A MENTE FREDDA, EP. 19 – Allan…no prossimo: il Napoli saluta il 2019 con la vittoria più importante

“Assafà!”questa è stata l’esclamazione della Ssc Napoli sui social dopo il fischio finale della sfida col Sassuolo. Una sola parola precisa ma che racchiude il pensiero di tutto il popolo di fede azzurra, che sente di essersi sgravato di un peso enorme e torna a sorridere. Nel momento più importante, quello della chiusura del 2019 calcistico, il Napoli ritrova una vittoria che serviva come il pane, che mancava da oltre due mesi.

Il primo tempo, però, faceva prevedere tutto tranne che questo. Gli azzurri sono stati come in un incubo, tutto ciò che si poteva sbagliare è stato sbagliato, anche le scelte più semplici. Tanti errori tecnici che contro una squadra messa meglio atleticamente e dotata di ottima qualità di palleggio paghi a caro prezzo, e infatti il Napoli ha rischiato di trovarsi sotto di 2 o 3 reti soltanto nei primi 10 minuti. Vantaggio del Sassuolo che è difatti arrivato con Traorè, lasciato colpevolmente libero di calciare a pochi passi da Meret, il quale poteva fare certamente meglio per evitare la rete dei neroverdi. Ma durante l’intervallo qualcosa cambia. Conoscendo Gattuso avrà fatto tremare i muri dello spogliatoio, il che ha dato i frutti sperati. Il Napoli ritorna in campo con un piglio totalmente diverso e mette sotto i padroni di casa, trovando il pareggio con Allan completando la rimonta nel recupero complice una buona dose di buona sorte, che finalmente si schiera dalla parte degli azzurri. Un gol che sa di rivalsa per la beffa subita all’ultimo minuto pochi giorni prima contro il Parma. Un gol che ridà speranza a questa squadra in vista del ritorno dopo la sosta natalizia.

Scendiamo però nel dettaglio di Sassuolo-Napoli con la nostra ormai solita analisi “a mente fredda”. Non impeccabile Meret, che poteva far meglio sul cross per il vantaggio di Traorè uscendo in presa alta. Il numero 1 azzurro sceglie di restare tra i pali, subendo un gol simile a quello di Freuler: tiro sotto le gambe in parte respinto ma non abbastanza da impedire al pallone di entrare in porta. Lo stesso Traorè ha rischia poi di siglare la doppietta dopo pochi minuti, trovando stavolta la perfetta opposizione di Meret, autore di altri interventi miracolosi nel corso della gara che danno una svolta decisiva alla sua partita. Chi invece si mette in mostra ancora una volta in positivo è Di Lorenzo, il migliore del pacchetto difensivo e tra i migliori dell’intera squadra. Tiene bene le scorribande della freccia Boga, obiettivo del Napoli per le prossime sessioni di mercato, garantendo il solito apporto importante nelle due fasi con grande personalità e grinta. Ciò che impreziosisce la sua serata, però, è il fatto che abbia cambiato ruolo ma garantendo lo stesso e identico risultato. Il numero 22 azzurro è costretto a giocare da centrale per sopperire alla mancanza di Luperto, uscito per infortunio all’intervallo, senza che la sua prestazione cambi di una virgola. Senza dimenticare le sue qualità anche coi colpi di testa: è grazie ad una sua spizzata, infatti, che il Napoli trova il gol del meritato vantaggio e della vittoria liberatoria. La fascia di Di Lorenzo viene poi occupata di Hysaj, anch’egli autore di una buonissima prova. L’albanese copre senza sbavature quando è il momento di difendere, ma anche quando c’è bisogno di attaccare il suo sostegno non manca. Non soddisfa, invece, Mario Rui. Il portoghese comincia alla grande la sua serata salvando sulla linea un pallone destinato ad entrare in porta, tuttavia quello sarà l’unico lampo di una gara decisamente appannata. In occasione del vantaggio neroverde si addormenta letteralmente concedendo a Traorè di infilarlo alle spalle e calciare verso Meret per il più facile dei gol. Sulla sua corsia di appartenenza lascia spesso praterie che sono come un bocconcino delizioso per gli uomini di De Zerbi. Lampante poi l’episodio del fallo su Muldur nel primo tempo che gli costa il giallo, il che denota in lui un elevato grado di nervosismo. Costante, infine, Manolas. Anzi, continua a crescere. Non fa mai mancare la sua presenza, in ogni azione difensiva lui c’è e mostra una sicurezza invidiabile, ma non disdegna la ricerca del gol sui calci d’angolo a favore. Il greco, insieme a Di Lorenzo, è la luce che guida la retroguardia azzurra in questo periodo buio.

