria al S.Francesco.
Al sopraggiungere dei primi tifosi nocerini (saranno in tutto circa 400), ecco l’immancabile imbecille timbrare il cartellino: il suo «benvenuti in Italia» è l’immancabile refrain di ogni gara con le squadre meridionali. Ben quattro i nuovi innesti di Mandorlini rispetto al derby: in retroguardia c’è Pugliese per Scaglia, a centrocampo Esposito rileva l’affaticato granatiere Tacthtsidis, mentre in avanti Bjelanovic è out causa distrazione muscolare alla coscia (lo surroga Ferrari), con D’Alessandro sulla fascia in luogo di Mancini. Modifiche prettamente tecniche da parte di Auteri: Alcibiade fa spazio al rientro di Pomante in difesa, mentre Del Prete lascia il posto a Scalise a centrocampo. Mozzafiato la partenza rossonera, che fa venire il magone alla torcida veronese grazie ad un’incursione di Farias al terzo minuto, il brasiliano penetra in area, arriva sul fondo ma ne sortisce solo un angolo; un istante dopo ancora un brivido per i veneti, Bruno di testa pizzica la trasversa.
La Nocerina si impadronisce immediatamente del boccino, a centrocampo, Bruno e De Liguori (nelle fasi iniziali alterneranno sovente le posizioni) governano il gioco con sufficiente autorità. Ma è tutta la squadra a muoversi compatta, corta, sempre pronta a ripartire per punzecchiare, giunge con facilità nei pressi dell’area gialloblù. Efficace e fluido il suo fraseggio, fa girar palla con tocchi di prima, si vede che i meccanismi sono oliati, il Verona sbanda, non si raccapezza. Se proprio vogliamo individuare una pecca nella squadra di Auteri, è la carenza di cinismo in fase di concretizzazione della manovra. 
In avvio di ripresa, però, la Nocerina passa. Così come in avvio di gara, Farias sorprende ancora la retroguardia avversaria, si accentra, inducendo Mareco ad atterrarlo da tergo, ineccepibile la sanzione: è penalty. Che Castaldo, glaciale, trasforma realizzando il suo quinto gol. Il Verona è groggy, la Nocerina stazionerà per diversi minuti nei pressi dell’area gialloblù. Poi, i veneti inevitabilmente si scuotono, Gori deve superarsi per rintuzzare a pugni una saetta scagliata da Russo. La Nocerina però domina. Anzi, la supremazia è talmente evidente che si sbilancia su angolo a favore, riuscendo nientedimeno che a beccare gol in contropiede. Berrettoni riparte, imprendibile sulla fascia destra, poi mette in mezzo dove Hallfredsson fionda di sinistro, beneficia di una deviazione che rende imparabile il tiro, è l’1 a 1 finale. Che va stretto alla Nocerina.
 (Raffaele Di Guida)

Servizio a cura di Giancarlo Di Stadio, Antonio Fusco, Ciro Troise, Mirko Panico e Raffaele Di Guida

 

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