A volte ritornano e fanno male, soprattutto se sono decisivi. Non è la prima volta che un giocatore accostato al Napoli segni proprio alla squadra azzurra. Nel recente passato sono stati diversi i calciatori che potevano vestire la maglia del Napoli e poi quella stessa maglia l’hanno vissuta da rivali risultando alla fine determinanti. Un esempio? Un giovanissimo Matteo Politano che nel 2018, dopo una lunga trattativa a gennaio, segna col suo Sassuolo al Napoli di Sarri che lottava per lo scudetto. Campionato poi perso alle ultime giornate e vinto dalla Juventus di Allegri e Higuain. L’ultimo caso, però, è quello di Dan Ndoye del Bologna. Lo svizzero, anni 24, era stato accostato a lungo al club di De Laurentiis, anche se per i siti scommesse il vero favorito era sempre stato Alejandro Garnacho del Manchester United. Era lui il preferito di Conte e il gioiellino su cui puntare. Lo aveva confermato anche il ds Manna in conferenza a fine mercato. Costava troppo e non se n’è fatto nulla. Per ora. Eppure, nei giorni dell’argentino o di Adeyemi del Borussia Dortmund, quando era necessario non fermarsi a un solo profilo ma serviva guardarsi attorno allargando il ventaglio di opportunità, il ds Manna bussò anche alla porta del Bologna per l’esterno che lunedì scorso ha pareggiato con un bellissimo e decisivo gol di tacco nel secondo tempo su assist da sinistra di Odgaard.
Come cambiano i giudizi, da un gol all’altro
Il calcio e suoi verdetti cambiano anche le opinioni e i pareri. Fino a tre mesi fa, quando Kvaratskhelia si era trasferito al Psg, quasi nessun tifoso del Napoli avrebbe utilizzato un qualsiasi bonus scommesse di quelli a disposizione per puntare su Ndoye. Non lo avrebbe mai fatto per due semplici motivi: sia perché, in quel momento, come detto, la trattativa più calda era quella per il talento del Manchester United; sia perché lo svizzero non scaldava i cuori e non accendeva la fantasia della piazza. Col senno di poi, e non solo per la rete di lunedì, sarebbe stato invece acquisto indovinato, un esterno utile per dare il cambio a David Neres che, anche contro il Bologna, ha confermato di non essere ancora al top dopo l’infortunio. Okafor, arrivato in prestito dal Milan a fine gennaio, neppure è entrato. Ndoye, invece, si è esaltato. Una buonissima prova, la sua, sulla corsia mancina. Contro Di Lorenzo che ha speso anche un giallo per fermarlo: era diffidato e salterà l’Empoli. Ndoye, a fine partita, ha fatto festa. E con lui Italiano. Da possibile azzurro a castigatore, storia che si ripete. Il Bologna a gennaio si era opposto alla sua cessione. Mai se ne sarebbe privato. Il campo spiega perché. Italiano non rinuncia mai a lui, già autore di otto gol in campionato.
Ndoye e Politano: i tifosi non dimenticano quella beffa
Nel 2018 la partita in cui segnò Politano si concluse 1-1. Era il 31 marzo. Praticamente lo stesso periodo della sfida di lunedì tra Bologna e Napoli. Anche lo stesso risultato, in realtà. A conti fatti, quella rete fu determinante per la lotta al tricolore, perso per pochissimi punti a favore della Juventus. La squadra di Sarri si arrese solo nel finale, dopo il ko contro la Fiorentina al Franchi con i bianconeri che il giorno prima vinsero in rimonta contro l’Inter. Una gara molto discussa per il noto episodio di Pjanic. Storia vecchia. Che però si rinnova con un altro gol al momento pesante. Che impedisce al Napoli di conquistare i tre punti che avrebbero avvicinato la squadra di Conte all’Inter. I tifosi azzurri, che hanno memoria lunga, si augurano che questa rete possa avere valore relativo e non lo stesso peso di quella di Politano nel 2018. Anche perché, a differenza di Ndoye, Politano in quella sessione di mercato fu cercato a lungo, con insistenza, dal Napoli. Fu una vera e propria telenovela con finale a sorpresa. Sembrava fatta, poi saltò negli ultimi minuti. Lo svizzero, invece, è stata solo un’idea del club, una possibilità remota. Magari tornerà nel mirino in futuro perché il giocatore piace e resta nei radar. Anche Politano, alla fine, vestì l’azzurro, ma dopo essere passato all’Inter. Facendo dunque un giro lunghissimo.
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