E’ stato tra i più criticati delle ultime settimane eppure è il migliore in campo di misura. Lui, il capo rivolta dopo Napoli-Salisburgo, colui che più di tutti ha accusato il colpo delle multe inflitte dal presidente De Laurentiis, ha risposto come solo un vero professionista sa fare: sul campo. Oltre alla grinta che lo riporta agli splendori di un tempo, Allan trascina gli azzurri nella vittoria più importante inventandosi un gol da bomber di razza, la giocata che non ti aspetti da uno con le sue caratteristiche. E questo non può che essere un segno, quello della svolta per gli azzurri. Da un eccesso all’altro si arriva, invece, al peggiore in campo: Fabian Ruiz. Sarà la confusione creata dai vari ruoli coperti in questi mesi, avrà certamente pesato la questione ammutinamento, fatto sta che questo ragazzo è irriconoscibile. Nella misura in cui ha messo in mostra le sue doti tecniche così ha commesso errori banali nel match di ieri. In diverse occasioni perde palloni sanguinosi in mezzo al campo dando il la alle ripartenze del Sassuolo, che se avesse sfruttato tutte le chances concesse dal Napoli avrebbe terminato il primo tempo con un vantaggio di 2 o 3 reti. Prevedibile e logica, pertanto, la sua sostituzione, che arriva a favore di Elmas. Il macedone si rende subito protagonista spendendo un cartellino giallo giusto per fallo tattico su Boga per poi rendersi decisivo mettendoci la testa nell’episodio del 2-1 azzurro: in realtà la deviazione decisiva è di un avversario, ma lui era lì e probabilmente l’avrebbe spinta in porta comunque. Ingresso di Elmas che concede maggiore licenza di offendere a Zielinski, non proprio brillantissimo rispetto alle ultime uscite. Dopo un disastroso primo tempo (come tutta la squadra del resto), il polacco si accende e nella ripresa cresce nettamente dispensando palloni a destra e a manca servendone alcuni molto pericolosi in zona gol.

Napoli che ha creato tante occasioni al Mapei Stadium anche grazie alle qualità del suo attacco. Torna a brillare Callejon, tra quelli più spenti di questo periodo. Il numero 7 incide in maniera determinante nelle offensive azzurre, andando vicino al gol in più di un’occasione. Anzi, il gol lo sigla (complice una respinta sbagliata di Pegolo) e lo spagnolo, in maniera sobria, esulta. La sua rete, però, viene annullata dal VAR per fuorigioco. Sfortuna che si dimostra affezionata a Callejon, il quale pochi minuti dopo centra in pieno la traversa con un sinistro in area a porta vuota: ma nonostante tutto l’ex Real Madrid può gioire per la sua prestazione, decisamente migliore di tante altre. Leggermente appannato Milik, che spreca un’ottima occasione nel secondo tempo appoggiando praticamente di testa il pallone a Pegolo da distanza ravvicinata. I colpi del grande giocatore, tuttavia, ce li ha e nell’azione del gol di Allan ne dà prova. Sulla verticalizzazione di Zielinski l’attaccante polacco compie un velo splendido ed intelligente, dando la possibilità al brasiliano di girarsi poi verso la porta e piazzare la palla all’angolino alto. Poteva fare di più anche Insigne (alla sua 332esima presenza in azzurro, sesto di sempre) ma la sua prova è esattamente il risultato di ciò che un tempo gli chiedeva Sarri e che ora gli demanda Gattuso, ossia maggiore sacrificio in fase di copertura per dare una mano a Mario Rui. Eppure nel secondo tempo sfiora due volte il gol, è solo grazie ai salvataggi in extremis di Pegolo in caduta e Locatelli sulla linea che il Sassuolo si salva. Incide poco, infine, Mertens. Il belga parte nuovamente dalla panchina e quando entra in campo fornisce comunque una scossa al Napoli statico della prima frazione, ma al contempo cestina l’occasione che avrebbe permesso la rimonta molto prima e nel modo più clamoroso possibile, ossia spendendo fuori di testa a porta spalancata. Ne spreca poi un’altra a pochi minuti dalla fine con un destro che non gira come dovrebbe e che, in altri tempi, avrebbe messo in rete 10 volte su 10, segno che il suo umore è evidentemente sotto i tacchi.

La cura Gattuso comincia dunque a dare i suoi frutti e non è solo per la vittoria, ma per come è arrivata. Nella conferenza stampa post-gara ha dichiarato, scherzando ma non troppo, di non poter rivelare cosa aveva detto ai suoi ragazzi nell’intervallo, ma conoscendolo lo si può immaginare. Nel secondo tempo, infatti, gli azzurri sono scesi in campo con gli occhi infervorati di rabbia e voglia di rivalsa. Eccetto una occasione capitata sul sinistro del solito Boga ad inizio ripresa, il Sassuolo di De Zerbi non è riuscito più ad arginare le offensive del Napoli, retrocedendo sempre di più col passare dei minuti. Il successo, pertanto, è la ricompensa più che meritata per la reazione avuta, una liberazione totale.

Ma guai ad esaltarsi. L’esplosione di gioia in stile vulcano deve essere solo l’inizio. Gattuso stesso, con la freddezza tipica di un luminare della medicina, ha definito questa squadra ancora gravemente malata, che necessita delle cure migliori perché si riprenda. I 3 punti di ieri, però, sanno di svolta. Che l’aria di Natale possa far bene agli azzurri: la risalita è appena cominciata.

A cura di Giuseppe Migliaccio

Tufano

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