Raspadori : “Napoli è stata la mia prima scelta, è il posto migliore per crescere”

Da oggi, mercoledì 11 gennaio, arriva in esclusiva in app “L’azzurro addosso”, intervista speciale con protagonista Giacomo Raspadori, attaccante del Napoli e della nazionale italiana, con cui si è laureato campione d’Europa nel 2021.

 

L’ambizione e la determinazione, il senso di responsabilità a indossare la maglia azzurra, la sua crescita sotto l’egida dei suoi allenatori, da De Zerbi a Spalletti, che ne apprezzano l’aspetto tattico e tecnico: “Jack” Raspadori racconta la scelta che lo ha portato dall’Emilia Romagna al Napoli, tra il tifo intenso e l’emozione di scendere in campo con il numero 81, ricordando i valori familiari e il doppio binario della sua vita tra calcio e studio.

 

“DAZN Heroes“L’azzurro addosso” anticipa l’attesissimo match tra Napoli e Juventus di venerdì 13 gennaio, trasmesso in esclusiva da DAZN alle 20:45, con telecronaca di Pierluigi Pardo e Massimo Ambrosini.

 

Di seguito alcune delle dichiarazioni rilasciate nell’intervista esclusiva che sarà disponibile su DAZN

 

Sulla scelta di andare al Napoli: “Napoli è la mia prima scelta perché comunque ho sentito un forte interesse da parte della società, del direttore e del mister con cui ho parlato. È stato un cambiamento importante ma sentivo che era il momento giusto di essere ambizioso, di provare ad alzare l’asticella”.

 

“È stata una scelta che ho preso veramente in un attimo. Per un giocatore con le mie caratteristiche penso che il Napoli – per il calcio che sta esprimendo negli ultimi anni – sia il posto migliore dove potersi esprimere e costruire, dover poter crescere e imparare nuove cose”.

 

Sulle sue prime maglie: “Le prime due dei primi goal, quindi quelle in Champions, sono le due magliette che sto custodendo con grande cura. Sono ancora sporche da campo: quelle non si lavano”.

 

Sugli insegnamenti che ha tratto dal suo percorso calcistico: “Il bello dello sport è che ti dà la possibilità di conoscere tante persone, come sempre ho cercato di prendere qualcosa da ognuno, qualche insegnamento che sia calcistico o che sia umano. Tutti mi hanno lasciato qualcosa, io ho cercato di lasciare qualcosa di mio a loro, è stato uno scambio reciproco e sono persone che ringrazierò sempre perché hanno segnato il mio modo di essere”.

 

Su De Zerbi: “Il Mister De Zerbi è stato il primo allenatore che ho avuto nel mondo calcistico dei grandi.  Mi ha fatto sentire un calciatore per la prima volta, perché ho passato anche quasi due anni in cui non ho giocato tanto, mi ha sempre fatto sentire parte integrante del gruppo, mi ha sempre dato tanti insegnamenti per far sì che, avuta l’occasione di scendere in campo, riuscissi a esprimermi all’altezza del livello della squadra”.

 

Su Spalletti: “Ora con Mister Spalletti sto cercando di migliorare insieme a lui tutti quei dettagli che possono essere un valore aggiunto in funzione della squadra, che possono dare anche modo a me, come singolo, di potermi esprimere”.

 

Sulla sua opportunità in nazionale: “Il Mister Mancini mi ha concesso una grande occasione pur avendo poche partite in Serie A, quella di entrare a far parte del gruppo della nazionale che alla prima convocazione è arrivato a vincere l’Europeo. È stata un’emozione fortissima. Non smetterò mai di ringraziarlo”.

 

Sul futuro della nazionale: “Ho avuto la fortuna di conoscere giocatori e grandi campioni, più grandi di me, come Giorgio Chiellini che adesso ha lasciato la nazionale, ma ce ne sono tanti, Bonucci, Florenzi, anche veterani giovani ad esempio Donnarumma o Barella, e tocca a noi andare a ricostruire, cercare di portare l’Italia dove merita di stare. I talenti ci sono, l’entusiasmo c’è, la voglia di esprimersi al migliore dei modi c’è. Basta avere l’entusiasmo giusto, la voglia di crederci e di essere ambiziosi: si possono fare grandi cose”.

 

12:12 La pagella di Raspadori

Tiro col destro e sinistro: 8

Colpo di testa: 5

Dribbling: 7

Senza palla: 9

Fase difensiva: 8

Punizioni: 6

Rigori: 8

Condotta: 10

 

“Il voto personale non importa, è quello della squadra che importa”

 

Cosa “ruberebbe” ai compagni di squadra: “Osimhen: il colpo di testa. Simeone: il movimento in area. Politano: il tiro a giro. Kvaratskhelia e Lozano: l’1 vs 1”.

 

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