A MENTE FREDDA, EP. 29 – Il Napoli “alla Sarri” è il passato: Gattuso ha trovato la chiave giusta

Questo episodio di “A mente fredda” sarà diverso dal solito perché, per come è andata la gara, ci si focalizzerà sulla prestazione della squadra tutta, in blocco. Quella contro il Cagliari non è stata una partita bella, anzi di una noia mortale, ma in compenso terribilmente importante. Il Napoli era chiamato a dar seguito all’entusiasmante vittoria di Coppa Italia in casa dell’Inter. Missione non proprio semplice vista la difficoltà nell’essere continuo e, proprio come contro l’Inter, è stata la prodezza del campione a permettere di raggiungere l’obiettivo.

Nel cuore di Cagliari-Napoli: l’analisi della partita

LA CHIAVE GIUSTA – Finalmente Rino Gattuso l’ha trovata e consegnata ai suoi calciatori, ora sta a loro fare di tutto per non smarrirla. Chiave che si materializza in un concetto molto semplice: il baricentro basso. Quello che non si era mai visto nel Napoli delle meraviglie di Sarri, caratteristica che si pensava essere non appartenente a questo gruppo. E invece “Ringhio Starr”, come lo ha definito Aurelio De Laurentiis, ha dimostrato che non solo questa squadra ce l’abbia nelle corde ma, soprattutto, quanto ora come ora risulti tremendamente efficace. Il pressing alto che rappresentava il punto focale del gioco del Napoli si è rivelata essere un’arma a doppio taglio, ragion per cui il tecnico azzurro in conferenza stampa ha detto chiaramente: “Al momento il pressing ultra-offensivo che chiedevo inizialmente non si può fare”. Altro punto di svolta è di ordine non tanto tecnico quanto comportamentale. Gattuso è schietto, diretto: chi non si allena a dovere va fuori ed il caso Allan ne è l’emblema. Il messaggio lanciato dall’allenatore calabrese è forte e chiaro. E’ ora che ognuno si prenda le responsabilità delle proprie azioni senza farsi influenzare dal mercato o qualsiasi altra questione: arrivato giugno, a bocce ferme, si vedrà.

CENTOVENTI – Dopo un periodo di appannamento, tra le voci di un addio ormai certo a fine stagione, Mertens si porta ad un gol dalla storia. Solo un altro e Dries diventerà il maggior marcatore della storia del Napoli, superando l’icona Marek Hamsik che ancora oggi, a poco più di un anno dalla sua cessione, è oggetto di rimpianto da parte dei tifosi azzurri. Negli ultimi episodi di “A mente fredda” si è detto a più riprese quanto il belga sia fondamentale per l’economia di questa squadra e anche ieri ha avuto modo di darlo a vedere. Il numero 14 azzurro decide di raggiungere lo slovacco con un gol, il decimo contro il Cagliari che si dimostra essere tra le sue vittime preferite, di una bellezza ed una difficoltà non comuni. Trasforma un passaggio apparentemente innocuo in un lampo che folgora Cragno, il quale non può fare altro che guardare il pallone baciare il palo ed insaccarsi alle sue spalle. “Peccato abbia già 33 anni”, ha detto Gattuso: e già, peccato davvero…

Più che sul gol, però, di cui non si è detto stupito viste le sue qualità tecniche, il tecnico ha voluto soffermarsi sulla capacità che ha Mertens di venire a legare abbassandosi fino a centrocampo e facendo sembrare semplice un modo di creare gioco che, in realtà, non lo è affatto. Così come ci ha tenuto ad elogiare nuovamente Elmas, che di anni ne ha qualcuno in meno ma è come se fosse un veterano. Il giovane macedone viene riproposto nel ruolo di esterno alto di sinistra lasciato vacante dal capitano Insigne e crea di nuovo scompigli nella difesa avversaria. Con la sua tecnica palla al piede punta l’uomo e lo salta, costringendo più di una volta i difensori del Cagliari al fallo. All’inizio, tuttavia, si parlava della prestazione complessiva, del collettivo, che è ciò su cui Gattuso insiste. Il suo modo di intendere il calcio non prevede che le squadre affidategli sappiano essere solo e soltanto aggressive come ci si potrebbe aspettare rifacendosi al suo carattere, bensì capaci di giocar bene entrambe la fasi. E, finalmente, i concetti che voleva trasmettere sono stati assimilati dalla squadra, che ora è in grado di difendersi con ordine ed avere pazienza, sapendo riconoscere il momento di offendere grazie alla tecnica dei suoi interpreti. Il Napoli sembra aver preso consapevolezza del modus operandi da applicare.

A cura di Giuseppe Migliaccio

Tufano

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