ESCLUSIVA – PeppOh, il soul man di Secondigliano citato dal Barcellona: ”All’inizio pensavo che fosse uno scherzo…”

"Ciruzzo Mertens ha un bel groove, è a metà tra il soul e il funk"

In un pomeriggio qualunque di fine febbraio, tra la psicosi per il Coronavirus e bufale sulle scope che restano da sole in piedi solo per un giorno, incontro il cantante PeppOh (CLICCA QUI PER IL SUO PROFILO INSTAGRAM) per la parlare della sua reazione quando il Barcellona ha pubblicato una storia con in sottofondo la sua canzone ”Chesta nott”’. Ecco la storia del Barcellona:

Ci incontriamo in un bar di Secondigliano, zona d’origine d’entrambi, e c’è subito una certa sintonia forse perché siamo ragazzi nati a bordi di periferia, come cantava Ramazzotti,  in una solitudine dove il tramonto non ti avvolge, ma lo devi cercare, o forse perché siamo due ragazzi con tanta voglia di dire la nostra al mondo intero. Arrivo, ci salutiamo, ci prendiamo, ovviamente, un bel caffè ed inizio con le domande:

Cosa hai pensato quando hai visto la storia su Instagram del Barcellona con la tua canzone ”Chesta Nott”? C’è stata un’impennata sulle visualizzazioni della canzone su Youtube?

”E’ stata una delle emozioni più profonde della mia vita. E’ stato tutto inaspettato, non c’è stato nessun lavoro di uffici stampa ed etichette perché mi sto occupando da solo della questione ”Area Nord Ammò”. Ho iniziato a pensare come hanno trovato la canzone? Forse hanno tradotto dallo spagnolo al napoletano questa notte e hanno cercato su Youtube. La  loro storia su Instagram è davvero bella e hanno centrato proprio il tema della canzone che è stata creata insieme a J-Bone. C’è stato un aumento considerevole delle visualizzazioni su Youtube (CLICCA QUI PER GUARDARE IL VIDEO ORIGINALE DELLA CANZONE). Tutto parte da due amici che si vedono la notte e fanno musica”.

Cosa stavi facendo quando hai appreso la notizia?

”Stavo davanti al pc con il cellulare in modalità silenziosa e in carica, poi sentivo vibrazione continue, leggevo i direct su Instagram e pensavo che fosse tutto uno scherzo, sono andato a vedere, chiedo scusa al Barcellona perchè non lo seguivo ma poi sono diventato follower (ride, ndr), e ho visualizzato le storie e allora ho pensato: ”Cazz, allor è over’!!’ e ho incominciato ad urlare. E’ stata una vittoria delle cose fatte in maniera seria. Chesta nott’ è un pezzo di cinque anni fa e tutto questo ciò significa che continua a camminare da solo e ad avere una vita propria. E’ una canzone per tutti in cui si rispecchiano tante persone. Il Barcellona ha capito il senso della canzone e quindi vittoria doppia”.

Come e quando hai iniziato a fare il cantante?

”Ho cominciato nel 2012 facendo i primi freestyle e poi con certi amici ho tirato su la G.A.S. Family e ognuno di noi sta trovando il proprio posto nel mondo. Questi inizi sono stati magici perché sapevamo dove volevamo arrivare e piano piano ci stiamo riuscendo”.

Quando hai capito che stavi ricevendo un feedback importante?

”Dal singolo Vuless vulà (CLICCA QUI), poi con la collaborazione con i Fuossera (CLICCA QUI) . Ho cominciato a pensare che potevo ottenere un feedback importante perché persone di quel calibro mi tenevano in forte considerazione”.

Sei stato al concerto in onore dell’abbattimento della Vela verde, che emozioni hai provato? E’ più difficile sfondare per un ragazzo che proviene dalla periferia?

