Contro l’Udinese, patto salvezza e dorados, la sfida di Diego

Napoli-Udinese, quante storie. Dal 1950 ad oggi, una trentina di partite, ma chi si aspetta la giocata fenomenale, la partita che vale lo scudetto, le due squadre che si affrontano all’arma bianca per una posizione di prestigio in classifica sbaglia. Nella storia di due città tanto lontane quanto vicine per intrecci, giocatori e allenatori che si sono scambiati, una sola partita è valsa per la classifica. Torneo 1951/52, allora erano entrambe in serie B. Prima contro seconda e al Vomero c’erano trentamila spettatori senza contare quelli assiepati sui tetti delle case. È stata la prima sfida tra napoletani e friulani. Risolse l’azzurro De Andreis (1-0). Poi nel 1952 fu Vitali a mettere fine all’imbattibilità dell’Udinese (4-2). A seguire trent’anni di oblio, ecco un match tra fuoriclasse: Krol contro Zico (2-1 per il Napoli).
Negli anni 80 un patto per la salvezza, un figlio da riconoscere, una testata da espulsione, un fine settimana a pesca di dorados. E per tutti gli episodi un unico comune denominatore, quello di Diego Armando Maradona. Cominciamo dal 6 gennaio 1985. Primo anno in azzurro per il Pibe de oro, allenatore Rino Marchesi. Le cose non andavano affatto bene. Alla tredicesima giornata, Napoli terz’ultimo con nove punti. Squadra in ritiro per cercare di ricompattare il gruppo. A Vietri sul Mare. C’erano tutti meno Maradona. Il resto del gruppo non gradiva le bizze dell’argentino: Castellini, Bertoni, Bagni puntarono i piedi. Spettò a capitan Bruscolotti convincere Maradona a recarsi a Vietri. Il giorno dopo, ecco il match con l’Udinese. Freddo, fango e vento. Finì 4-3 per il Napoli contro i friulani allenati dall’ex Luis Vinicio. Due gol di Maradona e due di Bertoni. Tre rigori. La storia azzurra vuole che da quel patto sarebbe nata la squadra azzurra più forte di sempre. L’anno successivo arrivò l’espulsione per una testata a Criscimanni. All’ennesimo fallo la reazione, la testata e il rosso. «Quando dopo aver colpito il ginocchio ti dicono ti spacco le gambe, umanamente questo tipo di reazione si può capire» la giustificazione di Ottavio Bianchi. Nel film di Napoli-Udinese non manca la rivelazione choc. È quella che Cristiana Sinagra fa al Tg1 alla vigilia del match dell’anno seguente. «L’ho chiamato Diego perché è il frutto della mia relazione con Maradona». Partita finita 1-1 e silenzio stampa.
Nel 1989 Napoli completamente italiano il 3 settembre. Partita finita 1-0 con un gol di Renica ma i sudamericani dovevano ancora rientrare dalle ferie e con essi Maradona che prolungò il suo soggiorno a pesca di dorados tanto che la Domenica sportiva aprì il servizio sull’incontro titolando «Core ‘ngrato» . Ma Napoli e Udinese nel ’93 vide di fronte anche due allenatori mondiali come Azeglio Vicini alla guida degli azzurri a Italia ’90 e Marcello Lippi che poi sarebbe diventato campione del mondo. Vinse il giovane tecnico toscano grazie ad Altomare e Bia (2-1). Nel 1997 fu la prima di Edmundo salutato con lo striscione «Benvenuto a Rio». Il brasiliano si infortunò e un razzo colpì due friulani. Nel 2008 l’ultima vittoria azzurra con una doppietta di Lavezzi che già all’andata era stato protagonista nel 5-0 in trasferta. L’anno scorso l’incredibile match che tante polemiche provocò, con il successo dell’Udinese di Guidolin per 2-1.

 

La Redazione

A.S.

Fonte: Il Mattino

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