Il mercato della conservazione fa crescere il Napoli, attenzione agli antipasti della prossima estate

Il mercato della conservazione fa crescere il Napoli, attenzione agli antipasti della prossima estate

Ben venga la delusione dei tifosi quando è costruttiva, dà la sensazione che dal Napoli s’attenda il salto di qualità. La richiesta dei supporters azzurri di qualche rinforzo in più sul mercato è legittima, rivela fiducia nelle potenzialità del club ma poi bisogna fare i conti con la realtà. Giuntoli si è trovato a gestire un equilibrio molto complicato tra parametri finanziari, esigenze tecniche di Sarri che punta sul suo blocco storico, e la volontà dei calciatori condizionata da tanti aspetti.

Ciò che conta è la coerenza e su quest’aspetto al Napoli nessuno può rimproverare nulla. De Laurentiis ha assecondato il patto interno allo spogliatoio con il rinnovo dei contratti di Insigne e Mertens e nelle prossime settimane potrebbe arrivare anche quello di Ghoulam.

Il Napoli ha scelto una strada frutto di un compromesso sereno tra De Laurentiis, Giuntoli e Sarri e l’ha portato avanti fino agli ultimi giorni di mercato, quando ha detto no alla cessione di Reina al Paris Saint Germain.

Le contraddizioni sono esplose sulla questione portieri, dove è emersa una falla relativa alla programmazione. De Laurentiis ad Aprile, durante l’Insigne Day, aveva sfiduciato Reina svelando il profilo anagrafico del suo obiettivo per la porta (il presidente indicò un’età tra i 26 e i 28 anni).

Il Napoli non ha raggiunto quest’obiettivo perché il mercato insegna che è molto complicato tenere un portiere di spessore internazionale e nello spogliatoio come Reina e inserire in organico allo stesso tempo un estremo difensore d’ottimo livello. La storia di Szczesny, finito alla Juventus dove guadagna un ingaggio nettamente più alto rispetto a quello che avrebbe percepito al Napoli, ricorda la complessità della situazione. Si è scelto d’assecondare la volontà di Sarri e dello spogliatoio, conservando Reina che ha manifestato con il saluto dopo Napoli-Atalanta il desiderio d’andare altrove. Il portiere spagnolo ha poi accantonato questo desiderio quando Areola ha rifiutato il prestito alla Real Sociedad e tutte le parti in causa hanno ritenuto impossibile portare avanti l’operazione soprattutto per i tempi.

La “vox populi” dei tifosi indica Maggio e Giaccherini quando deve scegliere gli esempi delle alternative che andrebbero potenziate ma vanno considerati tanti aspetti. Maggio ha il contratto in scadenza nel 2018, una storia al Napoli da rispettare e un patrimonio d’esperienza che può mettere al servizio del gruppo, siamo sicuri che con un giovane rinforzo per il futuro il Napoli nell’immediato sarebbe stato più efficace? Per la prima volta De Laurentiis ha lavorato su una strategia che considerasse anche la breve scadenza, la stagione in corso senza la pianificazione assoluta delle plusvalenze come riferimento prioritario. La conferma di Giaccherini rientra in questa logica, l’ex Juventus si sta mettendo a disposizione delle richieste di Sarri, rappresentando un’alternativa su entrambe le corsie. Siamo sicuri che un giovane talento alla Zinchenko, considerando i tempi d’adattamento all’identità di gioco del Napoli, avrebbe garantito al Napoli un passo in avanti rispetto a Giaccherini?

Non è detto che bisogna fare le rivoluzioni per crescere, si può migliorare anche con la conservazione, soprattutto quando si ha a disposizione una macchina da guerra che funziona a memoria. Ounas, oltre ad essere un giovane dotato di talento, è un’alternativa tattica interessante, sarà utile nelle gare contro le squadre che ergeranno un muro nella propria metà campo, Mario Rui, quando entrerà in condizione, darà un supporto utile in entrambe le fasi conoscendo i principi di gioco di Sarri ma il passo in avanti compiuto dal Napoli non è negli acquisti ma nella crescita delle risorse interne.

Il salto di qualità passa per la maggiore esperienza di Zielinski, Rog, Diawara, il recupero sotto il profilo fisico di Maksimovic e Milik, la piena consapevolezza da centravanti di Mertens, i progressi sotto il profilo della maturità di Insigne, la serenità da top player di Koulibaly. Per la rivoluzione ci sarà tempo, la prossima estate sarà all’insegna del cambiamento e l’antipasto è stato servito da Raiola in questi giorni. Su Sarri e Insigne abbiamo già avvertito il profumo delle tensioni. Non ne sentivamo il bisogno, godiamoci il Napoli della conservazione.

Ciro Troise


Ha conseguito con lode la Laurea Magistrale in “Televisione, Cinema e New Media” presso l’Università IULM di Milano, dopo il percorso triennale di studi concluso con la lode a Napoli al Corso di Laurea “Culture Digitali e delle Comunicazioni” all’Università Federico II. Editorialista de “Il Corriere del Pallone”, è giornalista pubblicista da Gennaio 2010. Lavora nell’Ufficio Comunicazione di Reach Italia Onlus.

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