Da Nicolao a Guardiglio, gli scugnizzi di casa Napoli

Da Nicolao a Guardiglio, gli scugnizzi di casa Napoli

Tanti Napoli, tante colonne sonore? No, niente affatto, sempre la stessa. Perché qui funziona tutto, sempre meglio, e tutto sembra andare per il giusto verso. D’altronde, chi semina con tutti i crismi, è facile che faccia un gran raccolto. Il Napoli (che nella fattispecie sta per club, con tutti i suoi settori) non ha seminato bene, ma benissimo. Già dallo “sparo” d’inizio, quello post-fallimentare. Immediatamente, e partendo con i “semi” adatti, anche se la neonata società difettava di esperienza e, sostanzialmente, di materie prime (leggasi strutture).

L’EXPLOIT E quindi, se la stoffa migliora sempre più nella qualità, di pari passo anche le cuciture acquisiscono maggior tenuta. Insomma il Napoli, in tutte le sue manifestazioni, cresce in maniera esponenziale ed omogenea. Dai risultati sui campi, al brand, agli stessi bilanci, per finire al settore giovanile. Che è senza dubbio, e deve essere, la principale finestra sul futuro. Ma che, tenuto conto della storia più fresca, è anche un sorprendente e gratificante presente. 

E’ PRIMAVERA – Ma non ancora da un punto di vista meteorologico. Nel senso che, ora, è anche il momento della Primavera, oltre a quello di una prima squadra sempre più convincente. Sarà questione di contagio, sarà l’evoluzione della specie, sarà che si è acquisita via via una mentalità molto più internazionale. Visto che il salto di qualità, molti fra i club più celebrati, lo hanno fatto curando in maniera particolare i vivai. Cosa che s’è riproposto di fare anche il Napoli, e De Laurentiis non ne ha mai fatto mistero. Tutt’altro: ha predicato a più riprese il culto del “pollice verde” , s’è soffermato spesso sull’importanza della “cantera” , lanciando anche input a mitraglia per uno svecchiamento della prima squadra. 
LA SFIDA  Detto e fatto (molto presto), perché la Primavera va che è una bellezza, e ora ci sarà un doppio confronto per la Coppa Italia di categoria, fra gli azzurri e la Juve. A riecheggiare quelli delle squadre maggiori, quelli così sentiti, quelli che tengono tutti sulla corda per mesi. Gli azzurrini di Saurini hanno liquidato la Roma e ora se la dovranno vedere coi giovani della Vecchia Signora. In una doppia sfida proprio allo scoccare della primavera (quella dell’equinozio stavolta). Una bella portata, di quelle da leccarsi i baffi, di quelle che non lasceranno indifferenti i tifosi azzurri. E ancora: la Primavera dopo la 16esima giornata, guida pure la classifica del campionato (girone C). E’ una squadra che gioca un ottimo calcio, equilibrata, compatta e con talenti di spessore e sicuro avvenire. Farà strada. 
SANTORO  Perché lui? Perché da lui si è partiti, con poche “fiches” ma tantissime idee e competenza da vendere. Tanto che, il “veggente” Giuseppe, è stato reclamato in prima squadra come team-manager dopo quel pionieristico inizio indirizzato alla valorizzazione dei giovani. E se operi bene te li ritrovi, ancora in casa, campioncini già (quasi) fatti. Come i fratelli Insigne, col Palermo in tandem nei minuti finali. Che emozione per Santoro, il talent-scout che li scoprì (e li volle, insieme a tanti altri) su quei campetti di periferia che a volte nascondono sogni da rendere bellissime realtà. Ma ci vuole l’occhio giusto, mica cosa da tutti. 
A MACCHIA D’OLIO – Napoli mai stato così su a livello di giovanili, se poi i vari Insigne (Roberto dopo Lorenzo), Fornito, Allegra e Nicolao (si parla dei ’94) sono entrati nel giro delle nazionali di competenza, facendone parte più o meno in pianta stabile. Se anche i ’96, come Palmiero, Tutino, Romano e Guardiglio, hanno vestito l’azzurro con Zoratto. E se poi, dalle società di B e C, che già possono contare su giovani del vivaio di comprovato valore come i Ciano, i Maiello, ed anche De Vena, Guerra, Sepe e Donnarumma, tanto per fare dei nomi, si continua a bussare insistentemente alla porta azzurra per accaparrarsi i suoi talenti in erba. Richieste e liste in continua espansione per un made in Naples che piace sempre di più.
Fonte: Corriere dello Sport
La Redazione
A.S.

 

 


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