”Il rap è la poesia in ritmo, rap vuol dire questo e tutti possono farlo. Certo, chi viene dalla strada ha più cose da dire ma non voglio ghettizzare nessuno, altrimenti farei lo stesso errore di chi lo fa con me. Quando parlo di periferia, non parlo solo di Secondigliano o dell’area nord, che è uno stato mentale, ma di tutti quei posti che vengono denigrati ogni giorno. Concerto nelle vele? L’emozione è stata tanta, ma non per il concerto in quanto tale, ma per il concetto del cantare per non sentirsi soli. La magia è stata vedere tutte quelle persone affamate di  cose belle. La meraviglia di posti come Scampia è la fame di cose belle. Noi della periferia siamo condannati perché siamo tutti perennemente giudicati. La missione di quel concerto era farsi sentire. Abbattimento della vela? E’ stato giusto farlo, ma quella gente non va abbandonata perché la rinascita parte dalla mente e non dal palazzo. Bisogna costruire un qualcosa in cui le persone sviluppino attività positive. La gente è stanca di vivere nel degrado o di essere associata solo al degrado stesso”.

Che ne pensi del fenomeno Liberato e la sua associazione al Napoli e all’essere tifoso del NapolI?

”L’ultima canzone è proprio la colonna sonora del film Ultras e quindi l’accoppiata al Napoli è dovuta. Il calcio è stato un mezzo per arrivare più velocemente alle persone. Il progetto Liberato è enorme e c’è un duro lavoro dietro dove tutto è curato al dettaglio. Napoli è sulla bocca di tutti, vedi il progetto ‘Liberato’ e il telefilm ‘L’amica geniale’.

E’ passata la notte per la squadra del Napoli? Cosa pensi della gara con il Barcellona? Nella partita di ritorno serve un miracolo?

”Non è ancora passata, ma sta finendo. E’ cambiata un po’ la mentalità, i ragazzi stanno mettendo un po’ di gamba in più e si vede. Barcellona? C’è un po’ di rammarico, loro hanno realizzato il goal sull’unica azione pericolosa del match e forse c’era anche un fallo su Insigne. Il ritorno? Non è scontato, con l’1-1 te la vai a giocare. Lì sarà un’altra cosa, ma un goal lo possiamo fare”.

Il Napoli deve continuare a rifondare? Vorresti la conferma di Gattuso?

”Bisogna far rimanere chi crede ancora nel progetto. A Napoli si era creata un’isola felice e dall’autogol di Koulibaly a Torino la squadra si è persa completamente. Gattuso è l’uomo giusto al momento giusto. E’ terrone come noi, nel bene e nel male ci mette sempre la faccia. Al Napoli servirebbe un dirigente come Nedved nella Juve e in questo vedrei molto bene Hamsik”.

Chi è il calciatore del Napoli che ha il groove più interessante? Insigne paga l’essere napoletano?

”Ciruzzo Mertens ha un bel groove, è a metà tra il soul e il funk: funky per come si muove in campo e soul perché realizza goal poetici. Demme ha fatto il cambio del groove del Napoli,  ha cambiato la musica della squadra e poi si chiama Diego. Insigne? Paga molto l’essere napoletano, ma si prende sempre le sue responsabilità nel bene e nel male e apprezzo tanto questa cosa. È stato criticato perché non ha passato la palla a Milik contro il Barcellona, ma io penso che sarebbe caduto il San Paolo se avesse fatto goal. Stiamo parlando di un ragazzo della periferia di Napoli che da capitano ti ha portato, insieme a tutta la squadra, a giocartela contro il Barcellona”.

Per concludere, quali sono i tuoi progetti futuri?

”C’è il nuovo album che dovrebbe uscire questa primavera. Stiamo ultimando le ultime cose in studio. E’ il mio terzo disco ufficiale ed è interamente prodotto da Dj Cioppi per conto di ”Area Nord Ammò” (CLICCA QUI PER IL SITO) che è la nostra realtà indipendente che stiamo creando. Contiamo anche di far uscire qualche singolo con la mia band, la babe band. Usciranno altre produzioni di Dj Cioppi perché sta curando anche le canzoni di una nostra promessa: Malaf3de. Malaf3de ha il fuoco addosso: scrive, canta e registra. Lei ci ha sorpreso perché è piena di idee e sarà presente anche nel mio disco. Altre collaborazioni? Ci sarà Zulù, poi c’è un altro featuring che già é stato annunciato sui miei canali social, specialmente su Instagram, ed é un nome importante, sia a Napoli che in Italia, che ha già partecipato al Festival di Sanremo. A breve termine, parteciperò a Musicultura che si terrà a Macerata e lì ci sarà bisogno di tutti voi, preparatevi e tenetevi pronti”.

DI WILLIAM SCUOTTO

Ph. Federico Sfera

 

Tufano

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