“Pioggia sopra, Marekiaro sotto”

rubrica "calcio in rosa" - L'eleganza slovacca proietta gli azzurri nell' Europa senza 'preliminare'

Piove a dirotto dal mattino, e la pioggia sembra decisa a non voler dar tregua, ma nonostante il grigiore del cielo Fuorigrotta è variopinta ed alla consueta festa di colori bianco-azzurri oggi vige anche quello dei fratelli grifoni, il rosso-blu genoano.

A ridosso dallo stadio aree piene di tifosi genovesi e napoletani che insieme discutono amichevolmente sul campionato, tanti complimenti per noi sostenitori partenopei, e tra un caffè e pizze si pronostica sulla serata.
Stasera le luci sono tutte puntate sulla formazione di Mazzarri, il terreno di gioco diventerà un campo di ‘battaglia’, i nostri ragazzi ‘guerrieri’, la posta in gioco: tre punti fondamentali per proseguire un obiettivo,  “L’ ” obiettivo.

In campo, quindi, troveremo una squadra motivata ed incline alla stra-vittoria e, dall’altra parte, un Genoa che gli resta ben poco da dare a questo Campionato ma che, però, son quasi certa, non darà vita facile ai nostri campioni.

 Un Napoli che DEVE vincere, un Genoa che non ‘regala’ nulla.

Le squadre, questa sera, ‘giocheranno a calcio’.

Presenti anche tanti tifosi provenienti da Genova, il gemellaggio c’è e resiste da tantissimi anni oramai, ed anche stasera trova la massima espressione tra gli applausi dei nostri ospiti, nei cori di noi napoletani, ma soprattutto dallo striscione posto in curva B: «Napoli-Genoa gemellaggio culturale e non occasione economico-commerciale».

Entrano i giocatori tra gli sventagliamenti delle bandiere ‘NapoletanGenoane’ e le ovazioni dei presenti.

Il popolo azzurro ha un unico imperativo: VINCERE.

 

In campo per noi De Sanctis, davanti a lui Campagnaro, Cannavaro, Aronica, al centrocampo Pazienza-Gargano, sulle fasce Dossena e Maggio, e ‘lì’ davanti il nostro solito trio delle meraviglie Hamsik-Lavezzi-Cavani.

Per gli ospiti, Ballardini privo di Rossi, Palacio, Milanetto e Dainelli, schiererà dinnanzi ad Eduardo Mesto, Moretti, Kaladze, Criscito, Rafinha, Konko, Kucka, Antonelli, Paloschi, Floro Flores.

Arbitra Gava.

L’erbetta, nonostante la raffica d’acqua battente ed incessante, sembra in buone condizioni.

Si inizia. Avanti tutta Napoli.

 

Batte il Napoli che inizia subito ad attaccare, primo fallo, è su Campagnaro, batte Lavezzi, mischia in area genoana, la difesa avversaria respinge.

Il Napoli comincia il match con smania di far bene, il Genoa contiene le nostre ‘voglie’.

Gli azzurri cambiano spesso gioco, ma devono star attenti agli spazi che concedono ai rosso-blu che di tutta risposta sono molto accorti a non concederne ai napoletani.

Occasioni per entrambe le formazioni, si gioca tutto al centrocampo dove ritroviamo un grande Gargano.

Il Napoli è lì lì per trovare il vantaggio con Pazienza che di testa sfiora la rete, il tutto nato da una punizione battuta dal nostro pocho che si sta rivelando fondamentale, ma questo è ovvio da tempo.

Primi pericoli, prime palpitazioni, e gli incitamenti dagli spalti sono senza sosta.

Questa vittoria urge sacrosantamente !

Termina il primo tempo con un Napoli determinato, volenteroso ed incline a voler sbloccare quanto prima la gara, il tutto è ritardato da un Genoa molto accorto.

Si evidenziano Lavezzi per il Napoli ed il napoletano Mimmo Criscito per il Genoa.

 

Intanto dalle gradinate osserviamo il campo inzuppo e crediamo fortemente in questa vittoria, questo campionato che ci ha abituato a considerare l’inverosimile, a contare sull’impossibile, su i nostri uomini, sulle nostre forze, e sulla nostra passione infinita, non può lasciarci sul più bello con l’amaro in bocca facendoci ‘scoppiare in faccia’ una bolla di speranza, non per una tifoseria, ma un intero popolo che ritrova in questo sport la sua più grande rivincita.

