Sormani (all.Napoli Primavera): “Abbiamo una squadra molto giovane. Del Palermo ammiro molto …”

Il tecnico del Napoli Primavera ai microfoni del portale Mediagol

La Primavera del Palermo tornerà in campo domani per l’ottava giornata di ritorno del Girone C del campionato di categoria. Al “C.u.s.” di via Altofonte i baby rosanero ospiteranno il Napoli. In esclusiva ai microfoni di Mediagol.it, il tecnico dei partenopei Dodo Sormani ha ricordato la sfida dell’andata vinta in Campania dai rosa per 1-0, spiegando quanto è cresciuta la sua squadra quattro mesi dopo.

Ricordo il Palermo come una squadra molto fisica. Fatta da giocatori di buona qualità in più ruoli, di una certa età perché in squadra ci sono parecchi classe ’93, impostata per fare un campionato importante. Ricordo una partita, sinceramente parlando, non bella sotto il profilo del gioco da parte di entrambe. Condizionata molto dall’espulsione di Fornito che, in qualche maniera, ha cambiato la seconda parte della gara. Anche il gol di Bollino ha deciso l’andamento di quella gara – ha spiegato mister Sormani – Quanto è cambiato il Napoli rispetto alla gara di andata? Abbiamo mantenuto la politica dei giovani. La nostra rimane una delle squadre più giovani in assoluto. Quando la Nazionale non ce lo porta via, abbiamo un giocatore classe ’96 che gioca fisso titolare in Primavera, ed è una delle rare eccezioni del calcio italiano, e si tratta di Tutino. Manteniamo una rosa molto giovane, con circa nove undicesimi classe ’94. La squadra rimane estremamente giovane. Abbiamo lavorato molto, secondo me alla fine il lavoro ti permette di crescere e migliorarti, soprattutto sotto il profilo della continuità. Questo ha permesso di ottenere diversi risultati nel girone di ritorno. Sono convinto però che, sul piano del gioco, abbiamo sempre disputato un buon calcio anche nelle gare di andata. A prescindere dal fatto di poterla perdere o non vincerla la partita, i miei ragazzi scendono in campo sempre con la volontà di fare gioco, guardare poco l’avversario e di pensare solo a far la partita.”

Flop del Viareggio? 

“Secondo me questa è una competizione che fa un po’ storia a sé, perché dipende molto dal girone nel quale uno viene collocato. C’è molto dislivello nei vari gironi, bisognava forse avere un pizzico di fortuna nel trovare un gruppo meno competitivo. Parlo anche per esperienza diretta, noi ad esempio abbiamo trovato una rappresentativa di Serie D formata tutta da giocatori del ‘92 e alcuni del ‘91. Per non parlare del Brugge, con alcuni giocatori che già avevano debuttato in prima squadra, ed il Varese, vice campione d’Italia, che ha una rosa importante con diversi stranieri . Per questo dico che spesso dipende anche da chi ti trovi contro. Se anche una squadra come il Milan è andata fuori al primo turno, non è che si possa poi imputare chissà cosa al Palermo, che è finito nello stesso girone con la Lazio. Effettivamente il nostro percorso è stato molto simile a quello del Palermo. Noi abbiamo disputato ottimamente la prima partita, ed a mio avviso potevamo anche stravincerla. Invece siamo stati capaci di perderla, come i rosanero. E perdendo la prima gara, per come è strutturato il Torneo di Viareggio che fa un po’ storia a sé, poi si complica tutto terribilmente. E’ una Coppa talmente diversa dal campionato che dimostrare il proprio valore è davvero difficile.”

Giocatori interessanti del Palermo Primavera?

“Ammiro molto Bollino. Anche lui si è espresso molto bene in quella occasione, a Napoli fece davvero una gran partita e so bene che si è poi confermato su ottimi livelli durante tutto il campionato. Bollino è un giocatore dalle caratteristiche precise, anche molto ficcante, che sa inserirsi bene e può creare non pochi problemi alle difese avversarie. Uno che fa tanti gol così, è chiaro che diventa determinante. I numeri dicono che merita la Nazionale? Devono essere i vari tecnici del gruppo azzurro a stabilire se merita la convocazione. Ma è chiaro che guardando i numeri la merita sicuramente. Io penso sia nelle condizione di raggiungere la convocazione molto presto

Paragone tra Bollino e Insigne?

Io cerco sempre di parlare poco dei singoli, prima di tutto perché viviamo in un ambiente particolare dove si fa fatica a mantenere gli equilibri, per tutta una serie di ragioni. La città è spettacolare, ma sotto questo punto di vista rappresenta delle grandi insidie. Non mi piace parlarne, preferisco non parlare di Insigne prima di tutto perché è un giocatore secondo me che ancora deve dimostrare tutto. Credo che sia un giocatore dai grandi mezzi ma che debba sicuramente maturare nella personalità e nell’approccio alle gare. Quando fanno un paragone con il fratello io chiudo subito la bocca a tutti quanti perché lui si chiama Roberto e non Lorenzo e per questo deve fare un percorso suo. Io sono cresciuto con mio padre sulle spalle e la cosa mi ha dato parecchio fastidio. La gente deve capire che si tratta di un’altra persona, pur avendo delle grandissime qualità. Io non so se potrà fare meglio del fratello o peggio, ma dipende da lui, ed è giusto che trovi un suo equilibrio. Per me Insigne è uno che sta lavorando per diventare un giocatore. Quanto al paragone con Bollino posso solo dire che Insigne per noi non ha fatto nulla, mentre il palermitano ha già fatto oltre 10 gol e pure tanti assist. Io posso assicurare che Roberto è un gran bel giocatore, però lo deve dimostrare. In questo momento ai numeri vince il palermitano!

 

Fonte: Mediagol.it

La Redazione

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