“Siamo il Napoli e vogliamo dimostrarlo” La carica di Callejon, già a quota tre gol in campionato

Callejon contro Callejon, pari sono. Naturalmente riferendoci alle sue due annate azzurre e sino alla quinta giornata. Che, guarda caso, nelle ultime due stagioni è stata contrassegnata da un identico avversario, il Sassuolo. Tre gol in campionato allora ed altrettanti adesso. Nella stagione 2013/14 fatti tutti d’un fiato a Bologna, Chievo ed Atalanta e, stavolta, dopo il gol al Genoa, prendendosi un paio di pause di riflessione (ma traendone il dovuto profitto) con Chievo e Udinese. Per poi riprendere la serie con Palermo e (appunto) Sassuolo. Calleti perciò a timbrare sempre il cartellino quando gli azzurri sono riusciti a buttarla dentro, Calleti più che decisivo (e meno male) nell’ultimo match: quello della improrogabile inversione di tendenza.

SIAMO UNA SQUADRA. «Siamo il Napoli, siamo una squadra importante e vogliamo dimostrarlo»: firmato José María Callejón Bueno. Ieri, direttamente sul profilo (twitter) della società azzurra. Il tutto molto scontato? Nient’affatto. Più che una precisazione, una constatazione, la frase del “torero” di Motril è una vera e propria dichiarazione di attaccamento alla maglia. C’è dietro la ferma convinzione di voler spegnere definitivamente l’eco di quelle sirene estive spagnole (Atletico), c’è l’intento di assumere un’identità ben precisa, incollandosi sulla pelle una maglia da continuare a servire senza eccezioni. E queste parole avrebbero anche calzato a pennello durante la particolare esultanza, dopo il gol fatto ai neroverdi. Braccia aperte, piccoli saltelli sotto la curva azzurra e l’espressione parlante: «eccomi, sono qui. Anzi, siamo tutti qui». E ieri non ha fatto altro che ribadire quello che già aveva detto a caldo, subito dopo il match: «Siamo il Napoli: dovevamo vincere e lo abbiamo fatto. Dobbiamo vincere e lo faremo».

LA SPECIALITA’. Quella della casa è di certo una meraviglia a vedersi. Il Pipita e Calleti perfettamente sincroni, e questa non è nemmeno la prima volta. Gonzalo che riesce a portarsi dietro le difese avversarie (preferibilmente sul lato sinistro) e José Maria che appare d’improvviso sul versante opposto, come il più terrificante degli incubi. Il giochetto riesce molto spesso (Chievo, Fiorentina, Bologna e Marsiglia l’anno scorso, Genoa quest’anno), il puntero spagnolo ha poi nelle corde una rara capacità di coordinazione: la sua volée di destro sottorete riesce ad essere devastante e imparabile. Una vera e propria folgore. Ma poi, che movimento rock. Su e giù per la fascia come un piccolo tornado. All’ultima lo si è visto anche indietreggiare verso Zuniga per aiutarlo a sbrigarsela contro l’ala avversaria. Del resto, siamo una squadra.

Fonte: Corriere dello Sport
Tufano
Simon tech

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