Analisi Tattica Napoli Calcio

Sassuolo – Napoli, l’analisi tattica: azzurri imprecisi e spesso disattenti in copertura, il Sassuolo pressa bene e sfrutta le ripartenze

Ad inizio ripresa, alcuni errori assurdi di Koulibaly consentono al Sassuolo di impensierire Reina

VERSO LA GARA – Al Mapei Stadium, i i padroni di casa del Sassuolo sfidano il Napoli di Sarri nell’ambito della trentesima giornata del campionato di Serie A: per portarsi momentaneamente al primo posto (in attesa di Juventus-Milan), Maurizio Sarri si affida ai suoi titolarissimi, ma è costretto a lasciare in panchina capitan Hamsik per precauzione – al suo posto giocherà dal 1’ Zielinski, che insieme a Jorginho e Allan andrà a comporre il trio di centrocampo. Al centro della difesa, il tecnico dei partenopei schiera Albiol e Koulibaly, con Hysaj e Mario Rui rispettivamente terzini di destra e sinistra, mentre il trio d’attacco vede come sempre Callejon ed Insigne a supporto di Mertens punta centrale. Nel Sassuolo, Iachini imposta un 3-5-2 con Goldaniga, Acerbi e Peluso al centro della difesa, Mazzitelli, Sensi e Missiroli interni di centrocampo e con Lirola e Rogerio sulle corsie laterali a supporto del tandem offensivo composto da Politano e Berardi (dunque Babacar parte dalla panchina), calciatori che piacevano e piacciono ancora molto alla dirigenza azzurra.

 

LE CHIAVI DEL MATCH – Il Sassuolo si presenta in campo con un 5-3-1-1 che vede Politano nell’inedito ruolo di punta centrale e Berardi più arretrato – quasi a fungere da raccordo col centrocampo; in fase di non possesso, lo stesso Berardi va in pressione su Jorginho per cercare di stroncare sul nascere la manovra azzurra Il costante pressing dei calciatori del Sassuolo sul portatore di palla azzurro inizialmente non intacca la velocità nel palleggio del Napoli, che quando sfrutta il palleggio sembra difficilmente contenibile; col passare dei minuti, però, l’imprecisione dei partenopei – uniti probabilmente ad una discreta dose di nervosismo – consente ai padroni di casa di crescere sempre più in termini di intensità e di proiettarsi pericolosamente in avanti con alcune ripartenze. Al 22’, il Sassuolo si porta in vantaggio (per ironia della sorte) con Politano, che sulla ribattuta di un colpo di testa di Peluso – che finisce sul palo – si fa trovare pronto, depositando così il pallone in rete da posizione ravvicinata. Nel primo tempo, gli azzurri sono parsi piuttosto imprecisi – in fase difensiva, ma anche sotto porta – e il crescente nervosismo, a causa della pressione dei padroni di casa e del successivo goal del vantaggio di Politano, non ha certamente aiutato gli uomini di Sarri; d’altra parte, l’inizio di ripresa degli azzurri in termini di dinamismo e di attenzione difensiva è piuttosto sconfortante, in particolare a causa di alcuni errori assurdi di Koulibaly, che consente al Sassuolo in più di una circostanza di impensierire Reina. Al 65’, Sarri tenta il tutto per tutto per cercare di ravvivare una squadra poco viva e soprattutto in calo in fase offensiva, sostituendo Jorginho con Milik e passando ad un 4-2-3-1 che vede l’attaccante polacco unica punta; successivamente, nel Sassuolo, Iachini sostituisce Berardi, Mazzitelli e Politano rispettivamente con Ragusa, Cassata e Babacar, mentre nel Napoli Hamsik va a rilavare Mertens. A dispetto della prestazione tutt’altro che positiva, il Napoli riesce a siglare il goal del pareggio all’82’ grazie ad un’autorete di Rogerio, che sulla pressione di Callejon spiazza Consigli con un tocco di ginocchio che consente al pallone di entrare in rete. Subito dopo il goal, Sarri spende l’ultimo cambio a sua disposizione, tornando al 4-3-3 ed inserendo Diawara al posto di Allan, mentre nel Sassuolo entra Magnanelli al posto di Sensi. La pressione offensiva del Napoli nel finale – non propriamente veemente, in verità – non consente agli azzurri di ribaltare il risultato: gli uomini di Sarri devono dunque accontentarsi di un punto esterno e sperare che la sfida di questa sera tra Juventus e Milan termini con un risultato quantomeno positivo.

 

A cura di Mariano Menna

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