Analisi Tattica Napoli Calcio

Torino – Napoli, l’analisi tattica: il Napoli sovrasta i granata a suon di goal dopo un primo tempo dal risultato bugiardo

All'intervallo, il risultato di 0-1 stava davvero stretto agli azzurri, viste le numerose occasioni da goal

VERSO LA GARA – Nell’ambito della trentaseiesima giornata del Campionato di Serie A, il Napoli prosegue la sua corsa al secondo posto in classifica e fa visita al Torino di Mihajlovic: il tecnico serbo, che non siederà in panchina per squalifica, imposta un 4-2-3-1 che vede Carlao al centro della difesa (e dunque non Castan) e la coppia Baselli-Benassi in mediana; inoltre, Mihajlovic schiera Iago Falque, Ljajic e Boye alle spalle di Belotti, unica punta dalla media goal a dir poco temibile. In casa Napoli, Sarri può contare sul ritorno dalla squalifica di Koulibaly al centro della difesa e conferma Ghoulam sulla fascia sinistra; a centrocampo, Allan vince il ballottaggio con Zielinski e va ad affiancare Jorginho e capitan Hamsik. In attacco, il tecnico toscano non riserva sorprese, confermando il tridente ‘leggero’ composto da Insigne, Callejon e Mertens.

LE CHIAVI DEL MATCH – L’approccio alla gara del Napoli si palesa fin dai primi minuti di gioco: gli azzurri, si riversano subito nella metà campo avversaria e al 7’ sbloccano il match con Callejon, che penetra in area di rigore, viene servito da Allan con un passaggio filtrante e batte Hart con diagonale di destro. Il Torino è costretto ad abbassare il proprio baricentro a causa delle incursioni offensive del Napoli, che inoltre crea superiorità numerica a centrocampo in fase di non possesso grazie al raddoppio degli attaccanti e al fatto che i reparti siano particolarmente stretti tra di loro. Il primo tempo termina 0-1 per gli uomini di Sarri, ma il risultato è quanto mai bugiardo: tralasciando qualche disattenzione difensiva – in particolare di Ghoulam sulla fascia sinistra –, gli azzurri concedono davvero poco ai granata in fase offensiva, assediano l’area di rigore avversaria e collezionano numerose palle goal, rischiando di incrementare il proprio vantaggio in più occasioni. Ad inizio ripresa, il Torino sembra per certi versi rivitalizzato ed impedisce al Napoli di sfruttare gli spazi con la stessa facilità dei primi quarantacinque minuti: al 52’, Gustafsson va a sostituire Benassi e, successivamente, Lombardo manda in campo Iturbe al posto di Boye. Al 60’, probabilmente nel momento migliore per i granata, il Napoli raddoppia con Insigne, che viene servito a rimorchio da Mertens e deposita il pallone in rete con rasoterra di destro. La ripartenza del Napoli, in tale circostanza, viene propiziata proprio da un pallone perso dal neoentrato Iturbe. Al 63’, nel Napoli Zielinski va a rilevare Hamsik; dopo pochi minuti, Sarri decide di sostituire anche Hamsik con Rog. Dopo il secondo goal subito, il Torino si disunisce e presta il fianco alle accelerazioni degli azzurri, che al 72’ calano anche il tris con Mertens: l’attaccante belga chiude uno splendido triangolo in ampiezza con Insigne, rientra sul destro – dribblando Rossettini – e batte Hart sul primo palo. Al 72’, Lombardo è costretto a sostituire l’acciaccato con Baselli con Obi e, dopo appena un minuto, Callejon si regala la doppietta personale, sfruttando un cross proveniente dall’out di sinistra di Ghoulam e calciando in rete in da posizione ravvicinata. Il Napoli sigla dopo appena due minuti il quinto goal con Zielinski, che viene servito in area a rimorchio da Callejon e spiazza Hart con una potente conclusione di destro. Sarri spende l’ultimo cambio a sua disposizione, sostituendo Callejon con Milik all’81’: con l’uscita dal campo dello spagnolo, Sarri schiera Milik al centro del tridente, spostando di conseguenza Mertens sulla fascia sinistra e dirottando Insigne a destra. Gli ultimi minuti di gara si rivelano poco più di una formalità e la gara termina – senza minuti di recupero – col risultato eloquente di 0-5 per i partenopei, che nella ripresa si sono dimostrati più concreti rispetto al primo tempo, finalizzando le numerose palle goal create e dunque rendendo maggiormente giustizia alla propria prestazione complessiva.

 

A cura di Mariano Menna

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