Champions, Viktoria Plzen-Roma 2-1: Di Francesco traballa

Giallorossi in crisi nera

La partita inizia tra i cori di contestazione dei tifosi romanisti all’indirizzo del presidente Pallotta, una presa di posizione precisa da parte dei 750 giallorossi presenti alla Doosan Arena di Plzen e che riparte dalle recenti prese di posizione del numero uno statunitense anche all’indirizzo del tecnico Di Francesco. Un clima poco sereno anche sugli spalti dunque, con la squadra che invece è chiamata a ritrovarsi per difendere il proprio lavoro e per “cambiare rotta” come richiesto dall’allenatore alla vigilia. La scelta della formazione vede presenti in campo molti titolari, sintomo che pur non contando niente da un punto di vista del girone, la partita interessa eccome all’allenatore romanista. A parte il centrocampo intoccabile con Cristante e Nzonzi, Difra non rinuncia nemmeno a Manolas e Kolarov, tra i pochi capaci a dare carattere ai compagni.

NOIA E CONTROLLO – I primi 25 minuti abbondanti scorrono via senza sussulti e con i giallorossi padroni del campo. A centrocampo Nzonzi pare il più in palla, mentre davanti il desaparecido è Schick, con Pastore e Under che invece paiono in serata, almeno nel palleggio e negli scambi ravvicinati. Nessun tiro pericoloso da segnalare se non una buona azione di Kluivert terminata con un tiro ribattuto e la risposta di Kovarik che da buona posizione ha sparato la palla alle stelle senza impensierire Mirante.

PERICOLO CECO – La seconda parte del primo tempo è di marca Viktoria, con attacchi non certo tambureggianti ma che per continuità costringono la Roma ad arretrare pericolosamente il baricentro. L’azione più pericolosa della partita arriva al 38′ ed è proprio opera degli uomini di Vrba, con Kovarik che se ne va sulla fascia sinistra per poi crossare per Kopic, incapace per un soffio di spingere la palla in rete. I giallorossi sono in difficoltà, anche perché il solito Schick non aiuta la squadra a salire e a centrocampo Nzonzi è calato alla distanza. Il primo tempo finisce tra i timidi applausi dei tifosi di casa e la freddisima reazione dei tifosi romanisti.

BRIVIDO NELLA NEVE – La ripresa parte sulla stessa falsa riga della prima frazione, con il Viktoria Plzen che continua a essere più pericolosa rispetto alla Roma. Al 51′ è Cermak ad andare a un passo dal vantaggio con un tiro da dentro l’area che fortunatamente per i giallorossi sfiora la traversa prima di spegnersi sul fondo. E’ solo il preludio a ciò che succederà di lì a 10 minuti. Una dormita della colonna di sinistra romanista, permette a Kopic di arrivare sul fondo e crossare per Kovarik, che da due passi non fa altro che depositare la sfera in rete per il vantaggio dei padroni di casa. Una doccia gelata nel gelo della Doosan Arena.

BOTTA E RISPOSTA – Con un’azione improvvisa quanto casuale, Under riesce a portare il risultato in parità nel momento forse peggiore della Roma. Santon sfugge sulla sinistra approfittando di un errore della difesa ceca, poi crossa basso all’indietro dove è ben appostato il turco. Un cecchino in questo caso, col suo tiro che tocca il palo prima di finire alle spalle di Hruska. Al primo tiro in porta, i giallorossi trovano la rete. Il vantaggio però dura pochissimo perché al 72′ è Chory a sfruttare una bella parata di Mirante, per raddoppiare con un colpo di testa da pochi passi. La Roma non ha la forza per reggere, neanche contro il Plzen.

CRISI PROFONDA – La Roma esce dal campo tra i fischi dei tifosi italiani presenti a Plzen. Perdere così significa non avere la giusta carica agonistica e che il ritiro è stato inutile. Il famoso patto che doveva nascere da questi giorni passati insieme è saltato ancor prima di nascere, così come diminuiscono clamorosamente le possibilità che Di Francesco prosegua a lungo la sua avventura sulla panchina romanista. Il Viktoria Plzen va nel paradiso dell’Europa League, la Roma va avanti ma col morale a terra.

Vesux

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