Liverpool-Napoli, l’analisi tattica: gli azzurri sono poco lucidi in fase di impostazione e prestano spesso il fianco alle micidiali ripartenze dei Reds

Liverpool-Napoli, l’analisi tattica: gli azzurri sono poco lucidi in fase di impostazione e prestano spesso il fianco alle micidiali ripartenze dei Reds

 VERSO LA GARA – In uno stadio Anfield strapieno, il Napoli affronta i padroni di casa del Liverpool nell’ambito dell’ultima giornata del girone C di Champions League. Dopo il turnover attuato contro il Frosinone, Ancelotti ripropone i titolarissimi della competizione europea, con Ospina tra i pali, Albiol e Koulibaly centrali difensivi, Maksimovic e Mario Rui terzini rispettivamente di destra e di sinistra (col difensore serbo che può giocare anche da centrale e consentire a Mario Rui di giocare più avanzato). A centrocampo, il tecnico azzurro si affida ad Hamsik e Allan nel ruolo di interni, con Callejon e Fabian sulle fasce, mentre in attacco schiera dal primo minuto il tandem composto da Insigne e Mertens. Klopp, tecnico dei Reds, imposta un 4-3-3 che vede Alisson tra i pali, con Matip e Van Dijk al centro della difesa e Alexander-Arnold e Robertson sulle fasce; a centrocampo, l’ex tecnico del Borussia affianca Milner e Wijnaldum a Henderson, mentre in attacco propone il suo temibile tridente, con Salah e Mané esterni a supporto di Firmino punta centrale.

LE CHIAVI DEL MATCH – I ritmi della gara si dimostrano intensi fin dai primi minuti, col Napoli che si presenta an Anfield senza timore e prova a giocare la sua partita. D’altra parte, affrontare il Liverpool in trasferta è complesso per tutti e gli azzurri di Ancelotti non fanno eccezione: dopo l’equilibrio dei primi minuti e l’approccio quantomeno propositivo del Napoli, i Reds iniziano a premere sull’acceleratore e mettono più volte in difficoltà gli uomini di Ancelotti – che sono inevitabilmente costretti ad abbassare il baricentro. In fase di possesso, inoltre, il Liverpool sfrutta la circolazione di palla continuata per evitare siano gli ospiti a controllare il gioco come al solito. Fino dall’inizio del match, la fascia sinistra del Napoli si dimostra la zona nevralgica che può in qualche modo decretare le sorti della sfida: è infatti sulla fascia sinistra che Mario Rui e Koulibaly dovranno arginare le accelerazioni di Salah. Il Napoli si rivela poco preciso in fase di impostazione, facendo in tal modo il gioco del Liverpool, che in contropiede può mettere in mostra tutte le qualità dei suoi attaccanti, diventando letale. Al 34’ Salah porta in vantaggio il Liverpool: l’attaccante egiziano supera Mario Rui, penetra in area di rigore, dribbla anche Koulibaly e infine deposita il pallone col destro tra le gambe di Ospina, che in questa circostanza non si dimostra affatto impeccabile. Nella ripresa, la gara prosegue con lo stesso canovaccio dei primi quarantacinque minuti, col Liverpool che quando si proietta nella metà campo avversaria mette in apprensione la difesa azzurra. Al 62’, Ancelotti inserisce Zielinski al posto di Fabian, che ha disputato una buona gara, accentrandosi spesso in fase di possesso palla e suonando la carica degli azzurri – soprattutto a inizio ripresa. Dopo pochi minuti, il tecnico azzurro sostituisce Mertens con Milik per fornire maggior peso offensivo all’attacco e cercare di sfruttare di più i cross in area. Ancelotti spende immediatamente anche il terzo cambio a sua disposizione, mandando in campo Ghoulam al posto di Rui. Dopo i cambi, il Napoli riesce ad alzare il baricentro, creando alcune nitide occasioni da goal e mettendo in seria difficoltà la difesa del Liverpool, che d’altra parte non trova il goal del 2-0 soltanto grazie a delle ottime parate di Ospina (che in qualche modo si riscatta).  Al 79’ Klopp inserisce Keita al posto di Firmino, con Salah che dunque giocherà da attaccante centrale nel finale di gara. Successivamente, Fabinho va a rilevare Milner. Il Napoli continua a proiettarsi in avanti per cercare disperatamente un goal (con Koulibaly che nel finale di partita gioca da attaccante), ma agli azzurri manca la precisione in fase offensiva e anche Alisson contribuisce a chiudere la saracinesca. Klopp spende l’ultimo cambio a sua disposizione, inserendo Lovren al posto di Alexander-Arnold. Nonostante il pressing forsennato e disperato degli uomini di Ancelotti negli ultimi minuti, la partita resta ancorata sull’1-0 ed è dunque il Liverpool a passare agli ottavi di finale Champions League.

A cura di Mariano Menna

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