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Con la prestazione di Milano De Sanctis ha richiuso la porta azzurra

Il portiere azzurro è ormai una certezza tra i pali

Il Napoli ricomincia da lui. Da Morgan, pirata della porta e incantatore di campioni. Il rude Ibra, svelto di piede e anche di mano, l’ultimo nome da aggiungere alla lista. Il milanista l’aveva visto già in fondo alla rete quel pallone liftato con il destro. Ma su quel “giro” maligno s’è allungato, s’è avventato il “pirata” azzurro e così, se il Napoli alla fine non ce l’ha fatta a vincere, grazie a lui, grazie a De Sanctis, almeno ha salvato faccia e risultato. Zero a zero, dunque. Il secondo di fila dopo quello col Cesena. I mattoni della ricostruzione? Perché no. Intanto, un pieno di fiducia in vista del giovedì di Coppa Italia con il Siena, che è diventato crocevia importante di stagione. Perché, se è vero che il Napoli i gol agli avversari non li nega mai (dopo quello del Milan, infatti, con 36 gol è il suo il più bell’attacco di questo campionato), è vero pure che ne prende troppi per poter puntare a grandi cose. Non per nulla, quella di Mazzarri è solo ottava nella classifica delle miglior difese. Ecco perché le “due mandate” date da De Sanctis alla porta azzurra avvia nuovi ragionamenti, invita all’ottimismo e riavvicina questo Napoli a quello che proprio su una difesa pigliatutto ha costruito la fantastica cavalcata azzurra degli ultimi tre anni. Se il “Pirata” s’esalta, infatti, s’esaltano pure gli altri compari di difesa. E, si sa, quando c’è la difesa, c’è già mezzo risultato buono.

Mani e piedi – Parola e mani e piedi di De Sanctis, dunque, proprio alla vigilia della prima semifinale della Coppa Italia e a quindici giorni dalla ripresa della Champions contro il Chelsea, il Napoli cambia vita e riprende le abitudini buone di una volta. Ma neppure di tanto tempo fa. Un anno. E non a caso è giusto un anno che Morgan il pirata ha fissato il nuovo record d’imbattibilità interna della storia azzurra: 799 minuti, trentasei in più di quel che seppe fare Luciano “Giaguaro” Castellini nel 1982. Trent’anni fa.  Zero a zero e poi ancora zero a zero nelle ultime due gare, il Napoli. Non ha segnato, però stavolta ha resistito. E tanto basta perché De Sanctis possa pensare di andare a caccia anche d’un altro primato personale: quello dei match consecutivi – in casa e fuori – senza subire gol. Lui con il Napoli s’è fermato a cinque. Accadde nella prima stagione in maglia azzurra: dal Cesena al Brescia, dalla ventiquattresima alla ventottesima giornata.

Intanto, incrocia

Non subisce gol da due gare e le sue prestazioni esaltano i compagni della difesa. Con i 799’ d’imbattibilità è già nella storia, ma vuole conquistare qualcosa d’importante le dita e allarga le sue grandi mani sul futuro del Napoli, De Sanctis, il quale spesso della squadra è il santo portiere protettore. Lui che a Napoli sembra aver trovato il posto giusto per una seconda giovinezza. Tant’è che – sono ammessi scongiuri d’ogni sorta – tra due gare, quando il Napoli giocherà al “Franchi” contro la Fiorentina, entrerà di diritto anche nel club dei centenari in campionato. Cento partite e tutte di fila. E con la giustificata prospettiva di andare ad insidiare da vicino, a fine campionato, signori che si chiamano Savoldi e Montefusco. Un punto d’arrivo? Macchè. Ha ben altre e più lungimiranti idee, Morgan De Sanctis. «Qui a Napoli, infatti, ripete spesso. Vorrei giocare ancora a lungo. A lungo quanto? Diciamo sino a quarant’anni. Proprio così. Vorrei che questa del Napoli fosse la mia ultima casacca». 

 

Avversari – E il Napoli che ha fiducia in lui non gli mette fretta. E perché dovrebbe! Parate come quella sul milanista Ibra, giusto per restare a quella più recente, sono infatti la garanzia che il Napoli cerca per non aver pensieri di mercato anche per quel ruolo. E infatti non ne ha, mentre s’allunga la galleria dei mezzi miracoli e dei miracoli interi del portiere di Mazzarri. Insomma, Ibrahimovic, ma non solo lui tra i bomber che il Pirata ha abbordato ed affondato. Nomi e facce illustri anche nella sua collezione azzurra: da Cassano a Lucarelli quando era un avversario, da Totti a Di Vaio, da Montolivo a Miccoli, passando anche per Mario Gomez, al quale in Champions parò pure un rigore. D’accordo, magari nelle uscite a terra non sarà sempre un esempio da proporre ai giovani portieri, De Sanctis, ma l’efficacia delle sue giocate non si mette in discussione. In questo, se si vuole, il signor Morgan è un po’ figlio naturale di Garella. Il quale non era proprio il meglio in quanto a stile, ma le prendeva tutte. Tant’è che con il Napoli vinse anche il primo, storico scudetto. Quello dell’87.  Sì, è vero, quest’anno è vietato volare tanto in alto, ma domani chissà. Intanto il Napoli e De Sanctis potrebbero cominciare a “consolarsi” con la Coppa Italia, no?
Fonte: Corriere dello Sport
La Redazione
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