 

Si ritorna sul campo di battaglia ed a battere sarà il Genoa.

Il Napoli attacca sulla corsia di sinistra, fascia dov’è ‘regna’ un grande Dossena, non credo che attualmente, in giro, ci sia gente capace di calciare cross al suo stesso livello. Sta disputando una gara fantastica.

 

Iniziano a concludersi azioni per il Napoli, ma di fronte troviamo un Eduardo eccelso, non eravamo abituati a vederlo così, siamo meravigliati, eppur non dovremmo esserlo dal momento che è risaputo che al San Paolo ‘resuscitano i morti’, ma per i ‘realisti’ gli avvenimenti potrebbero trovare definizione in un semplice concetto: il Napoli è considerata una grande, e come tale, riesce ad innescare un processo quasi miracoloso in coloro che se la ritrovano dinnanzi, sono stimolati ed esortati a fare il massimo dall’azzurro partenopeo.

 

Alla mezz’ora del secondo tempo il Napoli è sempre più bramoso.

Al 37’ goooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooal !!!

Segna per noi… HAMSIK !!!! Cross di Aronica per Cavani che di testa per Hamsik che stoppa di petto e con un tiro rasoterra sorprende il portiere portoghese che fin troppo si era superato in quest’incontro, e lo slovacco sbalordisce tutti, compreso il finora impeccabile Criscito. La ‘stella superlativa ( per tutto il match ) genoana dell’out sinistro’ viene spenta e beffata dai ‘riflessi’ del nostro ‘Marekiaro’ Hamsik che manda i tifosi in un sempre più smisurato impeto di gioia.

 

Dopo poco Mazzarri effettua il secondo cambio ( in precedenza Yebda per Pazienza ) Mascara per Hamsik che esce tra il boato e gli applausi di un intero San Paolo. Che eleganza di esecuzione del gol, che campione.

Subito pericoloso Mascara, e da lì il Napoli decide di tenere il possesso palla,.

Siamo al 42’ , ma il Genoa non rinuncia all’attacco.

Quattro sono i minuti di recupero.

Al 48’ ultima azione per il Genoa con l’altro napoletano Floro Flores che di testa manda la palla di poco fuori.

Ultima sostituzione per il Napoli, dentro Santacroce, fuori Campagnaro.

Finisce così, sotto un cielo diluviale, Napoli 1, Genoa 0. Decide tutto lo slovacco, ma il merito di una vittoria conseguita va a tutta la squadra, con un pocho grandioso a cui, a mio avviso, è mancato solo il gol, è stato il migliore in campo,quando lui c’è gira tutto, è il nostro perno. Lodevoli anche le prestazioni di Cannavaro, Aronica , il cross da cui parte l’azione per il gol vittoria, ricompensa alla grande qualche piccolissima pecca. Un Cavani che eredita qualche accenno di ormai passato egoismo da Lavezzi, in un paio di occasioni, el matador, non dimostra la generosità di cui ci aveva abituati ad assistere, ma dopo l’assist decisivo per Hamisk, i ‘nei’, sono stati cancellati all’istante. Un BENTORNATO al nostro ‘Uragano’ Gargano che ritorna l’instancabile ‘folletto recupera tutto’ di una volta, sul finale perde un po’ di lucidità, ma glielo consentiamo.

 

Dopo un primo tempo titubante dal punto di visto della speranza, assistiamo ad un secondo tempo da ‘Fort Apache’ , dove il Napoli attacca a più non posso, piccoli brividi sulla schiena solo sul finale, ma… siamo abituati, abbiamo la ‘pelle dura’.

 

Ora si attendono i risultati dei posticipi per iniziare a ‘calcolare un po’ di cose’, fare un po’ di conti non guasta.

 

 

Mentre gran parte dei cittadini napoletani festeggiano l’azzurro, un’altra parte assiste al ‘non-miracolo’ di San Gennaro, avvenimento famoso.

 Il ‘sangue’ non si è sciolto, San Gennaro non avrà fatto la grazia … ma tanta acqua benedetta su Napoli ci propizia sempre di più nell’Europa ‘che interessa a noi’.

“San Genna’ o’ sangue s’è scioglie ‘e 22 Maggio” !

 

Avanti Napoli !!!!

 

 

A cura di Maria Merone

 

Tufano
Vesux
Pizzalo Pozzuoli

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