Sampdoria-Napoli, l’analisi tattica: Milik nella ripresa sblocca una gara a forti tinte azzurre fin dai primi minuti

Sampdoria-Napoli, l’analisi tattica: Milik nella ripresa sblocca una gara a forti tinte azzurre fin dai primi minuti

VERSO LA GARA – Allo stadio “Luigi Ferraris” di Genova, i padroni di casa della Sampdoria ospitano il Napoli di Sarri nell’ambito della trentasettesima giornata del Campionato di Serie A: per cercare di conquistare il record di punti in Serie A, Sarri si affida ai suoi titolarissimi, con Albiol e Koulibaly al centro della difesa e Hysaj e Mario Rui rispettivamente terzini di destra e sinistra; il tecnico toscano schiera però a centrocampo dal 1’ Zielinski (con capitan Hamsik che si accomoda in panchina) insieme ad Allan e Jorginho, mentre in attacco conferma Mertens al centro del tridente offensivo completato sugli esterni da Callejon e Insigne. Nella Sampdoria, Giampaolo – possibile sostituto di Sarri sulla panchina azzurra – imposta un 4-3-1-2 che vede Belec in porta (Viviano si è infortunato nel riscaldamento), Andersen e Ferrari al centro della difesa (Silvestre parte dalla panchina), con Bereszynski e Regini esterni bassi; a centrocampo, Torreira – obiettivo di mercato azzurro, che agirà in cabina di regia – viene affiancato da Linetty e Praet, con Ramirez nel ruolo di trequartista a supporto di Caprari e Kownacki (con l’ex azzurro Zapata che si accomoda in panchina).

LE CHIAVI DEL MATCH – L’inizio di gara è caratterizzato da un’intensa fase di studio tra le due squadre, col Napoli che però fa valere fin da subito le proprie qualità nella circolazione di palla e i padroni di casa che invece attendono un possibile errore degli azzurri nel palleggio per poi ripartire rapidamente in contropiede. Giampaolo pone Ramirez in marcatura su Jorginho in fase di non possesso per provare ad arginare la manovra del Napoli, ma il regista azzurro non ne risente particolarmente ed il Napoli si proietta spesso e con veemenza nella metà campo avversaria, andando più volte vicino al goal (con Belec che si dimostra decisivo su 2-3 conclusioni) e concedendo pochissime vere occasioni ai blucerchiati. Nella ripresa, il canovaccio della gara resta lo stesso: pur detenendo il pallino del gioco, il Napoli non riesce a sbloccare il match, – anche grazie alle parate del portiere blucerchiato e alla buona organizzazione tattica della Sampdoria di Giampaolo, che si fa trovare quasi sempre a difesa schierata quando il Napoli prova a verticalizzare. Al 67’, Sarri manda in campo Hamsik al posto di Callejon: il capitano azzurro si posiziona a centrocampo, mentre Zielinski va ad occupare l’out di destra che prima era di competenza di Callejon; nella Sampdoria, l’ex azzurro Zapata va a rilevare al posto di Caprari. Successivamente, nel Napoli, Sarri inserisce Milik al posto di Mertens per fornire freschezza, centimetri e dunque maggiore abilità nel gioco aereo. Appena entrato, è proprio Milik a portare in vantaggio il Napoli con uno splendido tiro a giro di mancino dalla distanza. Al 76’, la partita viene sospesa per qualche minuto dall’arbitro Gavillucci per via dei cori contro i napoletani dei tifosi blucerchiati. Subito dopo, il Napoli raddoppia con Albiol, che batte Belec con un preciso colpo di testa in area di rigore. Dopo il goal, Giampaolo sostituisce Regini e Kownacki con l’altro ex azzurro Strinic e Ricky Alvarez, mentre Sarri inserisce Rog al posto di Allan. Nonostante la tensione sugli spalti, il Napoli in campo riesce a gestire il risultato, sfruttando il possesso palla per abbassare i ritmi e addormentare la gara fino al triplice fischio arbitrale di Gavillucci.

 

 

A cura di Mariano Menna

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