Napoli-Frosinone, l’analisi tattica: ciociari mai realmente pericolosi, il Napoli occupa la metà campo avversaria con costanza

Napoli-Frosinone, l’analisi tattica: ciociari mai realmente pericolosi, il Napoli occupa la metà campo avversaria con costanza

VERSO LA GARA – Al San Paolo, i padroni di casa del Napoli affrontano il Frosinone nell’ambito della quindicesima giornata del campionato di Serie A: in vista dell’attesissima gara di Champions League di martedì col Liverpool, Ancelotti schiera un undici titolare piuttosto rimaneggiato, sfruttando il rientro degli infortunati di lungo corso e scegliendo dunque dal 1’ Meret tra i pali, con Koulibaly e Luperto (che sostituisce l’infortunato Albiol) al centro della difesa, e Hysaj e Ghoulam rispettivamente terzini a destra e a sinistra. A centrocampo, Ancelotti schiera capitan Hamsik e Allan, con Zielinski e Ounas sulle fasce, mentre in attacco Insigne agirà a supporto di Milik. Longo, tecnico del Frosinone, imposta un 3-4-2-1 con Goldaniga, Ariaudo e Capuano al centro della difesa; Zampano e Beghetto agiranno da esterni di centrocampo, con Chisbah e l’ex azzurro Maiello in mediana e Cassata e Campbell nel ruolo di trequartisti a supporto di Pinamonti (con l’altro ex azzurro, Ciano, che parte dalla panchina).

LE CHIAVI DEL MATCH – Partenza sprint del Napoli, che diventa fin da subito padrone del campo, sfruttando la costante circolazione di palla: il Frosinone è dunque costretto a rintanarsi nella propria metà campo, non chiamando quasi mai in causa Meret. Al 7’ Zielinski porta in vantaggio il Napoli con un tiro ad incrociare sul lato opposto: il centrocampista polacco viene servito sulla corsa da Insigne. Per lunghi tratti di gara, il confronto tra le due squadre assomiglia ad una semplice esercitazione, col Napoli che occupa la metà campo avversaria, praticamente assediando l’area di rigore dei ciociari; gli uomini di Longo, d’altra parte, non riescono a salire con facilità e spesso perdono palla o provano ad avanzare con dei lanci lunghi dei difensori piuttosto sterili. Al 40’ il Napoli trova il goal del raddoppio con Ounas, che si accentra e batte Sportiello con una splendida conclusione dalla distanza col mancino, anche grazie a una deviazione di Ariaudo. Nella ripresa, il Napoli mette in mostra lo stesso canovaccio proposto nel corso dei primi quarantacinque minuti, proiettandosi nella metà campo avversaria, gestendo il possesso palla e attuando un pressing alto sul portatore palla avversario in fase di non possesso. Al 60’ Longo sostituisce Pinamonti con Ciano, nonostante l’attaccante scuola Inter sia stato fino ad allora uno dei più positivi nel Frosinone. Al 69’ il Napoli cala il tris con Milik, che sfrutta uno splendido corner di Ghoulam e deposita il pallone in rete con un colpo di testa. Dopo il goal dell’attaccante polacco, Longo inserisce Ghiglione al posto di Zampano sulla fascia destra, mentre Ancelotti manda in campo Younes al posto di Ounas: in tal modo, Zielinski si sposta sulla fascia destra, mentre il neoentrato va a posizionarsi a sinistra. Successivamente, Ancelotti spende gli ultimi due cambi a sua disposizione, inserendo Rog al posto di Insigne e Diawara al posto di Hamsik. Milik cala anche il poker all’85’, sfruttando un altro assist di Ghoulam e depositando il pallone da posizione ravvicinata. Il Napoli continua a controllare un risultato ormai compromettente – anche se il Frosinone non ha mai impensierito gli azzurri nel corso della gara – fino al triplice fischio arbitrale.

 

A cura di Mariano Menna

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