FOCUS – Il celeste di Manchester sfida l’azzurro partenopeo: un’occhiata al mondo dei Citizens, tra glorie passate ed ascesa moderna

FOCUS – Il celeste di Manchester sfida l’azzurro partenopeo: un’occhiata al mondo dei Citizens, tra glorie passate ed ascesa moderna

L’urna di Nyon ha sorteggiato Napoli e Manchester City insieme nel girone F: le due squadre torneranno dunque ad affrontarsi dopo che si erano già trovate l’una contro l’altra nell’edizione 2011-2012 della Champions League che vide gli azzurri inseriti nel cosiddetto girone di ferro proprio con Manchester City, Bayern Monaco e Villarreal. In quell’occasione, i partenopei riuscirono a fermare gli inglesi guidati da Roberto Mancini sull’1-1 in trasferta per poi conquistare una splendida vittoria per 2-1 al San Paolo. Negli ultimi anni, il Manchester City si è imposto prepotentemente tra le squadre più forti al mondo e può contare su numerosi top player, ma la storia del club – che fu fondato addirittura nell’ultimo decennio dell’Ottocento – è piuttosto vasta e non priva di avvenimenti da ricordare; a tal proposito, sarà utile ripercorrere per sommi capi gli eventi che hanno caratterizzato fin dagli albori il mondo dei Citizens.

 

LA STORIA – Il club giunge alla denominazione di Manchester City nella stagione 1893-94, riuscì a conquistare la prima competizione della propria storia nel 1899 (la Second Division) e nel 1904 giunse alla vittoria della FA Cup (fino ad oggi ne ha conquistate 5), battendo il Bolton Wanderers. Passeranno più di trent’anni prima che i Citizens riescano a vincere la First Division (1937), evento che diede inizio all’epoca d’oro del Manchester City: il club toccò l’apice della propria gloria nel 1970, quando riuscì ad aggiudicarsi la Coppa delle Coppe, battendo a Vienna i polacchi del Gornik Zabrze. Come spesso capita, al di là dell’apice c’è il baratro e, dopo il trionfo di Vienna, il Manchester City visse decenni caratterizzati soprattutto da ombre: retrocessioni, campionati mediocri ed il paradosso di vincere la Football League Championship nel 1998 e poi retrocedere nella terza serie inglese. L’andatura altalenante della storia del club in questi anni è senza precedenti e vede numerose risalite in First Divisione – col nono posto conquistato nel 2002-03 – ed altrettante dolorose retrocessioni. Dopo la parentesi Shinawatra, che consentì comunque al club di assestarsi in Premier League e di togliersi alcune soddisfazioni (in particolare, nei derby col Manchester United), il 1 settembre 2008 il Manchester City viene acquistato dall’Abu Dhabi United Group, società del principe Mansur bin Zayd Al Nahyan. Grazie agli ingenti capitali spesi dalla proprietà araba, il Manchester City è giunto con gli anni ad avere una rosa costellata di calciatori fortissimi (e strapagati), tornando a vincere dei trofei (ad esempio, la sua quinta FA Cup il 14 maggio 2011 contro lo Stoke City), qualificandosi per la Champions League dopo 46 anni nella stessa stagione e, infine, vincendo nuovamente una Premier League nel 2012 con Roberto Mancini in panchina. L’attuale tecnico, Pep Guardiola, è succeduto a Pellegrini – che era riuscito a riempire ulteriormente la bacheca del club, conquistando numerosi trofei – dopo la strabiliante esperienza alla guida del Barcellona ed ha tutta l’intenzione di ripetersi anche in Inghilterra – anche se, finora, non è riuscito a conquistare ancora nulla sulla panchina dei Citizens. Dopo aver disputato le proprie gare casalinghe per circa 80 anni al Maine Road,  la squadra si è trasferita nel 2003 nel City Stadium of Manchester, poi diventato nel 2011 Etihad Stadium in seguito all’accordo di sponsorizzazione raggiunto tra il club e l’Etihad Airways.

 

LA ROSA – Nonostante l’ultima stagione non propriamente esaltante, il Manchester City di Guardiola può contare su un organico di altissimo livello in tutti i reparti: in particolare, non possono non essere menzionati calciatori come il capitano Vincent Company, Yaya Touré, David Silva e Sergio Aguero, tutti simboli simboli della rinascita del club; in particolare, l’attaccante argentino ha sposato il progetto del Manchester City nel 2011 ed è risultato fondamentale per l’ascesa del club a suon di goal e giocate sopraffine; nel reparto arretrato, Guardiola ha a disposizione – oltre a capitan Company – Stones e Otamendi, ma anche esterni bassi come Danilo e Mendy. A centrocampo, oltre che su Touré, i Citizens possono contare su calciatori di livello mondiale come Gundogan, De Bruyne, Sané e Fernandinho; infine, il reparto offensivo degli Sky blues è sicuramente il più assortito, annoverando talenti cristallini, agili quanto versatili, come Nasri, Gabriel Jesus, i già citati Silva ed Aguero ed il neoacquisto Bernardo Silva (proveniente dal Monaco e vero e proprio colpo di mercato dei Citizens in questa sessione di mercato), ma anche su attaccante strutturato fisicamente come Bony. Affrontare una compagine così forte non sarà affatto facile neanche per  una squadra in salute come il Napoli, che negli ultimi anni ha però dimostrato, al di là degli effettivi risultati, di non temere nessuno (neanche il Real Madrid di Zidane, campione d’Europa in carica): Sarà dunque Guardiola contro Sarri, due splendide realtà che sono state spesso accostate tra di loro in passato e che presto (finalmente!) potranno confrontarsi nel modo più apprezzato da tutti i veri amanti di questo sport, ovvero sul campo.

 

A cura di Mariano Menna

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