Adriano Bacconi: “Il Napoli spinge ma al centro non convince”

Azzurri sprint a iniziomatch poi i rischi Inler e Pandev non smuovono l’inerzia della partita

 

Il Napoli ai raggi  ” x “.

“Milan-Napoli è una partita tra due squadre in evidente difficoltà di gioco, di risultati, di mentalità. Nessuno delle due contendenti riesce a fare con continuità e pienamente quello che ha in testa. Il Milan vorrebbe avere una manovra fluida, gestire velocemente il possesso palla, mettere Ibrahimovic nelle condizioni di far girare il gioco d’attacco e di finalizzare con continuità. Il Napoli vorrebbe esercitare una grande pressione in tutte le zone del campo e lanciarsi in improvvise verticalizzazioni con i suoi giocatori più rappresentativi. I desideri rimangono per lo più repressi, non per l’abilità dell’avversario ad inibirli, ma per incapacità propria di dare sostanza alle intenzioni.
L’inizio dei partenopei è incoraggiante. In effetti si vede esercitare un pressing abbastanza efficace sulla trequarti avversaria e una volta recuperata palla la squadra tenta di ripartire con decisione. Hamsik nella posizione di trequartista serve Lavezzi nello spazio già al secondo minuto. Sempre lo slovacco, pochi minuti dopo, si sposta a destra per creare il «2 contro 1» con Maggio. Il cross dal fondo è invitante per Cavani che al volo alza sopra la traversa. Non passano neanche due minuti e il Napoli fa un altro blitz, il pressing è efficace, Cavani viene steso da Van Bommel che si becca anche un cartellino giallo. Il Napoli ci prova e crea la prima palla gol dell’incontro sempre con Cavani che attacca il primo palo sull’angolo di Dzemaili, il timing è perfetto, l’incornata pure, ma il tiro è intercettato nei pressi della porta.
Al 17′ è ancora Hamsik a prendere l’iniziativa accelerando centralmente, tiro di poco alto dalla distanza. Il Milan è chiaramente in difficoltà nella fase di non possesso. Il rombo di centrocampo non chiude sulle fasce, non aggredisce i portatori di palla, soffre sui cambi di gioco, come su quello di Maggio che pesca Lavezzi libero dietro ad un distratto Abete. Il Pocho da buona posizione non trova la coordinazione giusta per andare al tiro.
Nonostante ciò qui finisce la partita che avrebbe voluto vedere Mazzarri ed inizia quella del Milan. Ibrahimovic tocca la palla con più continuità mandando in costante apprensione il pacchetto difensivo azzurro. Nonostante il gioco rossonero sia monotematico, e quindi prevedibile, l’attaccante svedese è a tratti incontenibile anche se marcato a vista da due o tre avversari. Riesce a rendersi pericoloso sia quando torna sulla trequarti per poi andare in triangolazione stretta con i compagni, come nel primo tempo, sia quando si posiziona al limite dell’area avversaria per ricevere banali passaggi lunghi che lui trasforma da solo in palle gol, come nella ripresa. È veramente difficile capire dove finisce il suo talento e dove inizia la soggezione psicologica dei difensori avversari. Ma non dura molto neanche la partita che avrebbe voluto vedere Allegri. Al 19′ del secondo tempo, l’inopinata espulsione dell’irascibile bomber scandinavo apre una nuova fase del match.
Il sistema Ibra-centrico crolla improvvisamente. I rossoneri perdono di colpo convinzione e schemi. Ancora una volta il Napoli non sfrutta l’opportunità. Mazzarri ricorre alla panchina, ma gli ingressi di Inler e Pandev, però, non cambiano l’inerzia della gara.
Il Napoli crea in effetti un paio di opportunità ma rischia anche grosso in contropiede. Gli ultimi 20 minuti della partita sono quelli del «vorrei ma non posso».
Alla fine il pareggio è specchio fedele dell’andamento di una gara che non ha visto predominare in maniera netta una squadra sull’altra. I due allenatori tornano a casa con la stessa classifica e gli stessi problemi della vigilia. Allegri dovrà inventarsi nelle prossime gare un Milan senza Ibra. Mazzarri dovrà iniziare a pensare agli impegni decisivi che la aspettano in Champions e in Coppa Italia con l’obiettivo prioritario di trovare in mezzo al campo quella quadratura del cerchio che ancora manca”.

 

Fonte: Il Mattino

 

La Redazione

P.S.

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