A MENTE FREDDA, EP. 31 – Un gol con lo smoking: Dries fa la storia nella serata di gala. E il Napoli si concede il lusso del rammarico…

La paura di non riuscire a contenere Messi e il Barcellona regnava sovrana alla vigilia, eppure il Napoli è riuscito a concedersi il lusso del rammarico per l’occasione sprecata. Di fronte alla qualità dei blaugrana, pur rimaneggiati a causa delle assenze importanti, scendere in campo tranquilli era un’impresa, specie se davanti al proprio pubblico invocante lo spirito del diez per antonomasia Diego Armando Maradona: il Napoli, però, esegue alla perfezione lo spartito consegnatogli dal suo maestro.

O quasi. Nel bel mezzo del concerto, mentre tutto filava liscio, la steccata, quella nota fuori posto che rischia di mandare all’aria tutta l’opera. Un’unica e sola disattenzione è bastata al Barcellona per punire gli azzurri, che pur erano in netto calo psicofisico da diversi minuti. E così ci si ritrova in mano un 1-1 che fa pendere ancor di più l’ago della bilancia dalla parte dei catalani, che avranno dalla propria il calore del Camp Nou per la sfida di ritorno del 18 marzo. Mai darsi per sconfitti anticipatamente, però. E’ questo il messaggio lanciato dal guerriero Gattuso, il quale in conferenza stampa incita i suoi ad armarsi di elmetti e scudi in vista della battaglia in terra spagnola: crederci, crederci, crederci!

Nel cuore di Napoli-Barcellona: l’analisi della partita


CORAGGIO – E non solo quello di Ospina, che a stento suda la maglia. Il portiere colombiano si rende protagonista dell’unico vero episodio che lo ha coinvolto seriamente e che si vede in foto. Messi è pronto a ricevere una palla dalla destra che taglia davanti alla porta e lui, senza pensarci due volte, ci si scaraventa su. Bellissima l’immagine della stretta di mano con il campione argentino, che nell’occasione si scontra con l’estremo difensore azzurro. A dire il vero, però, è tutto il reparto difensivo ad armarsi di quel coraggio invocato a gran voce da Gattuso. In primis Di Lorenzo, il quale fino a pochi anni fa calcava palcoscenici ben meno illustri (con tutto il rispetto). Che sia la C o la Champions per lui poco importa. L’esterno azzurro gioca con autorevolezza ed un pizzico di sana sfacciataggine, saltando l’uomo quando ne ha l’occasione senza che gli tremino le gambe. Pesa l’errore di posizionamento nell’azione del pareggio del Barcellona, ma la sua resta una prestazione più che positiva. Come lo è a mani basse quella di Manolas e Maksimovic. I due centrali stanno entrando sempre più in sintonia tra loro ed anche contro squadre di alto rango garantiscono prestazioni di eguale livello. Il serbo contrasta al meglio il giocatore più forte del mondo, l’ex Roma addirittura sfiora il gol nel primo tempo: di questo passo Koulibaly al rientro avrà tanto lavoro da fare per riconquistarsi il posto. Lavora bene, anzi benissimo anche Mario Rui, pure se anch’egli complice nel pasticcio difensivo che ha mandato in gol Griezmann. Tiene bene le offensive blaugrana sulla fascia di competenza in collaborazione con Insigne, non disdegnando la proposizione in fase offensiva. Ma il momento clou della sua serata non può non coincidere con l’espulsione di Vidal. Con un atto di estrema furbizia il portoghese costringe l’ex Juventus a farsi espellere per l’eccessiva foga nelle proteste ai danni dell’arbitro Brych, provocando a Setien un’altra assenza pesante in vista del ritorno. Mario Rui in serate del genere sembra esaltarsi particolarmente e, pertanto, può ritenersi pienamente soddisfatto della sua prova.


CLASSE MADE IN POLAND – Parte in sordina, ma col passare dei minuti la qualità del calcio di Zielinski cresce esponenzialmente. Il centrocampista polacco corre come un indiavolato ma al contempo sa garantire qualità alle giocate del Napoli. E’ onnipresente e non ha paura di mordere alle caviglie gli avversari come in occasione del vantaggio azzurro. Il suo assist è un misto di caparbietà, forza e reattività, doti tipiche di chi al pallone ci sa giocare veramente. Meno spumeggiante ma altrettanto sul pezzo il collega mezzala Fabian Ruiz, anche lui in crescita da qualche tempo a questa parte (e finalmente, aggiungiamo). Lotta su ogni palla e si sacrifica tanto in fase di non-possesso: la fiducia di Gattuso nei suoi confronti sta aumentando partita dopo partita. Solita partita equilibrata, infine, da parte di Demme. Che sembra poco, ma non lo è se si pensa alle poche possibilità di respiro che quelli del Barcellona gli hanno concesso quando aveva la palla al piede. Lui, però, non si scompone ed accetta qualche fallo di troppo pur di far girare il pallone nel modo giusto.


“HI, MAREK” – Un gol di lusso per un record di lusso. Mertens non è per le cose banali e per fare la storia sceglie lo smoking più elegante da indossare nella serata di gala del San Paolo. Tra il rinnovo che non arriva ed il rischio di addio che cresce giorno per giorno, il belga dà spettacolo in campo e continua a fare la differenza. Incurante di tutto raggiunge Hamsik in cima della classifica marcatori di tutti i tempi con 121 reti ed ora è lì, pronto a scippargli lo scettro alla prima occasione utile. Chissà che non sarebbe accaduto proprio ieri sera, ma purtroppo Busquets (che non eccelle nel gioco pulito) ha deciso che la partita di Mertens doveva finire in anticipo. Ottima gara anche di Insigne, vero e proprio faro per i compagni. Non c’è azione che non lo coinvolga e, quando può, si mette in proprio. Sfiora il golasso sgusciando tra Pique e Vidal, gli manca però la lucidità al momento di calciare. In realtà pecca anche un po’ di egoismo nei confronti di Milik tutto solo davanti alla porta, ma probabilmente chiunque, dopo una giocata del genere, avrebbe pensato solo alla conclusione. Il centravanti polacco entra bene in partita al posto dell’infortunato Mertens e compie ottime giocate in qualità di perno offensivo. Su tutte quella che manda in porta Callejon, il quale avrebbe potuto dare al Napoli l’opportunità di portarsi nuovamente in vantaggio e, perché no, provare ad arrotondare il risultato nei minuti restanti. Spagnolo che in realtà gioca anche una buona partita, ma francamente quel pallone calciato in bocca a Ter Stegen è troppo pesante per lui che, purtroppo, non è nuovo ad errori di questo tipo (successe qualche anno fa contro il City, che poi vinse 4-2 al San Paolo).


“PREPARATE L’ARMATURA” – A dispetto di quanto si possa immaginare, il Napoli ha comunque le carte in regola per compiere il colpaccio al Camp Nou. Nessuno dice che sia scontato, anche considerando le numerose assenze del Barcellona, ma se c’è una cosa che il calcio insegna è che tutto è imprevedibile. Gattuso lo sa bene ed è pronto a condurre i suoi all’impresa. “Prepareremo l’elmetto, prepareremo l’armatura” dice in conferenza stampa e lo stesso spirito dovrà appartenere agli azzurri: chiunque non sputerà sangue in campo non può esser ritenuto degno di far parte del suo esercito.

A cura di Giuseppe Migliaccio

Tufano

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