Da Gaetano alle semifinali scudetto, i segnali di risveglio del settore giovanile azzurro

Tra l'assenza delle strutture di proprietà e i risultati straordinari, il lavoro del vivaio

Con la sconfitta maturata ieri sera del Napoli Under 17 per 2-1 (CLICCA QUI) contro la Roma nella semifinale Scudetto si è conclusa la stagione 2018/19 per il settore giovanile partenopeo. Prima di parlare dei risultati raggiunti dalle squadre giovanili del Napoli in quest’annata bisogna far capire in quale contesto ha iniziato e continua a lavorare Gianluca Grava, responsabile del settore giovanile azzurro, e di metafore se ne possono scrivere tante: dalla distruzione di Approdo del Re di Daenerys con il suo drago nel Trono di Spade (scusate per lo spoiler) alla più classica ‘le città vuote ad agosto’ perché all’interno e intorno al settore giovanile del Napoli c’era e c’è una completa desolazione. Con tanto lavoro e intelligenza (perché a volte possono superare i mezzi economici) si è cercato di creare un qualcosa in un territorio che è impossibile soltanto pensare di creare e non di distruggere.

I risultati sono sotto gli occhi tutti anche per chi nasconde la testa sotto il cuscino (CLICCA QUI): la Primavera si è salvata in maniera tranquilla e addirittura ha accarezzato il sogno play-off, l’inserimento in pianta stabile (soprattutto nelle ultime giornate di campionato) di Gaetano in prima squadra (CLICCA QUI PER VEDERE LE MAGIE DI GAETANO), Zedadka più volte convocato da Ancelotti, Mezzoni e Sgarbi nelle nazionali di categoria, gli interessamenti di Cagliari e Atalanta per Cioffi (CLICCA QUI), in Under 16 e 15 i tanti goal di Umile (CLICCA QUI) e Pesce (CLICCA QUI), l’Under 17 qualificata per la prima volta alle semifinali Scudetto, l’Under 15 qualificata alla Final four per il secondo anno consecutivo.

Portare due squadre alle semifinali Scudetto è qualcosa di autenticamente straordinario soprattutto considerando che club molto più quotati in ambito giovanile e che investono cifre altamente superiori come Fiorentina e Juve non sono riusciti a farlo o come il Milan che ha subito la retrocessione della propria squadra Primavera. Se le squadre giovanili hanno la mansione di valorizzare i calciatori che si affacciano al mondo del professionismo beh si può di dire che il Napoli per quest’anno ci è riuscito.

Non bisogna mai dimenticare che questi successi sono stati conseguiti anche se il Napoli, in maniera incredibile e con infinite colpe, non possiede strutture di proprietà per le proprie squadre giovanili e manda a giocare la Primavera allo Stadio Ianniello di Frattamaggiore e Under 17, 16 e 15 al complesso Kennedy ai Camaldoli, struttura condivisa anche con altre realtà.

Quest’anno la curiosità intorno al mondo giovanile napoletano è aumentata in maniera spasmodica e i tifosi partenopei hanno iniziato a sperare nel futuro. Sì, perché il calcio giovanile è speranza, è voglia di riscatto, sognare una vita migliore, voglia di non scappare dalla propria terra, vedere ripagati i sacrifici di intere famiglie, il calcio giovanile è voglia di urlare al mondo: ”Ci sono anche io”.

In un mondo dove non ci sono più bandiere, dove si crede solo alle plusvalenze, dove idoli di un club cambiano squadra e usano la scusa della professionalità quando si è cavalcata ad hoc la figura del rivoluzionario contro il potere e si va a lavorare per il potere stesso, dove non si ha più voglia di andare allo stadio e dove si crede sempre al complotto il calcio giovanile è l’unica arma per ricominciare a credere nel futuro e Napoli ha un bisogno tremendo di credere nel futuro perché di speranza si muore, ma sognare non costa nulla.

A CURA WILLIAM SCUOTTO

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