AVVERSARIE CHAMPIONS – Il Bayern non è imbattibile, l’Hannover vince 2-1

È ormai caldissimo il girone A della Champions, definito “girone di ferro” o persino “girone della morte” (Ferguson), e i weekend di campionato sembrano quasi sfide a distanza fra Bayern, Napoli, Manchester City e Villareal. Se gli spagnoli in Liga arrancano e il Napoli ha rallentato la sua corsa, impressiona il 6-1 del City nel derby con lo United, davanti agli spettatori dei “Red Devils”. Ai sei gol dei celesti di Mancini ci avranno pensato anche i bavaresi, oggi in visita a Hannover per confermare il primato in Bundesliga, dopo il pareggio a Napoli considerato stretto dalla stampa tedesca. C’era da rispondere anche al Dortmund, distante solo tre punti grazie al prepotente 5-0 inflitto al Colonia.

 

Dopo dieci minuti iniziali di studio, prima del quarto d’ora si concretizza un’occasione per parte: prima Abdellaoue, lanciato davanti a Neuer, spreca una buona chance con un rasoterra molto impreciso, poi un cross di Ribery trova la testa di Mario Gomez, che impegna severamente il portiere Zieler. I ritmi si abbassano di nuovo, l’Hannover pressa e gioca di sostanza, sembrando più tonico e riposato. Il München, oggi in maglia bianca, controlla i movimenti avversari e gioca con la nota autorità, e senza dover infiammare la partita lascia presagire la propria forza. Al 20’ Kroos, autore del gol al San Paolo, parte in velocità e tira dai venti metri: conclusione esemplare e incrocio dei pali, primo brutto segno. Infatti, un minuto dopo la sorpresa: Badstuber, già anello debole contro il Napoli, atterra in area Cherundolo, che si lascia cadere e conquista un rigore piuttosto generoso. Quasi una questione di karma, dopo i rigori contro il Bayern non fischiati in Champions al San Paolo. Qu Sul dischetto va Abdellaoue, che stavolta non sbaglia, e i padroni di casa vanno in vantaggio e interrompono l’imbattibilità di Neuer anche in campionato. Il pasticcio bavarese si completa al 25’ minuto: Rafinha colpisce in corsa Pinto che si accascia urlando e si apre una breve rissa che si risolve in un rosso, anche questo forse esagerato, per Jerome Boateng, la cui domenica prende la piega opposta rispetto a quella del fratello del Milan. Bayern dunque sotto di un gol e in dieci uomini, partita tutta in salita. Il doppio shock confonde un po’ le idee agli uomini di Heynckes, che non riescono a reagire, anzi giocano meglio quelli dell’Hannover, trascinati da Schmiedebach e Pander. Poi cresce Müller e cresce il Monaco: lo stesso giovane talento della nazionale tedesca serve un pallone di velluto a Gomez, che davanti alla porta spara alto al volo fra gli sfottò del pubblico di casa,  confermando il momento non positivo dopo il rigore fallito al San Paolo. Al 45’ altro errore di Badstuber, ma Stindl non finalizza. Dopo tre minuti di recupero si va al riposo col Bayern sotto e in gran difficoltà, penalizzato anche dall’arbitraggio, non solo nei due episodi menzionati.

 

La capolista inizia forte la ripresa, e il secondo tempo ha tutt’altri ritmi, con azioni in velocità da una parte all’altra. Tre minuti e già un pericolo per ciascuna delle due porte, con Ribery e i suoi costretti ad attaccare e l’Hannover che ovviamente riparte rapido in contropiede. Al 49’ è ancora Gomez a rendersi insidioso con un tiro parato, ma la giornata dell’undici di Monaco sembra davvero storta: sull’immediata risposta della squadra di casa, un tiro da fuori di Pander trova una fortunosa deviazione e si insacca. Mazzata terribile per i bavaresi, che accusano il colpo e lasciano l’iniziativa agli avversari, affidandosi ai guanti di Neuer che salva i suoi dal tracollo. Il Bayern prova lentamente a ritrovarsi, e una grossa mano la offre Cherundolo, che poco dopo il quarto d’ora si fa espellere per doppia ammonizione, ristabilendo la parità numerica. Più di tutti cresce Lahm, che va via spesso in dribbling, accentrandosi e trovando conclusioni insidiose. Anche Ribery si fa in quattro, corre e dribbla, ma l’Hannover, pur con grosso affanno, sembra riuscire a reggere, provando anche a pungere in contropiede quando si apre qualche spazio. La palla resta fra i piedi degli ospiti, spesso aggrediti anche con le maniere forti. Al 73’ Gomez si ritrova solo di fronte a Zieler e lo scarta, ma è in fuorigioco: sembra non esserci possibilità di rimonta, fino all’83’ quando Lahm, il migliore dei suoi, serve un assist perfetto ad Alaba, entrato nella ripresa, che deve solo inserirsi e appoggiare di punta in rete. Il finale è convulso, il Bayern si getta all’arrembaggio, ma il destino è ancora spietato: Schweinsteiger colpisce un palo all’87’ e sulla stessa azione la sua squadra reclama un rigore non concesso. Sul fischio finale, una punizione di Alaba al 94’ scheggia l’incrocio, ma non c’è niente da fare, quattro minuti di recupero non bastano: non è proprio giornata e il Bayern esce sconfitto dalla AWD-Arena di Hannover, battuto per la prima volta in questa stagione. Il primo posto in Bundesliga è ancora al sicuro, ma ora la pressione del Dortmund si sente, ed è sfatata l’aura di squadra invincibile.

 

La partita di oggi è un buon segnale per il Napoli: è la prova che il Bayern non è imbattibile e che aggredito con il giusto pressing e punito in contropiede può risultare molto fragile. Certo, occorre anche una mano dalla buona sorte, come quella capitata oggi all’Hannover che ha trovato di fronte una capolista davvero in giornata maledetta. Ma al di là degli episodi, il Bayern si è dimostrato vulnerabile soprattutto in difesa, se attaccato in velocità, e questa potrebbe essere la chiave per una possibile sorpresa per la partita del 2 novembre all’Allianz Arena, se il Napoli scenderà in campo con il giusto piglio e senza la timidezza che ne ha arrugginito l’azione al San Paolo. Con il giusto schieramento tattico e un po’ di malizia tutta italiana il ritorno in Baviera potrebbe finire in modo tutt’altro che scontato.

 

A cura di Lorenzo Licciardi

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