Gianluca Di Marzio: “Napoli e Palermo potevano prendere Monzon ma…”

È il mercato dei risparmi e dei fiscalisti. Soldi pochi, decidono i revisori dei conti. Come nel caso di Kakà. Che il Milan sperava e pensava di prendere in prestito fino al 2015. Il Real prima ha detto sì e poi ha fatto retromarcia, secondo i suoi esperti avrebbe infatti svalutato un patrimonio di 28 milioni (questo il valore oggi a bilancio del brasiliano), una perdita che sarebbe finita in questo esercizio. L’unica strada percorribile resta quella della cessione a titolo definitivo, con Perez che ha chiesto a Galliani circa 20 milioni: prezzo scontato, che permetterebbe agli spagnoli di fare solo una piccola minusvalenza. Il Milan ha detto no, ma è pronto -negli ultimi giorni- a presentare un’offerta più bassa, forse tra gli 8 e i 10, costringendo così il Real ad una riflessione approfondita: fare un buco di bilancio di circa 18 milioni risparmiandone 40 lordi di ingaggio o trascinarsi il ricchissimo stipendio di Kakà (non convocato nemmeno da Scolari per la Selecao) ormai ignorato da Mourinho. Galliani è pessimista ma sotto sotto ci spera ancora, mentre i margini per arrivare a Balotelli sono ridotti ai minimi termini. Il piano-B è in realtà un piano…D, ovvero Drogba. Che ha mandato una lettera al suo club per liberarsi, minacciando di rivolgersi alla FIFA. Il Milan (di più) e la Lazio stanno seguendo questa strada, la Juve invece non è convinta della validità ed efficacia di questa clausola rescissoria, i suoi avvocati le hanno consigliato di fermarsi e trattare eventualmente con lo Shanghai. Lui, l’ivoriano insoddisfatto, chiede almeno 10 milioni per un anno e mezzo: chi offre di più, lo prende. Per Salamon al Milan, invece, l’accordo col Brescia (2 milioni per la metà) è bello che fatto, eppure non può essere al momento formalizzato perché in Italia le operazioni rossonere (e non solo, di molti club in serie A) devono essere accompagnate da un aumento di capitale. Temi che saranno stati analizzati anche da Moratti, Ghelfi e Branca nel vertice interista, storia delle ultime ore. Dopo la cessione di Sneijder, adesso Stramaccioni si aspetta un esterno (Schelotto, ma è stato anche proposto il brasiliano Jonas) e un centrocampista: Paulinho non è vicino, il suo prezzo è salito ad almeno 20, operazione sempre più difficile. Cercasi alternative, ecco perché è stato proposto al Parma uno scambio Mariga-Valdes. Sarebbe un ritorno per il primo, la grande occasione per il secondo. Che Donadoni non vorrebbe dare, dopo averlo trasformato come perno del suo gioco, esperimento dai risultati evidenti. Parma che può anticipare l’arrivo -già sicuro a giugno- di Battaglia e Mastriani, mentre Radosevic si allontana ormai definitivamente. Il Napoli ha offerto 3 milioni per il giovane e bravo centrocampista croato, l’Hajduk chiede 3,3 e si prepara a incontrare Bigon: la chiusura è vicina nonostante l’inserimento del Marsiglia. Proprio oggi ho scoperto un retroscena inedito su Napoli e Palermo, che avevano impostato nei giorni di Dossena un acquisto in sinergia. Quello di Monzon, esterno sinistro argentino del Lione, che sarebbe dovuto passare da Mazzarri almeno fino a giugno. I due club hanno poi scoperto che a inizio stagione Monzon aveva giocato anche col Nizza, trasferimento quindi impossibile, ammesso poi solo in Brasile (Fluminense) dove a gennaio è cominciata una nuova stagione sportiva. Chi invece conta di venire presto da noi è Belhanda, stella del Montpellier. Passato per Milano e per Appiano Gentile nei mesi scorsi in gran segreto, un feeling mai spento con l’Inter. I suoi agenti hanno riallacciato i contatti dopo la partenza di Sneijder, il giocatore spinge per arrivare subito, costa 12 milioni. Il Fenerbahce ne ha offerti ufficialmente 8, ma il fantasista vorrebbe capire i reali sviluppi italiani prima di firmare in Turchia. L’Inter pero’ preferirebbe rinviare l’assalto all’estate prossima, questione di priorità. E di conti. Nel mercato dei risparmi e dei fiscalisti.

Fonte: Gianluca Di Marzio per Tuttomercatoweb.com
La Redazione
C.T.

Tufano

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