UEFA, Ceferin duro sulla Superlega: “Invenzione italiana di chi pensa di meritare più successi”

Le parole del presidente dell'Uefa

La pandemia di Covid-19 sta mettendo tutto il sistema calcio a dura prova e non solo dal punto di vista finanziario. Sullo sfondo si parla di una possibile Superlega per i club più importanti d’Europa, ma potrebbe cambiare anche il futuro dell’Europeo – già rinviato al 2021 – e dei singoli campionati. “Dobbiamo essere ottimisti – è intervenuto sul tema il presidente della Uefa Ceferin -. Concluderemo i campionati e giocheremo l’Europeo, vedremo se con o senza spettatori”. In Italia si parla di possibili playoff scudetto: “Non credo sia proponibile in un campionato”.

 

Sul tavolo della Uefa le proposte e i problemi da risolvere sicuramente non mancano, così come le polemiche. In primis però la federazione internazionale si trova a gestire un momento difficilissimo anche a livello organizzativo con l’Europeo all’orizzonte: “Sono sicuro che non si ripeterà una nuova emergenza, dobbiamo essere ottimisti – ha continuato Ceferin -. Il nostro protocollo sanitario funziona e avere 13 calciatori a disposizione per una partita è un numero molto stretto, è vero, ma i problemi sono altri: gli stadi vuoti, la quarantena, i test praticamente ogni giorno. L’alternativa è chiudere tutto, ma il mondo non si può fermare”.

 

In Italia c’è chi pensa di modificare il formato del campionato introducendo i playoff: “La decisione spetta a ogni lega, ma il modello utilizzato per le competizioni europee non credo sia proponibile nei singoli campionati. Non è giusto gareggiare tutto l’anno e poi essere eliminati perdendo una sola partita”. Sempre a qualche club italiano poi è rivolta la dura risposta di Ceferin riguardo la Superlega: “E’ una invenzione italiana, non è una nostra proposta anche perché sarebbe uno dei progetti più noiosi al mondo. Ne parlano due o tre club che pensano di meritare di vincere di più degli altri, ma che in realtà vincono poco. Non è una discussione seria, ucciderebbe il calcio e sono fortemente contrario”.

 

Infine un commento sull’utilizzo del VAR: “In alcune leghe il gioco viene troppo spezzettato e non è positivo per il calcio. Per me ci sono seri dubbi su come interpretare il fallo di mano, sul fuorigioco di uno o due centimetri e sul portiere che durante il calcio di rigore viene sanzionato se oltrepassa la linea di porta di pochi centimetri”.

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