Super Napoli: ecco tutte le mosse vincenti e le innovazioni portate da Benitez

È stato un inizio bruciante, forse inatteso anche per i tifosi più appassionati, perché c’erano stati tanti cambiamenti dopo gli anni del “conservatore” Mazzarri. Il suo successore, il plurititolato Benitez, ha vinto quattro partite su quattro: è primo (con la Roma) in serie A e ha debuttato in Champions battendo il Borussia vice campione d’Europa. C’è molto cammino da fare, tuttavia le prospettive del Napoli sono altissime, all’insegna dello slogan «sin prisa pero sin pausa» lanciato dallo spagnolo: in campo non bisogna avere fretta, però non bisogna mai mollare.
Benitez, che riconosce i tanti meriti del suo predecessore e degli azzurri del passato, ha effettuato almeno cinque interventi che hanno determinato questa eccellente partenza.
Modulo. Dal 3-5-2, praticato per quattro anni, al 4-2-3-1: non c’è stata difficoltà in questo passaggio perché il sistema di gioco è stato praticato da quasi tutti i calciatori vecchi e nuovi (Zuniga e Maggio nelle nazionali; Reina, Albiol, Higuain, Callejon nei precedenti club). La pressione offensiva è più efficace e gli spazi meglio occupati.
Personalità. Benitez è un vincente e, dopo il sontuoso mercato (oltre 80 milioni in investimenti), fissa obiettivi importanti e non si lamenta, come faceva Mazzarri, se viene alzata la “asticella” del traguardo finale da parte dell’ambiente. Si vede una squadra più sicura di se stessa, però non in un controproducente eccesso.
Possesso palla. L’aspetto psicologico è importante, quello tattico ancor di più. Passato il tempo di difesa e contropiede, formula vincente nel periodo di Mazzarri, adesso c’è un possesso palla accentuato, con calciatori che appaiono più concentrati e precisi. È il caso di Inler, che nell’ultima partita con l’Atalanta ha effettuato 97 impeccabili passaggi.
Higuain. Benitez con le tre mezzepunte e il Pipita ha dato più forza all’attacco (11 gol in 4 partite). L’argentino non corre fino alla sua area come faceva Cavani, ha un differente raggio di azione – la trequarti avversaria – in cui si muove benissimo, aprendo spazi per i compagni. È un regista d’attacco efficace. La sua scelta sul mercato è stata studiata e azzeccata.
Gestione. Benitez ha utilizzato sempre gli stessi uomini (alternati solo Pandev e Insigne), escluso quel turnover in Napoli-Atalanta. Darà spazio a tutti, assicura. Non ha avuto problemi a preferire il ventiduenne Insigne all’esperto Pandev nel primo match di Champions: le scelte non sono fatte in base alla carta d’identità, ma allo stato di forma. Rafa fa il duro in panchina, non esultando al gol di Higuain, però poi premia i giocatori concedendo – a 48 ore dal Milan – un giorno di riposo: novità assoluta.

Fonte: Il Mattino.

La Redazione.

D.G.

Tufano

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