Napoli-Liverpool, l’analisi tattica: azzurri a trazione anteriore nel finale, il goal di Insigne sblocca una gara a forti tinte azzurre

Napoli-Liverpool, l’analisi tattica: azzurri a trazione anteriore nel finale, il goal di Insigne sblocca una gara a forti tinte azzurre

 VERSO LA GARA – Al San Paolo, il Napoli affronta il Liverpool nell’ambito della seconda gara del girone C di Champions League che segna il debutto casalingo stagionale degli azzurri nella competizione europea: tenendo conto della sfida di sabato scorso con la Juventus, Ancelotti attua un parziale turnover impostando un 4-4-2 (che può facilmente diventare 3-5-2 in fase offensiva) con Ospina tra i pali, Maksimovic e Mario Rui rispettivamente terzini di destra e di sinistra e Albiol e Koulibaly centrali difensivi; a centrocampo il tecnico dei partenopei lascia in panchina Zielinski e schiera Allan capitan Hamsik nel ruolo di interni con Callejon e Fabian rispettivamente sulla fascia destra e sinistra. In attacco, infine, Ancelotti si affida ad Insigne e Milik, con Mertens che parte dalla panchina. Nel Liverpool, Klopp imposta un 4-3-3 con Alexander-Arnold e Robertson terzini bassi e la coppia Gomez-Van Dijk al centro della difesa, mentre a centrocampo sceglie Milner, Wijnaldum in cabina di regia e Keita; il tecnico dei Reds in attacco schiera il tridente stellare composto da Mané e Salah in veste di esterni e da Firmino punta centrale.

LE CHIAVI DEL MATCH – Il Napoli mette in mostra subito le proprie intenzioni, attuando costantemente un pressing alto quando il Liverpool recupera palla e prova a ripartire dalla difesa o a cercare di verticalizzare; per provare a contenere le accelerazioni degli esterni del Liverpool, gli azzurri sfruttano sistematicamente il raddoppio sulle corsie laterali con i centrocampisti. Al 19’, Klopp è costretto a sostituire per infortunio Keita con Henderson, che prende il posto di Wijnaldum in cabina di regia: il centrocampista olandese, che ha grandi qualità nell’inserimento, diventa pertanto in più occasioni il primo calciatore ad andare in pressing sul portatore palla azzurro. Fin dal primo tempo, riveste notevole importanza nel Napoli la posizione di Fabian Ruiz, che – come Zielinski – tende spesso ad accentrarsi (giocando insieme ad Insigne a supporto di Milik) per liberare la corsia laterale di sinistra, creare superiorità numerica in fase offensiva e dare ovviamente a Mario Rui la possibilità di inserirsi. In certi frangenti di gioco, il centrocampista spagnolo occupa addirittura una posizione più avanzata rispetto a Insigne, che funge da raccordo con il centrocampo e permette a Milik di andare in profondità. Gli azzurri si dimostrano ulteriormente propositivi in fase offensiva nella ripresa, creando numerose occasioni e mettendo in seria difficoltà il Liverpool, che dimostra di non essere impeccabile in fase difensiva e pecca di scarsa lucidità. Al 68’, Ancelotti sostituisce Fabian e Milik con Verdi e Mertens per cercare di sfruttare la rapidità dei calciatori che subentrano in fase offensiva e cercare di mettere in apprensione i difensori del Liverpool in maniera diversa rispetto a quanto aveva fatto una punta strutturata come Milik. Con questo doppio cambio, il Napoli si schiera con un 4-2-3-1 molto dinamico che vede Verdi e Callejon esterni offensivi e Insigne e Mertens che si alternano nel ruolo di trequartista e di prima punta. Il Napoli si schiera a trazione anteriore e continua a spingere sull’acceleratore, creando non poche difficoltà agli ospiti e andando vicino al goal in più occasioni. Al 76’, Klopp inserisce Fabinho al posto di Milner, mentre nel Napoli Zielinski va a rilevare Hamsik. Successivamente, Klopp spende l’ultimo cambio a sua disposizione, inserendo Sturridge al posto di Mané, con Firmino che va a posizionarsi sulla fascia sinistra. Il Napoli continua a crederci nonostante la stanchezza crescente, dimostrando grandissima tenacia, e al 90’ riesce finalmente a sbloccare il match con Insigne, che sfrutta uno splendido cross di Callejon a tagliare l’area e deposita il pallone in rete in scivolata. Gli azzurri riescono a controllare con le unghie e con i denti il risultato e conquistano così tre punti meritatissimi che potrebbero risultare a dir poco fondamentali per il futuro europeo della squadra di Ancelotti.

A cura di Mariano Menna

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