Analisi Tattica Napoli Calcio

Udinese-Napoli, l’analisi tattica: friulani più propositivi nella ripresa, ma il Napoli gestisce il risultato e chiude la gara nel finale

Gli uomini di Velazquez crescono in maniera esponenziale dalla fine del primo tempo, collezionando più occasioni da gol

VERSO LA GARA – Allo Stadio Friuli il Napoli affronta in trasferta i padroni di casa dell’Udinese nell’ambito della nona giornata del Campionato di Serie A: il tecnico azzurro Ancelotti schiera dal primo minuto Karnezis tra i pali, Albiol e Koulibaly al centro della difesa, con Hysaj e Malcuit rispettivamente terzini a sinistra e a destra. A centrocampo, Ancelotti sceglie Zielinski e Allan nel ruolo di interni (capitan Hamsik parte dunque dalla panchina), mentre Callejon e Verdi agiranno sulle fasce. Il tecnico del Napoli non ha molta scelta in attacco, poiché deve fare a meno di Insigne e Ounas in attacco per infortunio, e schiera Mertens a supporto di Milik. Nell’Udinese, Velazquez imposta un un 4-1-4-1 in fase di non possesso, con Stryger Larsen e Samir terzini, Ekong e Nuytinck al centro della difesa, l’ex azzurro Behrami in mediana, con Fofana e Mandragora interni di centrocampo e Pussetto e De Paul esterni pronti ad inserirsi e a supportare in fase offensiva l’unica punta Lasagna.

LE CHIAVI DEL MATCH – Passano appena tre minuti dall’inizio della gara e il Napoli è già costretto a sostituire Verdi per infortunio: al suo posto entra David Ruiz. Proprio il neoentrato sblocca il match al 14’ con uno splendido tiro a giro di destro dal limite dell’area. Il Napoli si dimostra fin da subito padrone del campo, mettendo in difficoltà i friulani con il possesso palla continuato e le verticalizzazioni repentine; d’altra parte anche l’Udinese si mette in mostra con le insidiose ripartenze in velocità dei suoi esterni. Quando attacca, l’Udinese si dispone in campo con un 4-3-2-1: in questa circostanza, De Paul e Pussetto si accentrano e giocano quasi da trequartisti alle spalle di Lasagna, provando così a sfruttare gli spazi e ad inserirsi in area di rigore. Al 35’ Velazquez inserisce Opoku al posto di Ekong per scelta tecnica. Sul finale di primo tempo, l’Udinese prende fiducia e rischia di riacciuffare il pareggio in più occasioni, sfruttando qualche disattenzione di troppo della difesa azzurra. I friulani tornano in campo piuttosto propositivi, forse galvanizzati dalle occasioni collezionate prima dell’intervallo, e in fase di non possesso attuano un pressing molto alto sul portatore di palla azzurro. Al 68’ Velazquez inserisce Barak al posto di Behrami per dare maggior forza al reparto offensivo, mentre Ancelotti manda in campo Hamsik al posto di Milik, con Mertens che prende il posto del polacco nel ruolo di prima punta. All’82’ il Napoli raddoppia con Mertens dagli undici metri dopo che Opoku aveva toccato il pallone con la mano in area di rigore. Dopo il goal di Mertens, Ancelotti spende l’ultimo cambio a sua disposizione e inserisce Rog al posto di Zielinski. Proprio il centrocampista croato, entrato da appena un minuto, chiude definitivamente la partita all’85’, battendo Scuffet con una conclusione di destro dal limite dell’area di rigore. Dopo il terzo goal, gli azzurri di Ancelotti possono limitarsi a controllare agevolmente il risultato fino al termine del match.


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