Gli esperimenti di Mazzarri: Guarin in mediana e Alvarez mezz’ala

PINZOLO – C’è bisogno che le gambe girino bene per cominciare a vedere l’Inter che Walter Mazzarri ha in mente. Il tecnico sapeva bene che contro i volenterosi dilettanti della rappresentativa trentina la sua squadra non avrebbe fatto faville, appesantita dai carichi di lavoro necessari di questi tempi. Reti e prestazione saranno importanti in campionato e il fatto che la prima realizzazione sia arrivata dopo circa un’ora di gioco nemmeno crea preoccupazioni all’allenatore che è molto esplicito nella disamina dell’impegno svolto dai suoi uomini. « A me interessa sottolineare il grande lavoro fatto dalla squadra durante la settimana. Sapevamo che la squadra sarebbe andata in difficoltà, è la normalconseguenza rispetto ai carichi di lavoro. La chiusura del ciclo svolto durante la prima settimana, basato sul lavoro aerobico per fare il fondo necessario per tutta la stagione, è il segreto di questo calcio », spiega il tecnico che aggiunge qualche altro interessante particolare: « La dimostrazione di quanto voglio sottolineare viene da questa amichevole: se una squadra con valori relativi arriva per prima sulla palla, riesce a metterti in difficoltà. Noi vogliamo lavorare su questo punto, in modo duro e valido ».

PRIME INDICAZIONI – L’Inter non ha brillato nella prima parte della partita ma i segnali venuti dal campo erano quelli che Mazzarri s’aspettava. « So bene che i tiufosi avrebbero voluto vedere cose belle, scioltezza, gol. In questa fase però è tutto relativo, perché se manca la lucidità dovuta alla fatica accumulata durante gli intensi allenamenti. Senza la necessaria lucidità si sbagliano anche le cose più semplici, come tanti passaggi visti durante il confronto amichevole ».
Nell’Inter mancava una pedina importante come Kovacic, un elemento che potrebbe essere la fonte del gioco nerazzurro. Mazzarri tiene però a precisare: « Prima di fare considerazioni del genere vorrei capire bene tante cose, datemi il tempo per farlo. Ho la squadra a disposizione da pochissimo e il mio sforzo è maggiormente orientato sul lavoro. Per adesso va tutto bene rispetto al passato quando, lavorando in questo modo, ho avuto diversi infortuni, mentre stavolta c’è solo Kovacic in difficoltà ».

NUOVO MODULO – Ancora presto anche per una valutazione reale rispetto al modulo: « Potremo valutare bene questo quando i carichi saranno assorbiti. Dovremo abituarci al modulo nuovo e a un’organizzazione precisa, i ragazzi ci metteranno qualcosina in più rispetto a quelli che erano con me da qualche anno. Poi gli esterni dovranno abituarsi ai miei schemi e capire bene ciò che voglio: ci vorrà tempo e pazienza per girare al meglio. Noi dovremo fare il gioco senza basarsi solo sulle ripartenze, poi logico che quando ci sono avversari che ti tengono basso, allora ti affidi alle ripartenze, ma non è questa la mia filosofia di gioco. Certi meccanismi devo ancora spiegarli, visto che non abbiamo avuto il tempo »..

RIGORISTA  – Belfodil ha sbagliato due volte il calcio di rigore: è lui il rigorista? Sorride Mazzarri e spiega: « Non c’erano gerarchie in questa partita ma io non lascio il rigorista al caso: per le partite vere deciderò un primo rigorista e, se non se la sentirà, ce ne sarà un secondo. La determinazione di Belfodil è una dimostrazione di orgoglio, poi il caso ha voluto che abbia sbagliato due volte: meglio che sia accaduto adesso ». Infine un riferimento per la posizione di Alvarez, che ha dovuto darsi da fare anche in mediana. « In questa fase lo sto provando da trequartista e da seconda punta, ma per la fisicità e il passo di cui dispone, Alvarez può fare anche la mezzala, purché riesca a correre tanto come richiesto a un centrocampista ».

Fonte: Corriere dello Sport

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