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Napoli, il riscatto passa per l’Europa

Dopo la debacle di Udine c'è già la possibilità di riscattarsi giovedì in Europa League

Capita in tutti i lavori la giornata storta, in quelli a contatto con il pubblico poi assume forme imbarazzanti. Al giornalista può succedere di non trovare le parole per raccontare un evento, ad un attore di non ricordare le parole da dire in scena oppure di balbettare per l’emozione, e si potrebbero fare innumerevoli esempi.

Il Napoli ad Udine è semplicemente imbeccato in una giornata storta, dove non ti va bene niente e tutto assume il contorno della beffa, che arriva oltre al danno della sconfitta. Questo concetto non vuole sollevare gli azzurri da responsabilità, anzi le debacle come quelle di domenica servono per riflettere sui limiti strutturali della squadra, che piombono come macigni in occasione delle prestazioni deludenti e delle sconfitte.  Domenica il Napoli è entrato in campo con il piglio autoritario e l’intenzione di dominare la partita, nei primi quindici minuti ha stazionato nella metà campo avversaria, mettendo in risalto il classico deficit in fase offensiva, dovuto alle difficoltà nel trovare l’ultimo passaggio e soprattutto nel costruirsi gli spazi contro reparti difensivi che si chiudono in maniera compatta con gli esterni che si abbassano e limitano gli inserimenti degli esterni. Guidolin è un validissimo allenatore, l’ha dimostrato in tutte le sue avventure, se fosse più capace nell’arte della comunicazione e delle pubbliche relazioni, avrebbe già avuto qualche chance nei top team della serie A. La costruzione dell’immagine in questa società è fondamentale, soprattutto poi in questo calcio televisivo e patinato.

L’Udinese è sceso in campo con una formazione speculare a quella del Napoli, un 3-4-1-2 studiato per far male agli azzurri. Gli esterni dinamici e bravi soprattutto nel coprire tutto il campo, Isla e Armero, si stringevano molto ed aiutavano i tre difensori, quando gli azzurri erano in fase di possesso, costringendo Maggio e Dossena ad allargarsi e a non poter puntare la porta. Questo schema tattico ha permesso alla compagine friulana di contenere bene il Napoli. In fase offensiva Guidolin ha studiato la difficoltà del Napoli a contrastare gli uomini che si inseriscono tra le linee e non danno punti di riferimento, come Constant in Napoli-Chievo 1-3 e Robinho in Napoli-Milan, ed ha schierato Pinzi dietro Sanchez e Di Natale.

Le partite poi sono condizionate anche dagli episodi e gli azzurri si sono trovati in svantaggio al 15′ sul classico errore della retroguardia, che soffre sempre gli attaccanti veloci.

Due settimane fa fu letale un taglio di Zarate, domenica ci ha pensato Sanchez a bucare il Napoli, anche grazie ad un rigore che in diretta sembrava netto e che invece non c’era.

Dopo il rigore trasformato da Di Natale l’Udinese ha potuto gestire la partita contro gli azzurri che non riuscivano a trovare lo spunto per superare la “linea Maginot” sapientemente messa in campo da Guidolin. Il trio delle meraviglie, se ha gli spazi a disposizione, sa essere devastante, ma soffre terribilmente contro le difese schierate. Gli azzurri, per superare questo handicap, hanno bisogno di un attaccante che dia la possibilità anche di lanciare qualche pallone in mezzo all’area, di allargare il gioco e puntare sui cross, che faccia sentire il peso in area di rigore. A Gennaio torna Lucarelli, ma la forza di volontà del livornese, che ha perso anche cinque chili, non può bastare per stare tranquilli. Il direttore sportivo Bigon nel post-partita ad Udine ha dichiarato: “A Gennaio faremo un paio di operazioni”.

La difesa e l’attacco hanno assolutamente bisogno di rinforzi, che possono aiutare il Napoli a trovare la continuità necessaria per puntare a traguardi importanti. La società deve compiere i necessari investimenti nella sessione invernale del mercato, ma la squadra ha già le occasioni giuste per riscattarsi. Giovedì gli azzurri in Olanda affrontano un impegno fondamentale, infatti, contro l’Utrecht e poi contro lo Steaua Bucarest al San Paolo il 15 Dicembre bisogna guadagnarsi il passaggio del turno. La fantasia di alcune narrazioni metropolitane racconta di un Napoli che mette l’impegno europeo in secondo piano.

Gli azzurri, invece, sentono il peso della responsabilità di fare bene in Europa League. La società ha promesso un premio a Settembre in caso di superamento dei gironi e ha già pregustato gli introiti che arriverebbero in caso di passaggio del turno, tra botteghino, merchandising e diritti televisivi. Nella conferenza stampa in cui è stato presentato, il dg Fassone, anima economica e commerciale del club di De Laurentiis, ha dichiarato: “Dobbiamo assolutamente superare il girone di Europa League”.

L’esborso di Gennaio potrebbe anche cambiare in base al cammino degli azzurri in Europa. Mazzarri si è reso conto che l’organico non prevede le giuste alternative per svolgere tre competizioni ed ha già bussato alle porte della società per avere un centrale mancino, ruolo nel quale può disporre solo di Aronica. Per l’attacco, invece, si potrebbe attendere il responso delle due sfide contro Utrecht e Steaua Bucarest, salvo che non si decida di mandare Dumitru in prestito in serie B e di puntare su qualche attaccante che dia maggiori garanzie nell’immediato.  Il riscatto passa per l’Europa; sono tante le questioni in ballo, che rendono importantissimo l’appuntamento continentale. C’è l’aspetto sociale di una città come Napoli, che può ritrovare una dimensione internazionale anche attraverso il calcio, e quello economico di un club, la cui crescita passa per la permanenza nelle coppe europee. Sognando la qualificazione in Champions League a fine campionato, c’è un cammino in Europa League da continuare.

 

Ciro Troise

 

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