ESCLUSIVA – Giordano: “Lavezzi? Nel mio Napoli si sentiva il peso della maglia azzurra…”

"Ho sentito Diego, mi ha detto: 'Bruno, ogni giorno che passa diventiamo sempre più grandi agli occhi della gente'. Coppa Italia? Dobbiamo vincere!"

SAN GIORGIO A CREMANO – Nella città che diede i natali a Massimo Troisi, si celebra presso “L’Associazione 1946” il 25ennale del primo storico scudetto del calcio Napoli. Conduce la serata il direttore di Radio Club 91, Roberto Esse, che sale sul palco al termine di una deliziosa rassegna live di musica classica napoletana (in foto). Serata all’insegna dello sport e della cultura. Parterre d’eccezione al “46” composto da due ex azzurri, vanto e gloria della compagine partenopea: il “capitano” Beppe Bruscolotti e l’ex bomber, Bruno Giordano. Sul palco anche noti giornalisti napoletani del calibro di Paolo Del Genio e Angelo Pompameo, e  il pasticciere della SSC Napoli, Sabatino Sirica, che – a fine serata – omaggia i presenti con una torta dall’effige tricolore “che sia di buon auspicio per un Napoli vincente”.  Al termine dell’evento amarcord, nonostante l’affetto debordante della folla partenopea,  Bruno Giordano, con immensa disponibilità, si presta – non senza difficoltà (date le più che precarie condizioni di riservatezza) – in esclusiva ai microfoni di Iamnaples.it:

Affetto dirompente – È sempre una gioia immensa tornare a Napoli. Niente è cambiato rispetto a quegli anni che ci hanno visto trionfare ed emergere, a dispetto delle squadre del nord che – per ovvi motivi – sono avvantaggiate sul piano economico e quindi, di conseguenza, anche sportivo. Napoli mi dimostra sempre che la sinergia di ieri, tra piazza e squadra di calcio, non potrà mai subire mutamenti in futuro. Qui non si parla di questioni poco concrete sul piano pratico, l’amore di Napoli ti travolge e soprattutto quando fai qualcosa di grande, non c’è tempo che possa scalfire il ricordo dell’impresa. L’entusiasmo di allora è quello di adesso”.

Rapporto con la stampa – Ad ogni modo, l’ex bomber  precisa che oggigiorno non proprio tutto è al pari di allora. È cambiato il rapporto tra le società e gli organi di stampa. E l’evoluzione – dichiara Giordano – non è stata di certo positiva: “Il rapporto con la stampa era diverso, meno cavilloso e quindi più divertente, sia per il calciatore che per il giornalista. Il primo – continua – poteva avere un contatto diretto con i tifosi tramite il “mezzo mediatico”, esprimere proprie sensazioni e stati d’animo, mentre invece – i secondi potevano realizzare ottime esclusive per i loro giornali e crescere quindi, sotto l’aspetto professionale”.

Io e Diego –  “Di recente ho sentito Maradona e abbiamo parlato a lungo, anche di Napoli, e dei nostri successi raggiunti qui, all’ombra del Vesuvio. Insieme, abbiamo ricordato l’amore assurdo dei napoletani e – a tal proposito – Diego mi ha stupito dicendomi una cosa bellissima: “Bruno, ogni giorno che passa diventiamo sempre più grandi agli occhi della gente”, facendo esplicito  riferimento a quella passione popolare e a quell’emozione sottile che Napoli proverà sempre quando si parlerà del 10 maggio 1987. Diego lo ha capito. Napoli non dimentica, il tempo ci renderà sempre più forti”.

Il valore della maglia e il “caso Lavezzi” – Non poteva mancare una battuta sulla questione di mercato che sta tenendo banco in casa Napoli. Lavezzi va, Lavezzi resta? È giusto che il Pocho, idolo indiscusso della piazza, rinunci alla maglia azzurra? Questo il pensiero dell’ex attaccante che al San Paolo, ha scritto la storia di questo club: “Anche sotto questo punto di vista le cose sono cambiate rispetto ad allora. I calciatori di oggi sono come delle star, si sentono degli “attori”. Sono rarissimi i casi in cui un giocatore, per amore di una maglia, non cambia squadra nel corso della sua carriera. All’epoca mia le cose erano diverse. Non so oggidi preciso, ma i giocatori di quel Napoli sentivano il peso – non solo calcistico – della casacca che indossavano. A volte – prosegue Giordano – si rinunciava anche a trasferimenti economicamente più vantaggiosi. Difatti anche io, prima di arrivare a Napoli, dissi di no alla Juve e sposai il progetto vincente di un’intera città”

Finale di Coppa, il pronostico – Giordano non ha dubbi: “Vinciamo. Anzi, dobbiamo vincere!”

Servizio a cura di Giovanni Ibello.

Tufano

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