Serie A, le pagelle di Michele Criscitiello: Napoli e Benitez da 4,5

Michele Criscitiello mette i voti alle squadre della serie A.

Atalanta Voto 5
La stagione parte male con l’incertezza sul leader societario. Se hai Messi in società non hai bisogno più di nessuno. Paga Colantuono, per tutti. La squadra è andata, presto, in confusione ma la salvezza è arrivata ugualmente. Troppi rischi in un anno buio.

Cagliari Voto 4
Catastrofe totale. Al primo anno della nuova dirigenza, Giulini sbaglia tutto. Che avesse preso la strada peggiore si era capito già in estate, quando affidava la panchina a Zeman. Il resto conta poco.

Cesena Voto 5
Occorreva un’impresa per salvarsi, ma senza soldi non si cantano messe. Foschi ha fatto il possibile e l’impossibile ma la fragilità societaria non ha consentito sogni di gloria.

Chievo Verona Voto 6,5
Si erano incartati ma poi Maran ha rimesso le cose al proprio posto. Salvezza tranquilla ed altra stagione in serie A. Senza buttare soldi ma con solide sinergie. Il Chievo merita di restare tra i grandi del calcio italiano.

Empoli Voto 7
Gioca bene e diverte. Si salva con largo anticipo e valorizza i giovani italiani. Di più a Sarri non si poteva chiedere. Grandissimo lavoro sinergico tra società e staff tecnico. Avanti così.

Fiorentina Voto 6
Troppi alti e bassi e tante scommesse perse. Dalla viola ci aspettavamo molto di più, ma quando c’è incertezza sui ruoli chiave ne risente sempre anche la squadra. Montella rimandato. Forse il suo ciclo è realmente finito.

Genoa Voto 7
Gasperini ottimizza il materiale che ha a disposizione. Mister e squadra fanno un’impresa ma la società non è all’altezza dei suoi dipendenti.

Hellas Verona Voto 6
Doveva salvarsi e si è salvato. Non ha fatto vedere grandi fuochi d’artificio ma bastava la permanenza in A per strappare la sufficienza.

Inter Voto 5
Troppa confusione sia con Mazzarri che con Mancini. La squadra non ha personalità e c’è troppa incertezza sui programmi futuri. Pochi leader nello spogliatoio. Quando la proprietà non è presente, ne risente tutto l’ambiente. Si spera in Mancini e nel guizzo di Ausilio. Per il resto si salvano in pochi.

Juventus Voto 9
Quando è arrivato aveva tutto da perdere, invece, ha fatto bingo. Max Allegri ha fatto ricredere tutti, ha stravinto lo scudetto, ha conquistato la Coppa Italia e sabato – mentre Conte prepara le carte dall’Avvocato per difendersi dalla procura di Cremona – va a farsi un giro a Berlino. La squadra lo ama e lo segue. Ha stile ed è concreto. Il Milan lo aveva esonerato, oggi guarda tutti dall’alto in basso.

Lazio Voto 7
Un anno stupendo, finito nel migliore dei modi. Si prende il preliminare di Champions in casa del Napoli. Ha rischiato di perdere tutto sul più bello, ma alla fine ce l’ha fatta. E’ il trionfo dell’Imperatore Claudio.

Milan Voto 4
Fallito il progetto Inzaghi, ma anche quello Galliani che aveva puntato sul tecnico e su un’ossatura di squadra assolutamente inadeguata. I tifosi dicono basta a queste continue prese in giro e ad un mercato senza senso, fatto di parametri zero e ingaggi folli. Un grande passato non serve a nulla se non ci sono uno straccio di presente ed una bozza di futuro. Meno messaggi politici e più fatti. Quanto manca Braida a questo Milan…

Napoli Voto 4,5
Gestione pessima da parte di Benitez. Annata iniziata malissimo a Bilbao e proseguita peggio. Il sogno scudetto era già svanito dopo 6 partite. La squadra non brilla e perde con le piccole. Delusioni in campionato ed Europa League. Doveva esserci continuità al processo di crescita, invece, il Napoli si ritrova a rifare tutto dall’inizio. Con tecnico e DS. De Laurentiis ha gettato al vento due anni. La Roma aveva concesso al Napoli l’ultima grande occasione al San Paolo e neanche quella è stata sfruttata. Basta alibi. Le colpe sono anche di quei tifosi e giornalisti che, fino all’ultimo, hanno difeso il progetto di Benitez quando, invece, doveva essere bannato già due anni fa. Disastrosi.

Palermo Voto 6,5
Iachini non rischia (quasi) mai il posto e questa è la vera notizia. Troppa fretta nel mandar via Ceravolo che era stato l’unico a credere in Dybala assoluto titolare. Stagione perfetta.

Parma Voto 3.
Nessun giudizio se non finire a giudizio.

Roma Voto 6,5
Sabatini ha sbagliato quasi tutto, forse anche la strada di casa. I giallorossi dovevano puntare ad essere la principale antagonista della Juventus e, invece, chiudono a 123 punti da Allegri. Il secondo posto arriva per manifesta inferiorità di Lazio e Napoli. Male nelle coppe. Così si cresce troppo lentamente.

Sampdoria Voto 7
Annata da incorniciare. Sinisa compie un lavoro eccezionale. Osti la mente del mercato. E, dopo l’addio di Garrone, non era semplice chiudere l’annata in positivo. Il mercato di gennaio riservava ulteriori colpi di sorpresa ma Eto’o resta un colpo in canna, figlio di procuratori scellerati. Vigorelli, in inverno, si esaltava per Eto’o alla Samp e Destro al Milan. Il risultato? Buio totale. Di questi tempi, se fossi un calciatore, viaggerei alla larga da Claudio Vigorelli.

Sassuolo Voto 6,5
Salvezza più che tranquilla. Dare continuità alle stagione in serie A è fondamentale per una piccola piazza e una grande società. Ottimo lavoro Di Francesco che sul campo si è meritato la fiducia fino al 2017.

Torino Voto 6,5
Ennesima buona stagione della squadra di Ventura. Molti alti e pochi bassi. Senza sbavature e un derby vinto, l’altro perso di pochissimo. Avanti su questa strada.

Udinese Voto 5
La società canna completamente la scelta del successore di Francesco Guidolin. Stramaccioni si rivela un ragazzo d’oro e anche simpatico ma, a livello professionale, esce a pezzi dall’esperienza friulana. Dopo l’Inter cercava riscatto e si è ritrovato a chiudere la stagione con 41 punti. In sintesi: se Parma, Cagliari e Cesena non fossero svenute, l’Udinese sarebbe retrocessa. Chiude l’annata come peggio non poteva. Brutta scena la ripicca di Strama che si rifiuta di partecipare ad una cena con 500 tifosi friulani e non parla in conferenza stampa prima della trasferta di Cagliari persa 4-3. Non ha mancato di rispetto alla società, ma a tifosi e giornalisti. Non un grande bigliettino da visita se qualcuno dovesse decidere di puntare in futuro su di lui. Troppo capriccioso.

fonte:  TMW

Tufano
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