Juventus-Napoli, l’analisi tattica: il reparto offensivo bianconero è dinamico e sempre insidioso, crollo del Napoli dopo l’espulsione di Rui

Juventus-Napoli, l’analisi tattica: il reparto offensivo bianconero è dinamico e sempre insidioso, crollo del Napoli dopo l’espulsione di Rui

VERSO LA GARA – All’Allianz Stadium di Torino, il Napoli affronta i padroni di casa della Juventus nell’ambito del big match della settima giornata del campionato di Serie A: dopo il turnover attuato contro il Parma, il tecnico degli azzurri Ancelotti schiera la formazione tipo (se davvero si può parlare di qualcosa del genere nella gestione Ancelotti), scegliendo Ospina tra i pali, Albiol e Koulibaly al centro della difesa, con Hysaj e Mario Rui rispettivamente terzini di destra e di sinistra. A centrocampo, torna capitan Hamsik al fianco di Allan nel ruolo di interni, mentre Callejon e Zielinski agiranno sulle fasce. Infine, in attacco, Ancelotti lascia Milik in panchina e si affida al tandem Insigne-Mertens. Nella Juventus, Allegri imposta un 4-3-3- che vede Cancelo e Alex Sandro in veste di terzini, con Bonucci e Chiellini coppia di centrali difensivi; a centrocampo, Pjanic verrà affiancato da Matuidi ed Emre Can, mentre in attacco Dybala (che supera Bernardeschi nel ballottaggio) agirà sulla trequarti a supporto di  Cristiano Ronaldo e Mandzukic.

 

LE CHIAVI DEL MATCH – Il Napoli attua fin da subito un pressing alto sul portatore di palla avversario e prova a sfruttare le fasce per creare superiorità numerica rispetto al centrocampo bianconero. La Juventus si schiera a rombo, con Pjanic che dunque agisce in posizione più arretrata. Le pericolose ripartenze della Juventus, che dimostra di essere inevitabilmente letale in termini di qualità con Ronaldo e Dybala, partono spessissimo dai piedi del centrocampista bosniaco: soprattutto Insigne cerca di limitare le geometrie ad inizio match, mentre dall’altra parte Hamsik prova a contenere Dybala. L’attacco della Juventus si dimostra fin da subito molto dinamico, con i calciatori che cambiano spesso posizione per non dare punti di riferimento agli avversari. Al 10’, il Napoli sfrutta un grave errore in fase di impostazione di Bonucci per sbloccare il match con Mertens: l’attaccante belga viene servito in area da Callejon e da posizione ravvicinata deposita il pallone in rete. La Juventus cresce progressivamente nella seconda parte del primo tempo e al 26’ riacciuffa il pareggio con Mandzukic, che sfrutta uno splendido assist di Cristiano Ronaldo e batte Ospina di testa. In questa circostanza, Ronaldo supera con troppa facilità Hysaj, mentre Mario Rui consente a Mandzukic di staccare di testa indisturbato – Koulibaly avrebbe dovuto aiutare maggiormente il compagno. Ad inizio ripresa, Mandzukic trova il goal della doppietta personale, ribadendo il pallone in rete dopo che una conclusione di Ronaldo era rimpallata sul palo e ribaltando così il risultato. Il Napoli cala progressivamente dopo lo svantaggio e al 59’ resta anche in inferiorità numerica per espulsione di Mario Rui. Ancelotti prova a correre ai ripari,  inserendo Malcuit e Milik al posto di Zielinski e Mertens, col terzino francese che va a posizionarsi a destra e Hysaj che va invece ad occupare il posto che prima era di Rui. Nella Juventus, Bentancur e dopo Bernardeschi e vanno a rilevare Can e Dybala, con i bianconeri che passano quindi ad un 4-3-3 classico (che in fase di non possesso diventa 4-4-2, poiché Bernardeschi arretra). Dopo il secondo goal di Mandzukic e l’espulsione di Mario Rui, la partita risulta inevitabilmente compromessa, con la Juventus che riesce a gestire senza eccessivi problemi il risultato e il Napoli che prova – sempre più timidamente – a proiettarsi nella metà campo avversaria. Oltre a controllare la meglio, la Juventus dimostra di essere davvero temibile in fase di ripartenza, mettendo più volte in affanno la difesa azzurra nel finale di gara e calando anche il tris al 76’ con Bonucci, che su calcio d’angolo viene servito di testa da Ronaldo e deposita il pallone in rete da zero metri, chiudendo virtualmente la gara con quasi un quarto d’ora di anticipo.

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