Cavani corre verso il Torino

Cavani corre verso il Torino

Allegria! Il bomber c’è ed in quel sorriso – un indicatore – dispensato su scatti normali e sulle corsette a direzione variabile, c’è nascosto il desiderio di rimettersi in cima al Napoli e portarselo a spasso, la voglia matta di lasciarsi alle spalle cinque giorni da pathos. Cavani sì, Cavani no: Cavani è lì, nella riservatezza di Castelvolturno, con il suo carico di tensione e con l’inevitabile apprensione: però la coscia gli ha inviato segnali incoraggianti e la fatica è scivolata via come la pioggia. Meno tre, si può fare: perché stavolta il tasso d’umidità sembra un nemico abbordabile e alle quindici, con il tepore d’una domenica normale, si riducono i problemi.

PROGRAMMA – Bergamo è la (ennesima) prova provata d’una verità indiscutibile, che si spinge ben oltre i numeri, ch’è testimoniata dalla prepotenza di certi gesti atletici, dalla personalità straripante che emerge nelle secche di gare ostili, dalla leadership ribadita tornandosene in difesa a fare lo stopper (e che stopper), come se non bastasse saper fare il centravanti (e che centravanti). Cavani è il faro, la fonte d’ispirazione, il braccio armato, l’istinto del killer e pure il garante d’una manovra che in lui si esalta, e che ora va recuperata ma con (inevitabile) cautela: l’affaticamento muscolare, quella perfida insidia, il nemico occulto, ha richiesto valutazioni adeguate, una prudenza razionale e però, scaricato l’acido lattico, liberato l’organismo dalle tossine scatenate dal tour de force tra campionato, Europa League, Nazionale e jet lag, il barometro induce all’ottimismo (non sfrenato) e ad alla consapevolezza che sta per tornar il bel tempo. Allenamento all’alba, mettendosi al passo con i compagni che non hanno giocato a Bergamo, caricandosi degli stessi doveri, poi addirittura spingendosi un po’ al di là delle previsioni: l’unica radiografia che ha senso, a quel punto, è una lettura personalissima di se stesso, del proprio corpo, che strappa al matador espressioni confortanti, rilassanti, persino appaganti.
COUNT DOWN – E allora, avanti con il piano di rientro, un progetto elaborato chiacchierando (martedì mattina, mentre il motore dell’aereo per Bergamo quasi rullava) con Mazzarri e con il dottor De Nicola, sviluppato attraverso una seduta di mantenimento nella giornata di mercoledì e poi, dando un’accelerazione (inevitabile) al giovedì e lasciando al week-end il responso: oggi crescerà l’intensità della seduta, ci sarà modo di risolvere alcuni interrogativi andando a provare gli schemi e facendolo nel corso delle simulazioni; e poi, domani, il test decisivo, quello che servirà per allestire la lista dei convocati, per tirarsi un po’ su il morale e azzerare le preoccupazioni che hanno preceduto la partenza verso Bergamo.
PERCENTUALI – Il giochino no, perché l’ultima volta, le previsioni sono state ribaltate nel breve volgere d’una nottata. E allora, meglio attenersi alla realtà, osservarla attraverso alle reazioni proposte dagli allenamenti, semmai a corredarle con ciò che el matador ha lasciato intuire uscendo dal centro sportivo di Castelvolturno con l’atteggiamento lieve di chi intuisce che il peggio è passato. Napoli-Torino dista il giusto, garantisce altre due giornate di verifiche, concede la possibilità di analizzarsi senza alcuna pressione e avendo soprattutto circa una settimana di allenamenti condotti a ritmo controllato, dunque con il fisico sufficientemente ritemprato e la testa che procede con il conto alla rovescia. Allegria?
Fonte: Corriere dello Sport
La Redazione
A.S.


La redazione di IamNaples.it

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