Zuniga e Mesto grande spinta, la difesa ritrova i «due capitani»

Zuniga e Mesto grande spinta, la difesa ritrova i «due capitani»

De Sanctis 6  Impiega gran parte del tempo a riscaldarsi dal freddo e dalla pioggia. Poi comincia a guadagnarsi la pagnotta a metà primo tempo con un tuffo-show con cui colpisce di testa ed evita guai più seri alla retrogardia azzurra. Nella ripresa tanta ansia ma il Catania non crea mai seri pericoli alla sua porta.

Grava 6 Compirà trentasei anni il prossimo 11 marzo. Non giocava titolare da dieci mesi. Arcigno, anche se non proprio diligente e preciso. Ma basta e avanza per annullare il pericolosissimo Gomez nel primo tempo. Anche nella ripresa non si smarrisce e non perde mai la bussola. Rischia il rosso, e questo gli costa mezzo voto

Cannavaro 7 La accelerate di Barrientos gli vanno qualche fiatone, ma regge bene sia perché è in condizioni fisica eccezionali sia perché la sua esperienza lo trasforma in un autentico leone. Poi fa anche gol nel giorno del suo ritorno al San Paolo, e non c’è nulla di meglio per dimenticare lo stop di un mese.

Gamberini  6,5 Gran mastino, compie sempre interventi puliti e non corre mai inutili rischi neppure quando il Catania aggredisce in maniera più incisiva una volta andato sotto nel punteggio. Con Cannavaro alla seconda partita da titolare dopo il rientro dalla squalifica e l’esordio stagionale di Grava, è elemento di continuità.

Mesto  6,5 Spinge bene sulla fascia di destra e tiene a bada Capuano. In difficoltà solo quando la stanchezza accumulata con i minuti di gioco si fa un po’ sentire, ma tanto lavoro oscuro soprattutto quando il pallone ce l’hanno gli altril. Davvero molto bello il cross su cui Cavani arriva in ritardo di testa, sfiorando la terza rete.

Behrami  6 Izco tocca una quantità industriale di palloni ponendosi come punto di riferimento e lo mette spesso in difficoltà. Forse anche troppo, considerando che la prova del catanese non è poi di quelle poderose. Lo svizzero ci mette il suo arguto ingegno, anche se gli errori in appoggio sono numerosi.

Dzemaili  6 Bene per un’ora. Lui è fatto così. Testa alta e buon piede, poi i catanesi usano di più la clava e lui va in sofferenza: il campo non lo aiuta, per caratteristiche ma il centrocampista non delude le attese di Mazzarri che gli affida l’incarico non certo semplice di inseguire Lodi e tutti i blitz dei mediani siciliani.

Zuniga  6 Elettrico. Fa l’assist, più o meno volontario, per il tapin di Hamsik. Poi rischia il patatrac nella sua area con la folle manina che tocca la palla. Ed è lui che subisce il fallo da Bergessio che convince l’assistente di porta a non convalidare la rete. (38’st Armero. Non si giudica uno come lui in 7 minuti).

Hamsik 7,5 Il migliore, senza dubbio. Spietato, gioca da regista arretrato, segna il gol del vantaggio inserendosi con la consueta maestria dinanzi al portiere, serve il pallone al capitano per il 2-0. Non è che sia una serata assai semplice per lo slovacco, che pure spreca tanto e corre meno del solito. Ma c’è sempre, nei momenti chiave della gara.

Pandev  6  Inceppato per gran parte del primo tempo, poi si sblocca soprattutto quando vede i difensori etnei Spolli e Rolin preoccuparsi più di fermare Cavani che lui. Sgomita come un forsennato nel muro del Catania alzato da Maran sulla trequarti, poi qualche errore lo fa. Ma non è facile giocare su un campo così pessimo.

Cavani  6 Il rumore della traversa colpita è il tuono più rumoroso di una serata in cui il Matador non riesce a brillare come suo solito. Soffre la ragatela del Catania. Oddio, non gioca male, ma lui è Cavani e allora una partita normale lascia sempre tutti un po’ perplessi. La sua serata brilla con alcuni provvidenziali interventi in difesa.

Insigne  s.v. Entra quando il Catania apre davanti a sé delle praterie, quando il Napoli pare avere tutte le intenzioni di far male nelle ripartenze: ma non punge mai. non è la serata migliore questa per il baby di Mazzarri per far capire al tecnico che merita un posto in prima fila in questo Napoli. Finale elettrico con tanto di polemica con Maran.

Inler  6 Quando entra in campo la gara è già ben che chiusa. Gli pesa il fatto di essere stato escluso dalla formazione iniziale, probabilmente ci pensa a lungo durante i minuti in cui è in campo. Ha il compito da fare da argine al forcing finale del Catania. Lo fa inserendosi nelle trame di gioco in maniera diligente e silenziosa.

Mazzarri  7,5   Scelte coraggiose ma la tattica è perfetta. Contro Maran e la sua formazione argentina iscritta quasi per caso al campionato italiano disegna un finto solito Napoli, molto spesso trasformando la difesa sulla carta a tre in una molto più spesso a quattro, costringendo Zuniga a fare degli autentici straordinari. Non sbaglia niente, soprattutto la scelta di schierare Grava è coraggiosa e lo premia. La partita a scacchi con il rivale Maran stavolta è vinta in maniera veramente netta.

Fonte: Il Mattino

La Redazione

M.V.


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