Identikit di … Daniel Welbeck del Manchester United

Manchester è una delle città più importanti e vivaci dell’Inghilterra. Negli ultimi anni (particolarmente nell’ultimo decennio) ha apportato un profondo processo di metamorfosi, lasciando alle spalle quella che era la vecchia immagine della grigia città industriale con le strade in pietra. Oggi, si impone come uno dei più importanti centri -dopo Londra- con le sue rilevanti tradizioni. Chissà quante volte avrà visitato Albert Square o Exchange Square e percorso la sempre affollata Deansgate il giocatore di cui oggi la nostra rubrica analizzerà le caratteristiche: Danny Welbeck.

Daniel, soprannominato “Danny”, Welbeck è un ragazzo di evidenti origini ghanesi, nato a Manchester il 26 novembre 1990, che milita nello United. Sin dall’infanzia entra a far parte del settore giovanile dei Red Devils. Lavora duramente mettendosi in mostra nelle varie categorie giovanili e, col passar del tempo, le scala tutte fino a realizzare il sogno della sua vita, ovvero entrare a far parte della prima squadra. Infatti, nella stagione 2008/09, svolge la preparazione estiva con la prima squadra, provando l’emozione di allenarsi al fianco di compagni del calibro di Cristiano Ronaldo e Carlitos Tevez, oltre ad altri giocatori che ancora oggi rappresentano i perni fondamentali sui quali gravita la squadra. Il suo debutto arriva il 23 settembre 2008 nel match valido per la Coppa di Lega disputato fra le mure amiche contro il Middlesbrough, vinto per 3-1. Anche se il giovane attaccante, allora diciottenne, non segna, disputa tutta la partita convincendo la tifoseria e tutto l’ambiente delle sue doti atletiche. Se quest’ultimo momento può sembrare memorabile, lo è ancor di più il suo debutto in Premier League, sempre all’Old Trafford contro lo Stoke City, il 15 novembre 2008. Al momento del suo ingresso in campo al 63’, rilevando Park Ji-Sung, il match già era in discesa per i padroni di casa (forti del 3-0). L’ istante clou arriva all’84’, quando sigla la quarte rete del 5-0 finale dopo aver scambiato con l’angolano Manucho e scagliando verso la porta difesa da Sorensen un potente destro che si va ad infilare sotto il sette.




Il pubblico dell’Old Trafford è incredulo dinanzi all’incredibile gesto tecnico del giovane di colore, ma al tempo stesso capisce di trovarsi davanti ad un patrimonio del proprio settore giovanile da coltivare preziosamente.  Nonostante quest’inizio scoppiettante, Sir Alex Ferguson decide di farlo maturare lontano dall’Old Trafford nella stagione seguente. Il bilancio della sua prima stagione da professionista è di tre presenze con i Red Devils in Premier League con 1 rete realizzata, 5 in Fa Cup con 2 gol fatti  e 5 presenze in Coppa di Lega (in totale 13 presenze con 3 reti), vincendo il diciottesimo titolo della storia dello United, la Coppa di Lega e vivendo l’emozione di ritrovarsi nella rosa di una delle due finaliste della Champions League di quell’anno (vinta poi a Roma dal Barcellona).

  


La stagione successiva, 2009/10, Sir Alex Ferguson decide di fargli continuare l’esperienza nel club. Dopo metà stagione il centravanti effettua 5 presenze in Premier, 3 in Coppa di Lega con 2 reti siglate. Prova l’emozione di debuttare in Champions League nella sconfitta interna di misura contro i turchi del Besiktas il 25 novembre 2009 (giocando in tandem con Chicco Macheda) e l’8 dicembre dello stesso anno nella vittoria per 3-1 fuori casa contro il Wolfsburg. Il ragazzo scalpita perché vorrebbe ancora più spazio per potersi metter in evidenza. Così,  nella finestra di mercato invernale, viene ceduto al Preston con la formula del prestito fino al termine della stagione. Con i “Lilywhites” ottiene la salvezza giocando 8 partite siglando due reti in Championship.

  


Ma la stagione della consacrazione per Danny è quella precedente, 2010/11, dove approda, sempre con la formula del prestito, al Sunderland allenato da Steve Bruce. Con i Black Cats diventa uno dei punti fondamentali del formazione titolare, formando con Darren Bent e Gyan Asamoah (proveniente dall’Udinese) un reparto offensivo di tutto rispetto. Il suo debutto con la maglia rosso-bianca avviene il 14 agosto 2010 nel pareggio per 2-2 contro Birmingham City, mentre il suo primo gol lo realizza il 14 novembre 2010 nell’esaltante vittoria allo Stamford Bridge contro il Chelsea per 3-0. Dinanzi al pubblico dello Stadium of Light, Danny mette in mostra tutte le sue qualità, fornendo grandi prestazioni. Al termine della stagione il bilancio è molto positivo: effettua 26 presenze siglando 6 reti in Premier, terminando al decimo posto a quota 47 punti in classifica. 

