Sospesa la gara fantasma, Salerno aspetta i tre punti

Una partita maledetta, cominciata sotto una cattiva stella e finita peggio. Una partita paradossale, vietata ai tifosi, per un po’ anche ai giornalisti e alla fine pure ai calciatori del Salerno. Perché la Sibilla Bacoli, sotto di due gol e con due uomini in meno, ha deciso di farla finita lì e ha inscenato un teatrino dell’assurdo con tre sostituzioni tutte insieme e tre infortuni in poco più di sette minuti che hanno costretto l’arbitro a sospendere il match all’8′ del secondo tempo perché sul campo erano rimasti solo sei calciatori della squadra di casa. Il regolamento Figc non ammette deroghe: «Una gara non può essere iniziata o proseguita nel caso in cui una squadra si trovi per qualsiasi motivo ad avere meno di sette calciatori partecipanti al gioco». Tutti a casa con trentasette minuti d’anticipo. E partita in ghiacchio in attesa della decisione del giudice sportivo che assegnerà al Salerno la vittoria a tavolino. Può ancora sperare Biancolino: se il tribunale dello sport confermerà il risultato acquisito in campo (come ha già fatto in passato in situazioni analoghe) la sua doppietta resterà nel libro delle statistiche della serie D.
Che non sarebbe stata una partita come tante era chiaro almeno da un paio di giorni. Prima la decisione del Casms di vietare il match ai tifosi, poi l’offerta del presidente della Sibilla di anticipare la partita al sabato sul campo di Frattamaggiore e la risposta negativa dei dirigenti del Salerno. E ancora, Lotito e i suoi hanno avanzato un paio di controproposte ma da Bacoli, a quel punto, non hanno voluto sentire ragioni: o il Chiovato o niente.

«E se non è possibile garantire la sicurezza dei tifosi, non è possibile neanche garantire quella dei giornalisti»,

hanno tuonato. Nonostante le rimostranze dell’Ussi e della Lega nazionale dilettanti, e nonostante l’invito del prefetto che aveva chiesto la diretta televisiva in tutto il territorio regionale, giornalisti, fotografi e cineoperatori sono rimasti davvero fuori, tenuti a distanza dai dirigenti della Sibilla e dalle forze dell’ordine. Fino al 5′ del primo tempo, quando dalla Questura hanno ordinato l’apertura dei cancelli tra l’incredulità della dirigenza di casa.
A quel punto, in un clima paradossale, è andata in onda l’ultima farsa. Protagonista principale l’arbitro Lacagnina di Caltanissetta, assolutamente inadeguato. Il direttore di gara ha deciso di rubare la scena al 36′: il gol di Biancolino, infatti, è nato da una clamorosa irregolarità a centrocampo, con una punizione di Manzo contrata dai blaugrana senza rispettare la distanza. Lo stesso Manzo – fino a quel momento migliore in campo – è stato espulso per proteste mentre ancora Biancolino festeggiava il gol. Non pago, l’arbitro ha sventolato il cartellino rosso anche sotto il naso di Rainone, lasciando così la Sibilla in nove. Allontanati pure il vicepresidente Lucci e l’allenatore in seconda Somma, che pure erano entrati in campo per protestare.
Sotto di un gol, il Bacoli ha provato a reagire ma Lacagnina ha vestito di nuovo i panni dell’attore protagonista e al quinto minuto di recupero ha punito la spinta di Maraucci su Gustavo (fuori area) con un rigore inesistente poi trasformato da Biancolino. Le due squadre sono tornate negli spogliatoi in un clima rovente, con i dirigenti flegrei decisi a non rientrare in campo. Sulla rabbia, però, ha prevalso la paura di una possibile squalifica. Così prima Carannante ha effettuato tre sostituzioni in uno, poi Ciro Poziello, Maraucci e Conte si sono lasciati cadere e hanno lasciato il campo in barella fino all’inevitabile sospensione. E all’annuncio:

«Stiamo valutando il ritiro dal campionato».

Una domenica da dimenticare in fretta.

 

La Redazione

A.S.

Fonte: Il Mattino

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