Gianluca Di Marzio: “Borgonovo, quegli occhi che parlavano…”

Ospitiamo l’emozionante racconto di Gianluca Di Marzio in merito alla vicenda di Stefano Borgonovo pubblicato sul suo sito ufficiale:

“Non riesco a prendere sonno. Mi giro e mi rigiro nel letto, chiudo gli occhi e li riapro immediatamente. Ti vedo davanti a me, con quello sguardo ricco di vita, un pieno di grinta ed energia. Quando sono entrato in casa tua, circa tre anni fa, ero imbarazzato: mi hai aperto le porte del tuo cuore, non sono più uscito. Oggi ero in diretta quando è arrivata la notizia che te n’eri andato. Non volevo crederci, ho sperato non fosse vero. Sono uscito di scena, ho composto freneticamente il numero di Chantal e Yvonne, le tue custodi, senza ricevere risposta. Allora ho capito. Mi sono arreso. Poi il messaggio di tua moglie, la conferma che non avrei mai voluto ricevere. L’hai fatto apposta, risparmiandole l’immagine del dolore. Perché Chantal, la tua corazza, era andata proprio oggi nella casa che vi avrebbe ospitato durante l’estate. Proprio oggi, dopo 8 anni al tuo fianco senza lasciarti un attimo. Non volevi farla soffrire, glielo dovevi. Perché ti ha curato e coccolato con amore e passione, aiutata dai tuoi splendidi figli, anche in questa occasione fieri di un padre così, a testa alta nel dramma. Dovevi solo cambiare una piccola canula, come facevi ogni tre mesi. Ma la trachea -più capricciosa che mai- si è spostata all’improvviso, quella nuova non è passata, ti è mancata l’aria. Non è bastato il respiro di chi ti voleva bene e combatteva con te. Avevi visto vincere il Brasile contro l’Uruguay, eri pronto per spingere l’Italia con la tua positività. Ma alle 17, il destino ha deciso di portarti via, pochi giorni dopo le buone notizie arrivate sulla ricerca contro la Sla. Uno dei prossimi a subire il trapianto saresti stato tu, solo un esperimento comunque, nessuna speranza. Hai lottato 8 anni, giorno e notte, per gli altri. Sapevi che non ce l’avresti fatta, ma non volevi fiori in stanza perché “mica sono ancora morto…”. Quando ti ho visto stasera, con gli occhi chiusi, ho pianto e mi dispiace. Perché tu non piangevi mai e parlavi con gli occhi, scrivendo su quel macchinario che ti permetteva di comunicare col mondo. Lunedì, ai tuoi funerali, saremo tantissimi. Con maglie e sciarpe, quel calcio che amavi e ti amava. Sono felice di averti conosciuto amico mio, onorato di essere stato al tuo fianco. Aiuterò sempre nel mio piccolo la tua Fondazione, ne sono sicuro: non ti dimenticherò mai. Ciao Stefano Borgonovo, attaccante nato. Per insegnarci cosa vuol dire non mollare mai.”
Fonte: Gianlucadimarzio.com
La Redazione
C.T.
Tufano

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