  


Al termine di questa stagione ritorna al Manchester United dimostrando subito la sua voglia di riscatto. Il 7 agosto 2011 viene gettato nella mischia da Alex Ferguson, giocando al fianco di Wayne Rooney nel derby di Community Shield contro i cugini del City. La vittoria da cardiopalma -arrivata al 93’, grazie ad una rete di Nani, sancisce il risultato di 3-2 finale e la consegna del primo trofeo ai Red Devils. Il primo gol arriva il 28 agosto scorso nella roboante vittoria casalinga per 8-2 contro l’Arsenal. La sua migliore partita con lo United, fino a questo momento, è sicuramente quella di Champions League, disputata il 27 settembre all’Old Trafford contro il Basilea. In quell’occasione il giovane attaccante dimostra di avere un grande fiuto del gol, siglando una doppietta degna del miglior centravanti opportunista.




Ad oggi, il centravanti di colore ha effettuato 13 gettoni di presenze in Premier League con 4 reti segnate, una presenza in Coppa di Lega ed infine una presenza in FA nella decisiva vittoria dello scorso 8 gennaio all’Ethiad Stadium contro i cugini del City per 3-2. Lascia la sua firma siglando la seconda rete con la sua pregevole girata volante, dando la vera svolta alla partita (anche se nel finale di primo tempo sfiora il clamoroso 0-4!).

  


 (minuto 1:14 del video sottostante)




Danny entra a far parte del giro della Nazionale inglese fin dalla selezione Under 17 (6 presenze e 3 reti), Under 18 (2 presente e 2 reti), Under 19 (10 presenze e 2 reti). Ma è con l’Under 21 che si mette particolarmente in mostra, effettuando 14 presenze con 5 reti siglate e siglando la sua prima doppietta nella gara valevole per le qualificazioni dell’Europeo del 2011. Nella selezione Under 21 -allenata da Stuart Pearce- Danny disputa gare valide per le qualificazioni per il Campionato Europeo (disputato l’anno scorso in Spagna), mettendosi in evidenza soprattutto nel match contro la Lituania del 7 settembre 2010, siglando una doppietta. I Young Lions terminano il girone di qualificazione al secondo posto dietro la sorprendente Grecia. Successivamente l’Inghilterra verrà inserita nel girone B della manifestazione. Purtroppo però la competizione termina subito per gli inglesi, in quanto chiudono al terzo posto del girone dietro a Spagna e Repubblica Ceca. Senza alcun dubbio deludente quest’esperienza per i ragazzi di Bruce, il quale poteva usufruire promettenti talenti del calibro di Cleverley, Sturridge, Rodwell, Smalling e Jones. Tra tutti questi è Welbeck l’unico a contraddistinguersi per impegno e marcature, in quanto sigla le uniche due reti della sua nazionale nel pareggio 1-1 contro i padroni di casa della Spagna e nella sconfitta per 2-1 contro la Repubblica Ceca.  Destino vuole che la tanto attesa convocazione nella Nazionale maggiore di Fabio Capello arriva il 29 marzo 2011 in un’amichevole contro il Ghana, sua nazione d’origine.  Ma Danny si reputa manciuriano al 100% e non risente della pressione mediatica dovuta alla sua scelta di preferire la Nazionale inglese piuttosto che quella ghanese. Welbeck rileva Young all’81, bagnando il suo debutto nel teatro del calcio, ovvero lo stadio Wembley. La partita termina in pareggio con un gol per entrambe le formazioni. Successivamente, il 7 ottobre 2011, disputa il quarto d’ora finale della partita di qualificazione per Euro 2012 in trasferta contro il Montenegro (terminata 2-2). Inoltre, il 12 novembre 2011 prende parte all’amichevole di lusso disputata al Wembley contro i campioni del mondo della Spagna, vinta per 1-0 con la rete di Frank Lampard, subentrando al 63’ al posto di Darren Bent. Il giovane Welbeck spera di rientrare nella lista dei convocati per l’Europeo di quest’anno,  schierandosi in avanti  con l’amico-compagno di squadra Wayne Rooney, con cui è nato uno straordinario feeling che fa ben sperare, non solo all’intero popolo dello United ma anche all’intera Inghilterra per la conquista di un trofeo che manca ormai da tanto tempo.

  


Welbeck è il classico attaccante di movimento, capace di ricoprire in maniera egregia sia il ruolo di prima che di seconda punta. Dall’alto dei suoi 185 cm per 74 chilogrammi di peso, sa rendersi molto pericoloso grazie alla sua imprevedibilità nelle movenze. L’agilità e la disinvoltura seminano panico nelle difese avversarie, senza mai dare un punto di riferimento al suo diretto marcatore. Sa cavarsela molto bene nel gioco aereo grazie ai suoi dirompenti colpi di testa. E’ dotato di una grande progressione in velocità, dribblando efficacemente l’avversario. Agli ordini di Sir Alex Ferguson il ragazzo ha ampi margini di miglioramento, soprattutto nella fase di non possesso palla (una dei compiti fondamentali che l’allenatore scozzese pretende dai suoi attaccanti). Nutre un grande senso del gol sotto rete, può sicuramente rappresentare il futuro attaccante della nazionale dei tre leoni.


(quando vestiva la maglia del Sunderland)



(rete con la maglia del Preston)



(quando giocava con le giovanili dello United)





Gilberto D’Alessio

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