Torino-Napoli, l’analisi tattica: azzurri straripanti nella prima mezz’ora, i granata crescono in fase offensiva nella ripresa

Torino-Napoli, l’analisi tattica: azzurri straripanti nella prima mezz’ora, i granata crescono in fase offensiva nella ripresa

VERSO LA GARA – Dopo il pareggio a reti inviolate rimediato a Belgrado contro la Stella Rossa, il Napoli affronta in trasferta il Torino nell’ambito della quinta giornata del campionato di Serie A: per sopperire alla stanchezza dovuta al turno di Champions League, il tecnico degli azzurri Ancelotti attua un parziale turnover, confermando tra i pali Ospina e tre calciatori della linea difensiva (Albiol, Koulibaly e Hysaj), ma inserendo Luperto sulla fascia sinistra per far rifiatare Mario Rui; a centrocampo, Ancelotti sceglie la coppia di interni HamsikRog (il croato non aveva mai giocato dal 1’ nella scorsa stagione), con Callejon e Verdi rispettivamente sulla fascia destra e sulla fascia sinistra, mentre in attacco schiera Insigne a supporto di Mertens prima punta, lasciando dunque in panchina Milik. Nel Torino, l’ex azzurro Mazzarri imposta un 3-5-2 che vede Sirigu tra i pali, Izzo (prodotto del vivaio azzurro), N’Koulou e Moretti al centro della difesa, Meité, Rincon e Baselli interni di centrocampo, con Aina e Berenguer rispettivamente esterni a destra e sinistra; in attacco, infine, Mazzarri si affida alla coppia formata da Zaza e Belotti, che finora non hanno mai giocato insieme dal primo minuto.

LE CHIAVI DEL MATCH – Gli azzurri si proiettano subito nella metà campo avversaria, portandosi in vantaggio dopo appena 3 minuti di gioco con Insigne, che sfrutta un rinvio errato di Moretti su un cross di Luperto e deposita il pallone in rete con una conclusione di destro in area di rigore. Il Torino in fase di non possesso si schiera con una difesa a 5, abbassando gli esterni di centrocampo, ma nella prima mezz’ora di gioco risulta ugualmente succube delle offensive azzurre, non riuscendo peraltro quasi ad uscire dalla propria metà campo: il Napoli infatti attua un pressing molto alto sul portatore di palla granata. Quando invece il Napoli recupera la sfera e si proietta in avanti, Verdi si inserisce in area e spesso si accentra, andando a formare insieme ad Insigne e Mertens un vero e proprio tridente offensivo. La squadra di Ancelotti costruisce numerose occasioni nei primi venti minuti, potendo addirittura recriminare per l’unico goal segnato, e infatti al 21’ riesce meritatamente a raddoppiare con Verdi, che chiude uno splendido triangolo con Mertens, venendo servito dal belga in area e battendo Sirigu col destro. Nella ripresa, il Torino entra in campo rivitalizzato – forse grazie alle indicazioni di Mazzarri nello spogliatoio – e sigla subito il goal dell’1-2 con Belotti dal dischetto, dopo che un’ingenuità in area di Luperto su Berenguer aveva portato l’arbitro Irrati ad assegnare un calcio di rigore ai granata. Dopo aver subito il goal, Ancelotti manda in campo Zielinski al posto di Verdi. Nonostante la maggiore pericolosità del granata in fase offensiva, il Napoli si dimostra sempre letale quando si distende nella metà campo avversaria. Al 59’ il Napoli cala il tris ancora con Insigne, autore di una doppietta: l’attaccante di Frattamaggiore ribadisce il pallone in rete da posizione ravvicinata sul palo colpito in precedenza da Callejon.  Dopo il secondo goal di Insigne, Mazzarri inserisce Soriano al posto di Meité per apportare nuove energie a centrocampo e sfruttare i suoi inserimenti in fase offensiva. Al 74’, Ancelotti è costretto a spendere l’ultimo cambio a sua disposizione per sostituire l’infortunato luperto con Maksimovic: il difensore serbo va a posizionarsi sulla fascia destra, con Hysaj che invece si sposta a sinistra; nel Torino, invece, Mazzarri sostituisce Aina con Parigini e successivamente inserisce Edera al posto di Baselli per tentare il tutto per tutto negli ultimi minuti di gara con tre punte. Il Torino si schiera negli ultimi minuti con un vero e proprio 4-2-4 con soltanto Soriano e Rincon in mediana, ma il Napoli è bravo a gestire il possesso palla e, d’altra parte, i granata dimostrano scarsa lucidità a causa della stanchezza, consentendo paradossalmente al Napoli di ripartire in continuazione nel finale di gara.

 

A cura di Mariano Menna

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